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giovedì 13 luglio 2017

Lettera aperta del Dott. Pietro Perrino (genetista) al Ministro Beatrice Lorenzin

Oggi è mancato il numero legale al Senato per votare la conversione in legge del Decreto Lorenzin sull'obbligo vaccinale: la votazione slitta al 18 luglio. Intanto si diffondono a macchia d'olio, in tutta Italia, le iniziative della società civile per rendere il Parlamento ben conscio di quali siano le reali evidenze scientifiche sull'utilità delle vaccinazioni di massa. 

Nei giorni scorsi, in aula, hanno già espresso la propria contrarietà al Decreto molti Senatori come: Alessia Petraglia (Gruppo misto Sinistra italiana - SEL), Vincenzo D'Anna (ALA Scelta civica), Giovanni Endrizzi (M5S), Elena Fattori (M5S), Bartolomeo Pepe (Grandi autonomie e libertà), Paola De Pin (Grandi autonomie e libertà), Erika Stefani (Lega Nord), Paolo Tosato (Lega Nord), Stefano Candiani (Lega Nord) ecc.

Siamo ancora in tempo per aprire gli occhi ad altri ed a impedire la conversione in legge del decreto Lorenzin e a farlo decadere.

Suggerisco di diffondere il più possibile, per esempio, la lettera aperta del Dott. Pietro Perrino al Ministro Beatrice Lorenzin.

Ill.ma Ministra Lorenzin,
sono un Genetista, già ricercatore del CNR, che ora si occupa a pieno tempo di salute.
Sin dagli anni ’70, mi sono interessato di vaccini. Da favorevole sono diventato contrario. Sono stato convertito dalle conoscenze. Sono tante, ma per ragioni di spazio cito le principali.
Non sono state le vaccinazioni di massa a salvare l’umanità dalle malattie infettive, ma le condizioni igieniche e l’uso di acqua potabile. Le vaccinazioni di massa sono arrivate dopo. Le case farmaceutiche hanno fatto di tutto per farci credere il contrario, tanto che la maggior parte della gente se n’era convinta. 
Fortunatamente c’è anche molta gente che non la pensa così, in quanto ci sono molti bambini morti o comunque danneggiati dalle vaccinazioni. I vaccini preparati per le vaccinazioni di massa non hanno nulla in comune con i vaccini di una volta: preparati in tempo reale e somministrati con modalità più vicine a quello che faceva la natura. 
La gente non si fida dei vaccini moderni perché sono sporchi: contengono pezzi di DNA estraneo e inquinanti vari che causano patologie varie, quando non la morte immediata. A ciò si aggiunga che il virus o il batterio, dopo la manipolazione non sono più quelli selvatici, ma spesso, dipende dal trattamento, sono mutati e quindi possono essere più virulenti e più pericolosi o meno virulenti e quindi addirittura non efficaci. Questi fatti insieme alla genetica dei soggetti vaccinati produce effetti diversi, che vanno, appunto, dalla morte allo sviluppo nel tempo di diverse patologie. 
Le vaccinazioni di massa, quando vanno bene, nel senso che il soggetto vaccinato non mostra patologie, producono immunità a breve tempo (5-10 anni) e non a vita, come invece accade quando la malattia infettiva viene contratta e superata naturalmente. Le malattie esantematiche erano le benvenute, perché inducevano immunità duratura e servivano a rinforzare il sistema immunitario contro altre malattie e disturbi neurologici anche in età avanzata. La gente faceva di tutto per contrarre le malattie esantematiche, perché esse erano garanzia di una vita più sana.
Le vaccinazioni di massa sono responsabili della diffusione nelle popolazioni di virus e batteri modificati, dai quali la gente, soprattutto non vaccinata, pare si stia difendendo bene, ma su questo punto ritengo che solo uno studio attento potrà dirci quale sarà il futuro dell’umanità, alla quale si è tolta la possibilità di vaccinarsi naturalmente e si è imposta la vaccinazione artificiale. Sappiamo, però, che i bambini non vaccinati si ammalano di meno di quelli vaccinati. Lo sappiamo perché alcuni studiosi hanno svolto queste ricerche e non perché i Ministeri della Sanità si sono preoccupati di verificare se le vaccinazioni di massa fanno veramente bene, come dice la TV.
Se le vaccinazioni imposte facessero veramente bene, perché si teme che i bambini non vaccinati possano infettare quelli vaccinati? I bambini vaccinati non sono già coperti? Semmai, sono i bambini non vaccinati che dovrebbero temere di essere infettati. I bambini immunodeficienti che non possono essere vaccinati devono temere di più i vaccinati e meno quelli non vaccinati, i quali almeno avrebbero il merito di non essere portatori, fino a quando non si ammalano.
Il 90% dei bambini nasce già immune al Tetano. Eppure l’antitetanica è obbligatoria. Basterebbe un semplice test per evitare di fare anche questo vaccino. 
Questa nota è stata sollecitata anche da amici che oggi, 11 luglio 2017, sono a Roma per partecipare al presidio permanente dei no-vax davanti al Senato. 
Ministra, faccia un piccolo sforzo, ritiri il DDL. Gli italiani sapranno perdonarla.
Bari, 11 luglio 2017
Pietro Perrino

15 : commenti:

SlowFreddy ha detto...

Con tutto il rispetto per il lavoro del Dr. Perrino, cosa c'entra con i vaccini un ricercatore CNR sul Germoplasma del mondo vegetale?

Daniele Passerini ha detto...

@SlowFreddy
Dici che c'entra di più Ranieri Guerra al Ministero della Salute?

Ulixes ha detto...

Con tutto il rispetto per SlowFreddy, un genetista è molto più competente di quanto egli immagini in tema di vaccini.

http://www.nature.com/nature/journal/v227/n5254/abs/227168a0.html

SlowFreddy ha detto...

@Ulixes, non capisco con quale scopo citi questo articolo.
Il Dr. Perrino non è tra gli autori e l'argomento non mi sembra attinente.
Potresti spiegati meglio?

Ulixes ha detto...

L'MRC-5 insieme al WI-38 e ad altre sono linee cellulari ampiamente utilizzate da decenni come substrato di coltura nella produzione dei vaccini.
Appare preoccupante che l'MRC-5 provenga dal feto di una PAZIENTE PSICHIATRICA.
Appare preoccupante che del WI-38 non si disponga di notizie dettagliate come richiesto dal disciplinare di produzione dei vaccini.
Appare preoccupante che il medesimo disciplinare non consideri un problema di sicurezza un eventuale residuo nel prodotto finale di DNA derivante dalle predette linee cellulari, a differenza di quanto prescriva per il DNA della scimmia verde africana (Vero Cells) di cui stabilisce un limite entro i 10 ng/dose.
Appare preoccupante che i vaccini siano generalmente esentati dagli studi preclinici di sicurezza nella parte che prevede lo studio di farmacocinetica, teratogenesi, mutagenesi e cancerogenesi.

Appaiono preoccupanti tantissime altre cose, a meno che non si appartenga alla schiera di scienziati del "lo dice la scienza e pure Gino Strada".
Oppure a quell'altra schiera, sempre di scienziati, del "la comunità scientifica è unanimemente concorde su ...".

Insomma ci sarebbero tante cose estremamente interessanti che meriterebbero studi più approfonditi, a meno che non si appartenga a quella schiera di soggetti codificati da Asch nei suoi esperimenti.

Alessandro Pagnini ha detto...

@ slowfreddy

Non ho ancora capito, per entrare nel merito, quali castronerie ravvisi in quella lettera?

Daniele Passerini ha detto...

@Alessandro
È Slow di nome e di fatto a quanto pare! :D

SlowFreddy ha detto...

@Alessandro, non parlavo di castronerie.
Stavo semplicemente chiedendo chiarimenti.
Non mi permetto di sentenziare su cose che non conosco, al massimo faccio domande per capire meglio.
Nonostante la tua traduzione in italiano dell'articolo di cui ti ringrazio, ma che non era necessaria, continuo a non cogliere il nesso con il dottore in questione e con i vaccini.
Pazienza, sarà un mio limite.
@Daniele con te non c'è gara, mi inchino alla tua sapienza e prometto che stasera salterò la cena e mi inginocchierò sui ceci per scontare l'imperdonabile ritardo della mia risposta (ma anche no...)
;)

Daniele Passerini ha detto...

@SlowFreddy
ma anche no...
E lo spero bene!!! :D
La mia era solo una battuta ;)

Se hai pazienza, ti consiglio di rileggerti le centinaia e centinaia di commenti che sono stati "sudati" intorno all'argomento vaccinazioni nei precedenti post dedicati a tale argomento.

Daniele Passerini ha detto...

@SlowF
Please, riposta la tua risposta a Ulixex (che così com'è resta ferma in moderazione) eliminando (l'ormai inutile) appendice... e sorvolo sulle "piccole" differenze! ;)

corrado ha detto...

per leggere un articolo scientifico serve solo la conoscenza dell'inglese, e non una laurea specifica. Io ho laurea in fisica, ma conosco l'inglese e così leggo e traduco. Per esempio.
L’articolo Depressive symptoms and immune response to meningococcal conjugate vaccine in early adolescence, pubblicato su Development and Psychopathology 2014 Nov;26(4 Pt 2):1567-76, autori O'Connor TG, Moynihan JA, et al.; , dopo avere ricordato le recenti scoperte nel campo della psico-neuro-immunologia psychoneuroimmunology (ovvero dei diversi collegamenti tra psiche, sistema nervoso e sistema immunitario) discute di un controllo effettuato su 126 soggetti di 11 anni che erano stati sottoposti a controllo prima della vaccinazione, e poi 4 settimane dopo, 3 mesi dopo, e 6 mesi dopo la vaccinazione. Il risultato è stato che i sintomi depressivi e ansiosi erano associati con elevate e persistenti risposte anticorpali.

L’articolo Illness, cytokines, and depression, pubblicato su Annals of the New York Academy of Science 2000;917:478-87, autori Yirmiya R, Pollak Y, et al.; ci informa che varie condizioni mediche che coinvolgono l’attivazione del sistema immunitario sono associate a cambiamenti psicologici e neuroendocrini simili a quelli caratteristici della depressione. Gli autori hanno realizzato uno studio in doppio cieco con vaccinazione di ragazzine con virus vivi attenuati di rosolia da una parte e somministrazione di lipopolisaccaridi in maschi sani. Le ragazze vaccinate, rispetto a quelle del gruppo di controllo hanno mostrato una significativa tendenza alla depressione fino a 10 settimane dopo la vaccinazione. Similmente la somministrazione di lipopolisaccaridi, con la conseguente induzione del massiccio rilascio di citochine, ha indotto tendenza alla depressione e all’ansia, oltre che deficit di memoria. Simili risultati sono stati ottenuti anche sui roditori, mostrando che le citochine sono un fattore causativo importante di certi disturbi dell’umore. L’articolo non dice, ma è ben noto, che le vaccinazioni (ed in particolare gli adiuvanti che contengono) sono studiate per produrre una risposta infiammatoria e quindi una risposta anticorporale.


L’articolo Temporal Association of Certain Neuropsychiatric Disorders Following Vaccination of Children and Adolescents: A Pilot Case–Control Study , pubblicato su Frontiers in Psychiatry. 2017; 8: 3. Published online 2017 Jan 19, autori Leslie D.L., Kobre R. A., et al.; mostra che la frequenza dell’anoressia nervosa è maggiore in chi ha ricevuto una qualche vaccinazione nei tre mesi precedenti, che la vaccinazione contro l’influenza è similmente correlata a anoressia, disturbo ossessivo-compulsivo, ansia, che la vaccinazione contro l’epatite A è correlata con disturbo ossessivo compulsivo e anoressia, quella contro l’epatite B con l’anoressia, quella contro la meningite con l’anoressia e la comparsa di tic cronici.

corrado ha detto...

basta conoscere l'inglese e un pochino di biologia per comprendere quanto qui sotto traduco

Le iniezioni sottocutanee di alluminio ai livelli degli adiuvanti vaccinali attivano geni del sistema immunitario innato nel cervello del topo che sono omologhi con i biomarcatori dell’autismo
Traduzione di Subcutaneous injections of aluminum at vaccine adjuvant levels activate innate immune genes in mouse brain that are homologous with biomarkers of autism
Pubblicato su Journal of Inorganic Biochemistry Volume 177, December 2017, Pages 39–54, autori Dan Liaa, Lucija Tomljenovicaa, Yongling Liaa, Christopher A. Shawa,b,c
a) Dept. of Ophthalmology and Visual Sciences, University of British Columbia, Vancouver, British Columbia, Canada
b) Program in Experimental Medicine, University of British Columbia, Vancouver, British Columbia, Canada
c) Program in Neuroscience, University of British Columbia, Vancouver, British Columbia, Canada

Punti salienti
• Sono stati indagati i meccanismi sottostanti alla neurotossicità degli adiuvanti a base di alluminio
• Fattori chiave pro-infiammatori sono stati trovati in quantità elevata nei cervelli dei topi che hanno ricevuto iniezioni con alluminio.
• I topi maschi sono stati più suscettibili delle femmine agli effetti neuroinfiammatori
• La corteccia frontale è stata l’area più colpita nei maschi.
• La corteccia frontale è coinvolta nelle funzioni emotive e sociali che sono danneggiate nell’autismo.

Riassunto

L’autismo è un disturbo neuro-comportamentale caratterizzato da disfunzione del sistema immunitario. Si manifesta nella prima infanzia, durante una finestra temporale di precoce vulnerabilità comportamentale durante la quale la normale traiettoria dello sviluppo è particolarmente suscettibile agli insulti xenobiotici. Gli adiuvanti vaccinici con alluminio (Al) sono xenobiotici con proprietà immunostimolanti e neurotossiche ai quali sono esposti di routine gli infanti di tutto il mondo. Per indagare in vivo l’impatto neurotossico e immunitario dell’alluminio, abbiamo testato l’espressione di 17 geni che sono implicati sia nell’autismo che nella risposta del sistema immunitario innato, in campioni di cervello di topi che hanno ricevuto iniezioni con alluminio, messi a confronto con topi di controllo. Diversi fattori chiave dell’immunità innata, come le citochine CCL2, IFNG e TNFA, sono risultate significativamente sovra-regolate, mentre l’inibitore (NFKBIB) del fattore nucleare kappa beta (NF-κB), e l’enzima (ACHE) che controlla la degradazione del neurotrasmettitore acetilcolina, erano sotto-regolati nei topi maschi che hanno ricevuto l’iniezione con Al. Inoltre, la diminuzione dell’inibitore del NF-κB e il conseguente aumento dei segnali infiammatori, hanno portato all’attivazione della via di segnalazione del NF-κB col conseguente rilascio della chemochina MIP-1A e delle citochine IL-4 and IL-6. Pare quindi che l’Al abbia innescato l’attivazione del sistema immunitario innato e alterato l’attività colinergica nei topi maschi, osservazioni che sono consistenti con quelle effettuate nell’autismo. I topi femmina sono stati meno suscettibili all’esposizione all’Al dal momento che erano alterati solo i livelli di espressione dell’inibitore di NF-κB e del TNFA. Schemi regionali di alterazione dell’espressione dei geni inoltre esibivano differenza di genere, dal momento che la corteccia frontale era l’area più colpita nei maschi, ed il cervelletto nelle femmine. L’adiuvante all’alluminio promuove quindi l’infiammazione cerebrale ed i maschi appaiono più suscettibili agli effetti tossici dell’Al.

Daniele Passerini ha detto...

@Corrado
Grazie per la condivisione.
La cosa più triste (ma specchio di questi tempi) è che la maggioranza degli italiani sia veramente convinta che la letteratura scientifica sia totalmente favorevole alle vaccinazioni di massa come propagandato dal nostro Ministero della salute... :(
Tu hai portato alla nostra attenzione due articoli, ma ce ne sarebbero a centinaia, solo che vengono tutti bollati come inattendibili, di parte, incompleti ecc.

corrado ha detto...

se vuoi te ne mando decine di traduzioni! :)
ad ogni modo a questo link trovi molto materiale sotto forma di dossier libri etc., non solo sui vaccini, ma sulle cure "dimenticate" di molte malattie

corrado ha detto...

interessante è anche il libro del prof Bellavite, medico che si oppone, con cognizione di causa, e citando una vasta bibliografia, all'idea dell'obbligo vaccinale

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