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mercoledì 13 settembre 2017

Il talento delle zavorre e il talento dei propulsori

36 : commenti

Post di Daniele Passerini

A ognuno il suo talento.

Certe persone sono bravissime a spiegarci perché una cosa è assolutamente impossibile. La loro intelligenza s'esalta nella difesa di status quo, paradigmi scientifici, certezze incrollabili e così via; hanno idee ed opinioni sempre conformi a quelle della maggioranza. Se ci fossero solo loro al mondo, oggi saremmo ancora all'età della pietra.
Possiamo definirle zavorre

Altri sono bravissimi a dimostrarci come e perché quella stessa cosa è invece possibile. Sono i geni che guardano oltre, aprono nuovi paradigmi scientifici, creano distruptive innovation and technology; le loro idee ed opinioni sono sempre minoritarie... prima di riuscire a imporsi. Se l'umanità ha progredito è grazie alle loro grandi visioni.
Possiamo definirli propulsori

Le zavorre ci dicono che l'EmDrive (il "Sacro Graal" della propulsione spaziale!) è assolutamente impossibile perché vìola il terzo principio di Newton!
Eppure USA e Cina sono in corsa per arrivare per primi al traguardo di questo motore "impossibile":

Le zavorre ci dicono che la Fusione Fredda (Low Energy Nuclear Reaction, Anomalous Heat Effect ecc.) è assolutamente impossibile perché vìola la barriera di Coulomb!
Magari dovrebbero ricordarlo ai gruppi di ricerca, che continuano a conseguire avanzamenti nel campo delle reazioni nucleari a bassa energia, appartenenti a:
Si veda la sintesi dei risultati ottenuti presente sul sito del NEDO, l'agenzia governativa giapponese che promuove la ricerca e lo sviluppo, nonché l'implementazione di tecnologie industriali, energetiche e ambientali.

Sono solo due esempi di campi di ricerca derisi dalle zavorre e portati avanti dai propulsori, ma se ne potrebbero fare molti altri. Il problema poi è che le zavorre sono sempre tante e i propulsori pochi.

Non ho il talento né di quelle né di quelli, però come blogger m'impegnerò sempre a sorridere delle zavorre e a fare il tifo per i propulsori.

domenica 10 settembre 2017

Alle ore 11:30 su SkyTG24

5 : commenti


Post di Daniele Passerini

Dobbiamo tornare ai tempi della legge sul divorzio (1970) e della legge sull'aborto (1978) per trovare temi in grado di spaccare l'opinione pubblica italiana quanto oggi quello delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie. 

È un tema scientificamente controverso. Un po' ambo le parti, ognuna pro domo sua, mischiano i discorsi sull'efficacia di ogni vaccino in sé con quelli dell'efficacia di una così massiva profilassi di massa sotto i 24 mesi. 

È un tema mediaticamente controverso. I mezzi di comunicazione stanno diffondendo rappresentazioni sociali fuorvianti di concetti complessi quali salute, malattia, prevenzione, cura ecc., troppo spesso centrate sulle ansie e sulle paure originate proprio da una non corretta informazione. Si pensi al morbillo, rappresentato come una sorta di nuova "peste nera" del XXI secolo: come se per boicottare le compagnie aeree si schiaffasse in prima pagina ogni incidente aereo mortale, portando la gente a dimenticare quanto l'aereo sia più sicuro dell'automobile.

È un tema giuridicamente controverso. A livello procedurale: perché l'uso della decretazione d'urgenza non era giustificato. A livello costituzionale: perché molti giuristi dubitano che nella L. 119/2017 siano contemperati tutti i principi espressi nell'Art. 32. A livello comparato: perché molti giuristi dubitano che la L. 119/2017 sia compatibile - per esempio - con la Convenzione di Oviedo (1997).

È un tema sanitariamente controverso. In un mondo globale come il nostro, se le profilassi sanitarie non sono omogenee su interi continenti, non ha alcun senso obbligarle in un unico territorio nazionale... come se i virus ne rispettassero i confini. Ma soprattutto, da un punto di vista di allocazione di risorse sempre più scarse, non c'erano ben altre e più impellenti priorità?

Comunque la pensiate, vi segnalo oggi, Domenica 10 Settembre 2017, alle ore 11:30, su SkyTG24 (canale 50 del digitale terrestre) un confronto tra Claudio Simion, presidente Associazione Comilva Onlus e il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli.

Sarà possibile seguire la trasmissione anche in streaming internet a questo link:

Sarà inoltre possibile interagire durante la trasmissione, tramite invio di SMS al numero che verrà indicato in sovra impressione. 

Invito tutti a partecipare attivamente e contribuire alla discussione inviando i propri commenti.

mercoledì 23 agosto 2017

Ischia: il terremoto e l'abusivismo dei polli.

45 : commenti
Post di Franco Sarbia

Si dice: «a Ischia 28.000 richieste di condono, una ogni due abitanti». Ma questa è la media dei polli! C'è chi si abbuffa, mentre l'affamato va a raccogliere nei cassonetti dei rifiuti le ossa da ripulire. Le seconde case non sono degli Ischitani. Quante di queste di proprietà dei notabili provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo sono in tutto o in parte abusive? Negli anni scorsi chi aveva tanti soldi s'è dato da fare a costruire o acquistare per pochi Euro interi edifici "da reddito", abusivi o no, per poi chiedere il condono. Scommettiamo che i redditieri sono titolari di più di metà delle richieste di condono? Certo anche la povera gente deve aver provato a costruirsi la camera in più per arrotondare il salario nei mesi estivi, magari ha pure edificato al risparmio la superfetazione di un piano su un edificio storico per alloggiare la figlia che mette su famiglia. E la struttura inadeguata non ha retto le scosse pur lievi. Questa gente ha seguito il cattivo esempio dei grandi proprietari di case, locali commerciali e alberghi e nel 2010 è scesa in piazza per difendere i loro interessi prevalenti, oltre i propri miseri. Però non diciamo che si tratta di abusivi di necessità, per favore. Se gli amministratori hanno chiuso tutt'e due gli occhi e lasciato costruire ovunque non è stato per difendere gli interessi della povera gente che ha trovato spianata la strada dell'abusivismo - perché «'cca nisciuno è fesso» - ma per favorire quelli, ben ricompensati, degli speculatori. E allora chi ha permesso che lo scempio avvenisse, e lo ha incoraggiato, sta ben più in alto dei sindaci dei comuni di Ischia.

Franco Sarbia

mercoledì 16 agosto 2017

Vaccinazioni: lo Stato tutela i bambini meno dei soldati.

36 : commenti
Cosa centra l'uranio impoverito con i vaccini?

Nulla naturalmente, salvo che anche di somministrazione dei vaccini si è occupata la Commissione parlamentare di inchiesta sull'Uranio impoverito. Mi riferisco alla seconda relazione intermedia del 19/07/2017 "sull'attività di inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze Armate: criticità e proposte".

La relazione della Commissione mostra con chiarezza quali imperdonabili leggerezze ed errori siano stati commessi dalle Forze Armate in merito alla salute dei nostri militari, sia nei teatri d'azione esteri (per esempio con l'esposizione a fonti radioattive di origine bellica), sia sul suolo nazionale (per esempio in operazioni di brillamento di materiale bellico obsoleto con gravi contaminazioni ambientali).

Ma a latere la relazione si occupa anche delle problematiche emerse nella somministrazione dei vaccini ai militari; si legga il seguente stralcio della relazione reperibile integralmente a questo link dell'Osservatorio Militare.
(da pag. 18 a pag. 22)
...durante l’attività d’indagine si sono riscontrate alcune criticità in tema di profilassi vaccinale.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento dei vaccini da parte della difesa, risulta che esse siano gli stessi in uso alla sanità pubblica, autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Esiste tuttavia la possibilità, normativamente riconosciuta (direttiva IGESAN, 2008, pag. 29), “in condizioni di eventuale emergenza sanitaria a carattere nazionale e internazionale”, di usare “presìdi profilattici non registrati, ma idonei e di provata sicurezza ed efficacia sotto diretta responsabilità del Direttore generale della Sanità militare”. Sul punto, il Gen. TOMAO nella audizione del 10 maggio 2017, ha chiarito che si è usata questa possibilità in tempi non recenti, dichiarando che: “solo in alcuni casi teniamo delle scorte, e per quanto riguarda i vaccini di questo tipo sono tenuti non dalla difesa, ma da altri enti che sono ritenuti opportuni del Ministero della salute. Quella specifica quindi era riferita proprio al vaiolo”. Ad ogni buon conto ha affermato anche che questa possibilità è in corso di definitiva abrogazione. 
Per quanto concerne le modalità di somministrazione dei vaccini, le Linee Guida del 2008 prevedono l’obbligo di una corretta anamnesi prevaccinale.
Il Gen. TOMAO, nella sua audizione del 10 maggio 2017, ha ribadito la corretta applicazione di tali Linee Guida ferma restando la responsabilità dei singoli medici vaccinatori.
La Commissione rileva come sia opportuno che gli automatismi nelle somministrazioni vengano associati a sorveglianza e controllo post-vaccinale, tanto più efficaci se condotti da organismi connotati da caratteristiche di indipendenza e terzietà, come più volte auspicato da questa Commissione.
D’altro canto, venendo a chi opera in concreto nella somministrazione dei vaccini ai militari, è il caso di ricordare che il Gen. Vito FERRARA, Capo della direzione di sanità dell’Arma dei Carabinieri, sentito dalla Commissione, ha affermato l’importanza del titolo anticorpale, definito “fondamentale” (Cfr audizione del 15.02.2017 pag. 14/20), e ha precisato che esso viene effettuato per tutti gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri al fine di accertare se nel tempo si sia mantenuta o meno la memoria dei vaccini precedentemente somministrati.
La Commissione ha esaminato una serie di casi specifici di militari che hanno riportato patologie anche gravi e in taluni casi sono deceduti, in relazione alle modalità delle somministrazioni delle vaccinazioni. In particolare si è registrato, il caso del Caporale Maggiore F.R., mai andato in missione fuori dal territorio nazionale, vaccinato sebbene già affetto da malattia oncologica (linfoma di hogkin) non rilevata per mancanza di esami pre-vaccinali, e pertanto in stato di grave immunosoppressione e successivamente deceduto; il caso del soldato semplice D. G., congedato dopo poco più di sei mesi dall’arruolamento, avvenuto l’8 febbraio 2007, a seguito di grave astenia e deperimento fisico iniziati il giorno stesso della vaccinazione multipla, avvenuta il 19 giugno 2006; il caso del Caporal Maggiore G.T., arruolato nel 1999 e in congedo dal 25.11.2000 dichiarato “permanentemente non idoneo al servizio militare incondizionato” perché affetto da linfoma di Hodgkin (tipo sclerosi nodulare in stadio clinico II A), vaccinato senza l’effettuazione di esami pre-vaccinali.
Dai lavori della Commissione e dalla documentazione raccolta è emersa la necessità di svolgere esami pre-vaccinali prima della somministrazione dei vaccini, sia al fine della valutazione d’immunità già acquisite, sia al fine dell’accertamento di stati di immunodepressione che sconsiglino di somministrare il vaccino in quello specifico momento.
Ulteriore problema è poi quello dei tempi di somministrazione del vaccino, indicati dalle case produttrici nelle stesse schede tecniche a corredo del farmaco, posto che il vaccino richiede un tempo di attesa per generare l’immunizzazione, in dipendenza anche delle condizioni fisiche del vaccinando.
Non è dunque consigliabile effettuare le vaccinazioni pochi giorni prima della partenza delle missioni perché al momento della vaccinazione si crea uno stato fisico di immunodepressione e il militare non dispone ancora dell’adeguata copertura. Questo, paradossalmente, determina un aumento del rischio di contrarre o la stessa malattia per cui è stata fatta la vaccinazione o altra patologia, data la situazione fisica di immunosoppressione e il contesto, generalmente insalubre, in cui il militare verrà inviato ad operare.
Al di là del riposo di un giorno, previsto per il militare a seguito dell’avvenuta vaccinazione, si osserva la mancanza di una continuativa attività di sorveglianza e controllo post-vaccinale, anche ai fini dell’accertamento dell’avvenuta immunizzazione. L’attuale sorveglianza post-vaccinale si limita alla registrazione delle sole reazioni avverse di immediato riscontro, se dichiarate dal militare, il quale, tuttavia, potrebbe avere interesse a sottacerle in tutti i casi in cui abbia fatto richiesta di missione all’estero.
Solo con esami post-vaccinali è possibile valutare se si sono verificate a carico del militare situazioni di autoimmunità, allergia o ipersensibilità ritardata e/o iperimmunizzazione. Per converso, solo in tal modo è possibile verificare l’efficacia del farmaco con conseguente immunizzazione dell’interessato.
Resta inteso che anche questa attività potrebbe essere condotta efficacemente, se svolta da organismi connotati dalle caratteristiche di indipendenza e terzietà, più volte auspicate da questa Commissione.
La Commissione ha come obiettivo l’abbattimento del rischio, ove possibile, al fine di ridurre la casistica di militari che, durante il servizio o dopo il congedo, si ammalino di malattie neoplastiche o di alterazioni a livello neurologico importanti. A tal fine la Commissione suggerisce, nella revisione programmata della Direttiva DIGESAN del 2008, nonché nella stesura del decreto ministeriale previsto dalla nuova formulazione dell’articolo 206-bis del codice dell’ordinamento militare, di prevedere una serie di esami pre-vaccinali specifici. Altresì, si ritiene opportuno inserire un set di esami mirati, da sottoporre alla recluta in fase di valutazione di idoneità all’arruolamento. In tal modo un militare che non può essere vaccinato, non verrebbe esposto inutilmente al rischio. Si suggerisce anche in questo caso, di supportare la sanità militare, attraverso l’espletamento di tali esami mediante il Sistema Sanitario Nazionale.
E’ infine assolutamente necessario rimarcare che gli esiti del progetto SIGNUM, nonché le risultanze dello studio effettuato dal Prof. Nobile sui militari della Brigata Folgore, portano ad affermare un significativo incremento della frequenza di alterazioni ossidative del DNA e di cellule micronucleate, a fronte di soggetti sottoposti a vaccinazioni in numero superiore a cinque o con vaccini viventi attenuati o con prevalente attività outdoor. Tale limite numerico, come sottolineato anche dal Gen. TOMAO, deve diventare prescrittivo nella somministrazione dei vaccini e adottato nelle linee guida come specifica prescrizione. Anche in questo caso se ne chiede l’inserimento nella futura revisione.
In conclusione, la Commissione ritiene che l’utilizzo di farmaci vaccinali forniti in soluzione monovalente e monodose (ovvero un vaccino per singola malattia, fornito in una singola dose), ridurrebbe notevolmente l'esposizione al rischio dovuto alla profilassi vaccinale, in quanto il militare - in età adulta-, potrebbe risultare già immunizzato ad alcuni antigeni contenuti nei vaccini multipli assunti nell’infanzia o immunizzato naturalmente per aver contratto la relativa patologia. 
Ricordo che - quando già era disponibile il materiale sopra riportato - il nostro Parlamento ha convertito in legge lo sciagurato decreto Lorenzin che ha imposto i 10 vaccini a tutti i bambini italiani. 

Stando così le cose si può affermare senza tema di smentita che adesso, in ambito di vaccinazioni, lo Stato tutela i bambini meno dei soldati.

martedì 1 agosto 2017

Cosa si guadagna a "cavalcare l'onda pseudo sessantottina di resistenza civile contro le vaccinazioni"?

123 : commenti


Oggi un amico su Facebook, Enrico, mi ha scritto: "Posso chiederti cosa ci guadagni tu Daniele a cavalcare l'onda pseudo sessantottina di resistenza civile contro le vaccinazioni?"

Non sono contro le vaccinazioni, ma contro l'obbligo delle vaccinazioni: sono totalmente favorevole che genitori e pediatra possano ancora decidere insieme e consapevolmente se e quali vaccini fare al bambino e a quale età; sono totalmente contrario ad "abdicare" tale scelta allo Stato.

Sì, è una resistenza civile, senz'altro, ma non ha proprio nulla di "sessantottino", puro o pseudo che sia, perché si basa su evidenze scientifiche ed epidemiologiche reali e chiede semplicemente il ripristino dell'art. 32 della Costituzione e della deontologia medica che si insegna agli studenti al 1° anno di Medicina.

E non ci guadagno proprio nulla se non il rispetto per me stesso a spendermi per una giusta causa.

Dopo qualche scambio con Enrico, ho capito che - come tante altre persone in perfetta buona fede - negli ultimi mesi si è semplicemente fidato delle informazioni diffuse in primis dal Ministero della Salute, senza verificarne le fonti né approfondire, da un punto di vista realmente scientifico, la loro consistenza.

Invito Enrico - se veramente vuole capire come stanno le cose - a rileggersi i post pubblicati sui vaccini da 22passi negli ultimi mesi, ognuno con tantissimi commenti al seguito, nei quali si sono confrontate tutte le posizioni possibili attorno ai vaccini:
  1. Vaccini. Riflessione di Chiara Mussi (medico chirurgo). | 16/07/2017
  2. Invito a soppesare con la massima attenzione la questione vaccini... | 15/07/2017
  3. Lettera aperta del Dott. Pietro Perrino (genetista) al Ministro Beatrice Lorenzin | 13/07/2017
  4. Gentile Redazione de "La Gazzetta di Reggio"... | 06/07/2017
  5. Il ragionevole dubbio contro l'irragionevole obbligo | 25/06/2017
  6. #libertà #liberascelta #freevax | 11/06/2017
  7. Glaxo - Beatrice Lorenzin - Ranieri Guerra: attacco a tre punte "contro il morbillo" in una partita truccata? | 09/06/2017
  8. Siamo un popolo di santi, poeti e... pecoroni! | 07/06/2017
  9. Vaccini: la caccia alle streghe è in atto. (con la testimonianza della Dr.ssa Michela De Mattio - medico internista) | 22/05/2017
  10. Dalla parte del "Movimento Nazionale Libera Scelta Vaccinale" | 22/05/2017
  11. Vaccini: la comunità scientifica ha una posizione tutt'altro che unanime! (con un contributo del Prof. Yehuda Schoenfeld - immunologo) | 02/05/2017
  12. Je suis Roberto Gava | 22/04/2017
  13. Vaccino anti-papilloma: il Prof. Silvio Garattini (farmacologo) difende la trasmissione Report dalle polemiche montate dai soliti scientisti. | 19/04/2017
Lo invito anche a leggersi bene la lettera che il Dott. Roberto Gava, un mese fa, a scritto ai suoi pazienti:

LETTERA AI MIEI PAZIENTI
Padova 1 luglio 2017
Carissimi,

desidero ringraziare tutti voi che in questi quasi quarant’anni di professione medica, e specialmente in questi ultimi mesi, mi siete stati vicini con il vostro incoraggiamento, la vostra riconoscenza e in modo particolare anche con la vostra preghiera.

Lo dico veramente a tutti: Grazie di cuore.

È proprio vero che dando si riceve. Io vi ho dato tutto quello che potevo e che sapevo senza risparmiarmi, perché volevo e voglio tuttora aiutarvi a guarire e a migliorare le vostre condizioni di salute e, meglio ancora, a prevenire le malattie vostre e dei vostri figli: è solo questo lo scopo della mia professione, come spero sia di qualsiasi medico.

Voi in cambio mi avete sempre seguito con grande fiducia e fedeltà e molte volte da veri “pazienti”, cioè con grande pazienza.
La radiazione dall’Ordine dei Medici ha colto di sorpresa sia me, sia voi, sia moltissimi miei Colleghi, perché mi è stata inflitta la massima pena solo perché pensano che io contrasti alcune politiche del nostro Ministero della Salute, che sostiene le vaccinazioni di massa. Dato che non ci troviamo assolutamente in una condizione di emergenza sanitaria, ritengo che le vaccinazioni di massa non siano un bene per i nostri figli, perché il vero bene per una persona non è una Medicina di massa, ma una Medicina Personalizzata e Integrata, quella cioè che è adattata al singolo e che nasce dalla conoscenza di numerosi approcci terapeutici e dalla scelta di quello più appropriato.
Ogni uomo, infatti, è diverso dagli altri e ha bisogno che il medico scelga per lui l’approccio preventivo o curativo più adatto, ma per far questo il medico deve conoscere molti tipi di trattamento, non solo quello farmacologico.
Io sono convinto di questo e ne sono convinti migliaia di altri medici, in Italia e nel mondo.
Questa sarà la Medicina del Futuro, ma noi la vogliamo già ora, perché già ora la possiamo attuare.
In risposta alla mia radiazione i miei avvocati stanno preparando il ricorso che bloccherà l’attuazione del procedimento disciplinare, finché non si giungerà ad un giudizio definitivo. Nel frattempo continuerò a svolgere la mia professione come prima, più di prima, con la stessa dedizione, con lo stesso amore non solo per i miei pazienti, ma per tutti coloro che hanno bisogno dei consigli di un medico per prevenire, alleviare o guarire le loro patologie.
Continuerò a combattere per conseguire questi obiettivi: non potrei non farlo, perché tradirei la mia coscienza, la mia dignità, i miei Pazienti, la Libertà di espressione, la Giustizia, la Vera Medicina.
Ricordate che voi genitori siete i primi responsabili della salute dei vostri figli e ogni decisione che li riguarda deve avere il vostro consenso: non demandate ad alcuno questo compito, neppure allo Stato.
Ricordate che la salute del singolo non deve mai essere sacrificata per un presunto bene comunitario e ricordate che il bene sociale è salvaguardato solo quando si salvaguarda il bene di ogni singolo componente della società.
Infine, non dimenticate che oggi, con le conoscenze e i mezzi di cui disponiamo, possiamo proteggere sia i bambini che si possono vaccinare sia quelli che non si possono vaccinare, a patto che impostiamo una terapia personalizzata capace di potenziare le difese immunitarie dell’organismo.
Ve lo ripeto: oggi abbiamo le conoscenze e i mezzi per fare tutto questo, ma serve la volontà di farlo.
Quindi, non abbiate paura, ma difendete la salute dei vostri figli e impedite che il loro “bicchiere” (cioè la loro capacità psico-fisica di sopportazione, compensazione e difesa), che ovviamente è piccolo e in parte già occupato da squilibri causati dall’inquinamento e da molti stress sia biologici che psicologici, trabocchi scatenando una patologia.
Salvaguardate la verità e difendete la vostra libertà, in quanto genitori, di come dovete curare i vostri figli.

Grazie di cuore


Roberto Gava

Invito infine Enrico a guardarsi il filmato di cui all'ultimo link, dove si dà visibilità a quelli che Doctor Robert "Strangelove" Sburion definirebbe insignificanti "danni collaterali" nella gloriosa guerra contro quegli stramaledetti virus!


Reazioni avverse ai vaccini, la testimonianza di alcuni genitori


domenica 16 luglio 2017

Vaccini. Riflessione di Chiara Mussi
(medico chirurgo).

85 : commenti

Quando ho iniziato a lavorare in ospedale, come studente, la maggior parte dei miei mentori mi insegnarono una regola molto importante: ascoltare i pazienti. Su questa base, vorrei invitare ad una riflessione i medici e tutti i cittadini sul decreto legge Lorenzin, che impone come obbligatorie 12 (±X) vaccinazioni in età pediatrica, pena, per le famiglie che non aderiscono a tutti i 12 (±X) obblighi vaccinali inaccessibilità ad asili e scuole, sanzioni pecuniarie di notevole entità, perdita della patria potestà.

Tra le premesse alla riflessione vorrei ricordare alcuni punti.

Nella pratica clinica, i trattamenti sanitari obbligatori (Tso), vengono raramente utilizzati e riservati a situazioni di emergenza e soggetti incapaci di intendere e volere. Caratteristiche che non vedo applicabili ai genitori di neonati sani. La medicina moderna è andata sempre più verso la condivisione tra medico e paziente delle scelte terapeutiche. L’alleanza terapeutica che si crea tra chi cura e chi è curato aumenta la compliance del paziente e porta a migliori risultati. Il consenso informato è nato a garanzia del paziente e rappresenta una tutela importantissima per il cittadino, alla quale una società civile non dovrebbe rinunciare. La nostra Costituzione e numerosi altre leggi e convenzioni nazionali e internazionali riconoscono l’inalienabilità del corpo umano, tutelano la salute del singolo cittadino, anche nei confronti degli obiettivi di salute pubblica, e limitano fortemente l’utilizzo di trattamenti sanitari obbligatori. A fronte di queste premesse mi chiedo se sia invece lecito che la classe medica si ponga così al di sopra del cittadino. Con questo approccio, gli “esperti” decidono che cosa rappresenta il meglio per i singoli e per la collettività, ma non sono tenuti a convincerli, possono imporre multipli trattamenti, anche in assenza di malattia, di emergenza, di incapacità di intendere e di volere. Con questo approccio, i genitori, ma direi in generale i pazienti, non contano più nulla. Sono assimilati ad interdetti mentali, poiché evidentemente ritenuti tali. Ho ascoltato in questi giorni i racconti di molti genitori. Non mi sono per nulla infastidita nel vedere mamme che hanno fatto ricerche bibliografiche su internet, degne di uno studente universitario. Anzi mi sono commossa. Mi sono ricordata di quello che diceva sant’Agostino: «Solo chi ama conosce». Mi sono ricordata dei miei grandi professori che mi hanno più volte suggerito, quando non capivo le complicazioni e la patologia di un paziente, di ascoltarlo, di vistarlo ancora, di sedermi al suo fianco a pensare e ripensare. Tra le migliaia di persone che hanno manifestato in questi giorni contro il decreto, nel silenzio assordante dei media e nell’indifferenza generale, ci sono moltissime famiglie che hanno figli con qualche disabilità in casa, che loro ritengono essere il risultato di un danno da vaccino. Far finta che queste persone non esistano, censurarne la voce, multarle, deriderle, non ha nulla né di etico né di scientifico. Queste malattie richiedono un focus da parte della comunità scientifica, che analizzi nel dettaglio cosa è capitato nel singolo soggetto e nella collettività. Questo focus può essere solo positivo, poiché darà chiarezza e conoscenza. Non è sufficiente laconicamente affermare che non sappiamo cosa è successo. Queste famiglie necessitano inoltre di un’attenzione umana e sociale, da parte dei medici, delle istituzioni e della comunità. L’indifferenza non fa che aumentare la rabbia.

A questo proposito ho sempre avuto grande ammirazione e rispetto per le associazioni di pazienti e per i patient advocacy groups. Credo che diano un contributo fondamentale alla medicina e siano da incoraggiare, non scoraggiare. Ascoltare i pazienti è uno dei compiti del medico. I medici sono gli esperti della salute, ma i pazienti sono coloro che ricevono i trattamenti che i medici somministrano, per tanto hanno tutto il diritto di chiedere, mettere in discussione e soprattutto scegliere. Il dibattito scientifico sui vaccini è complesso, così come lo sono il nostro sistema immunitario e il corpo umano. Il dottor Berrino ha paragonato questo decreto a una tortura di un sistema totalitario, in cui si ripetono slogan che rappresentano un’enorme semplificazione della realtà e si minacciano coloro ancora non del tutto persuasi del lavaggio del cervello a cui vengono sottoposti.

Spero che in questa confusione, che ha creato una vera frattura sociale, si possa riprendere un vero dibattito scientifico, che è quello che appassiona e libera la mente. Poiché la medicina deve andare avanti e non si deve mai accontentare dei risultati raggiunti. Spero soprattutto che si possa ridare serenità alle famiglie, che si sentono private del diritto all’informazione e alla scelta. Per quanto riguarda il diritto alla scelta, continuo a riflettere sul fatto che ogni nostra decisione influenza gli altri, da quando prendiamo la macchina al mattino per andare al lavoro, inquinando l’aria che è di tutti, a quando saliamo in metropolitana col mal di gola, esponendo altri al contagio. Per quanto riguarda i vaccini, questa riflessione dovrebbe tener conto di tutta la popolazione, non solo di quella pediatrica. Dal punto di vista tecnico, va invece ricordato che questo tema riguarda solo quelle malattie per le quali il vaccino dovrebbe produrre un effetto gregge (no tetano, pertosse, improbabile per meningite, ecetera) e questo effetto gregge dovrebbe essere scientificamente dimostrato e non solo desiderato. Dal punto di vista giuridico, il diritto dei pazienti che vorrebbero vaccinarsi ma non possono e la cui salute in qualche modo potrebbe dipendere dalla vaccinazioni di altri, si contrappone a quello di chi non vuole essere vaccinato perché teme complicazioni da vaccino o per altre ragioni. Dal mio punto di vista, questi diritti hanno pari dignità e credo che debba essere lasciata libertà di scelta, come per tutti i trattamenti che riguardano il nostro corpo e la nostra salute. In ogni caso, questo è sicuramente un complesso tema di riflessione, che necessita di approfondimenti giuridici e non di frettolosi provvedimenti.

In generale penso che sia questa la differenza tra una tirannia e la democrazia. Nella democrazia i singoli hanno diritto a contribuire liberamente al raggiungimento del proprio bene e del bene pubblico. Nei regimi totalitari il bene pubblico è conosciuto da pochi, che lo impongono ai cittadini, che non sono più visti come protagonisti, ma come sudditi, da comandare, poiché incapaci di riconoscere la giusta strada da percorrere. Con tutti i limiti della democrazia e pur conscia che la verità non è democratica, continuo a ritenere il sistema democratico il men peggiore che l’uomo possa produrre. Infine, vorrei invitare tutti, anche coloro che non hanno figli, ad immedesimarsi nella situazione. Provate ad immaginare se foste voi a ricevere una lettera in cui gli esperti comunicano che hanno deciso che dovete sottoporvi, per garantire la vostra salute e quella pubblica, a 12 (±X) vaccinazioni (decise ad hoc dai tecnici, adeguate ai vostri rischi e alla vostra fascia d’età). Pena non poter andare più al lavoro. Per quest’anno. L’anno prossimo potrebbero essere di più, a seconda dei nuovi preparati a disposizione. Il numero verrà deciso da una commissioni di esperti e vi verrà comunicato. Ma dovete farle tutte e 12 (±X), altrimenti in ufficio non si entra. E si paga anche una multa. Così e basta. È questo il modo con cui vorreste che venga trattato il tema della vostra salute e del benessere della comunità? Questa lettera non è fantasia. È la realtà che stanno vivendo in questi giorni migliaia di famiglie. È così che i medici vogliono far valere le loro buone ragioni? È questo il futuro del rapporto medico-paziente?

Chiara Mussi, medico chirurgo

sabato 15 luglio 2017

Invito a soppesare con la massima attenzione la questione vaccini...

9 : commenti

È da ieri notte che cerco di utilizzare l'apposito form presente sul sito del Quirinale (https://servizi.quirinale.it/Webmail/) per inviare al nostro Presidente della Repubblica un "Invito a soppesare con la massima attenzione la questione vaccini". Ahimè ogni tentativo finora è sempre naufragato nel seguente messaggio di errore: 

Ogni campo obbligatorio è compilato, la lunghezza del testo (4.647 caratteri) è inferiore al limite di 5.000 indicato, ho provato a inserire sia un mio indirizzo email sia la mia pec... il risultato non cambia. Ne deduco - e spero - che il server della Presidenza della Repubblica sia sovraccarico per le missive che tantissimi Italiani come me stanno inviando e cercando di inviare in questi giorni per dimostrare quanto sbagli la Lorenzin a dipingerci e liquidarci come una "piccola parte".

Continuerò a insistere e invito ogni persona che si è presa a cuore (ma rigorosamente con la testa!) la questione vaccini a scrivere a sua volta, con proprie parole, al Presidente Mattarella. 

Questo è il testo che sto cercando di inviare.


***

Egr. Presidente della Repubblica, Dott. Sergio Mattarella,

sono un Cittadino (laureato, che lavora nei servizi socio-sanitari, in contatto con numerosi medici o infermieri coscienziosi) che, al pari di tantissimi altri cittadini responsabilmente informati, ritiene che sui vaccini il Governo stia percorrendo la peggiore strada possibile, sin dal fatto che il "decreto Lorenzin" si fonda su:
1. un inesistente stato di emergenza sanitaria (l'epidemia di morbillo "raccontata" viene smentita dagli stessi dati epidemiologici ufficiali);
2. una visione, assolutamente non condivisa da tutti gli scienziati, spacciata tout court per "verità scientifica".
Legga per esempio questo articolo scientifico USA (solo uno fra tanti): “Pilot comparative study on the health of vaccinated and unvaccinated 6- to 12-year-old U.S. Children”. (http://www.cmsri.org/wp-content/uploads/2017/05/MawsonStudyHealthOutcomes5.8.2017.pdf)

Molto umilmente, mi consenta di dirLe che finanche la posizione da Lei assunta al riguardo fino ad oggi, denota che Ella stessa, tra le tante evidenze e risultanze scientifiche disponibili in letteratura, ha dato credito esclusivamente a quelle su cui il Ministero della salute ha poggiato la sua campagna pro vaccini “senza se e senza ma”. Lo stesso “effetto gregge”, ormai sulla bocca di chiunque, è una mera ipotesi scientifica, sempre meno suffragata dai fatti e assai più simile alle teorie economiche volte a prevedere i comportamenti probabili dei mercati che alle verità delle “scienze esatte” (come la misura della “velocità della luce”).

Sono certo che non Le sfugge che ogni organismo umano va valutato a sé, tanto più che, per definizione, la medicina non è una "scienza esatta", ma un insieme di conoscenze, sempre da soppesare e confrontare rispetto alla persona "reale", tanto più se si è nel campo della prevenzione piuttosto che della cura, della profilassi piuttosto che dell’emergenza. 
Non si possono vaccinare indiscriminatamente tutti i neonati e/o bambini. Caso per caso andrebbero, invece, rilevati gli antigeni già posseduti (onde evitare vaccinazioni superflue, e perfino dannose per un sistema immunitario in formazione) e somministrate solo quelle  vaccinazioni effettivamente utili e necessarie. Ma ciò potrebbe essere messo in pratica utilizzando vaccini singoli, non quelli quadri/esavalenti tanto cari alle industrie farmaceutiche, che rincorrono la massimizzazione del profitto piuttosto che l'interesse della salute pubblica.

Pochi giorni fa il Senatore Vincenzo D'Anna ha suggerito un'idea che anche io sostengo da anni: i vaccini andrebbero prodotti direttamente dallo Stato, senza scopo di lucro, invece che essere acquistati dalle case farmaceutiche. Potremmo così avere disponibilità di vaccini “monovalenti” e prodotti "all'antica"... che, rispetto a quelli prodotti dall'industria farmaceutica, sono come la cucina “sana” di un ristorante a cinque stelle rispetto alla cucina “industriale” di un fast food. 
E non è una battuta, è l'amara verità. Quella verità offesa, nelle parole e nei fatti, dal ministro Lorenzin e al contempo difesa, in scienze e coscienza, da tanti medici che si stanno esponendo in prima persona, correndo coscientemente il rischio di essere espulsi dai propri albi professionali, semplicemente per ribadire - in ottemperanza alla deontologia medica - i più che fondati dubbi che la Scienza stessa nutre verso i vaccini dei nostri giorni.

Presto approderanno inevitabilmente in tribunale le omissioni e manipolazioni di dati (e le vere e proprie bugie) di cui sono stati artefici Ministero della salute e ISS, nonché i paurosi conflitti di interessi che riguardano - per esempio - il Dott. Ranieri Guerra, la mente "ministeriale" donde è nata la "strategia" vaccinistica nazionale di cui il ministro Lorenzin è stato il "braccio armato".
Capisco che - priva di un livello di cultura almeno universitaria - la sig.ra Lorenzin non possa che fidarsi dei suoi collaboratori e prendere per oro colato quella scienza mainstream che approda "a reti unificate" sui mass media, ma ciò non né attenua, bensì ne aggrava, le responsabilità e le colpe.

Non possiamo aspettare che Giustizia sia fatta nei tribunali, il decreto va fermato prima e mi auguro che i nostri Senatori dimostrino la saggezza evocata dal loro ruolo.
Ma qualora il decreto superasse la discussione parlamentare e fosse sciaguratamente convertito in legge, il senso civico m'impone di pregarLa di non firmarla, conscio dell'insanabile frattura che una tale legge creerebbe tra Stato e Popolo su una questione così delicata e importante. 

La ringrazio per l'attenzione e Le porgo distinti e sinceri saluti.

Daniele Passerini


***

P.S. Ore 15.00. Chi la dura la vince dopo vari tentativi ci sono riuscito...

giovedì 13 luglio 2017

Lettera aperta del Dott. Pietro Perrino (genetista) al Ministro Beatrice Lorenzin

10 : commenti
Oggi è mancato il numero legale al Senato per votare la conversione in legge del Decreto Lorenzin sull'obbligo vaccinale: la votazione slitta al 18 luglio. Intanto si diffondono a macchia d'olio, in tutta Italia, le iniziative della società civile per rendere il Parlamento ben conscio di quali siano le reali evidenze scientifiche sull'utilità delle vaccinazioni di massa. 

Nei giorni scorsi, in aula, hanno già espresso la propria contrarietà al Decreto molti Senatori come: Alessia Petraglia (Gruppo misto Sinistra italiana - SEL), Vincenzo D'Anna (ALA Scelta civica), Giovanni Endrizzi (M5S), Elena Fattori (M5S), Bartolomeo Pepe (Grandi autonomie e libertà), Paola De Pin (Grandi autonomie e libertà), Erika Stefani (Lega Nord), Paolo Tosato (Lega Nord), Stefano Candiani (Lega Nord) ecc.

Siamo ancora in tempo per aprire gli occhi ad altri ed a impedire la conversione in legge del decreto Lorenzin e a farlo decadere.

Suggerisco di diffondere il più possibile, per esempio, la lettera aperta del Dott. Pietro Perrino al Ministro Beatrice Lorenzin.

Ill.ma Ministra Lorenzin,
sono un Genetista, già ricercatore del CNR, che ora si occupa a pieno tempo di salute.
Sin dagli anni ’70, mi sono interessato di vaccini. Da favorevole sono diventato contrario. Sono stato convertito dalle conoscenze. Sono tante, ma per ragioni di spazio cito le principali.
Non sono state le vaccinazioni di massa a salvare l’umanità dalle malattie infettive, ma le condizioni igieniche e l’uso di acqua potabile. Le vaccinazioni di massa sono arrivate dopo. Le case farmaceutiche hanno fatto di tutto per farci credere il contrario, tanto che la maggior parte della gente se n’era convinta. 
Fortunatamente c’è anche molta gente che non la pensa così, in quanto ci sono molti bambini morti o comunque danneggiati dalle vaccinazioni. I vaccini preparati per le vaccinazioni di massa non hanno nulla in comune con i vaccini di una volta: preparati in tempo reale e somministrati con modalità più vicine a quello che faceva la natura. 
La gente non si fida dei vaccini moderni perché sono sporchi: contengono pezzi di DNA estraneo e inquinanti vari che causano patologie varie, quando non la morte immediata. A ciò si aggiunga che il virus o il batterio, dopo la manipolazione non sono più quelli selvatici, ma spesso, dipende dal trattamento, sono mutati e quindi possono essere più virulenti e più pericolosi o meno virulenti e quindi addirittura non efficaci. Questi fatti insieme alla genetica dei soggetti vaccinati produce effetti diversi, che vanno, appunto, dalla morte allo sviluppo nel tempo di diverse patologie. 
Le vaccinazioni di massa, quando vanno bene, nel senso che il soggetto vaccinato non mostra patologie, producono immunità a breve tempo (5-10 anni) e non a vita, come invece accade quando la malattia infettiva viene contratta e superata naturalmente. Le malattie esantematiche erano le benvenute, perché inducevano immunità duratura e servivano a rinforzare il sistema immunitario contro altre malattie e disturbi neurologici anche in età avanzata. La gente faceva di tutto per contrarre le malattie esantematiche, perché esse erano garanzia di una vita più sana.
Le vaccinazioni di massa sono responsabili della diffusione nelle popolazioni di virus e batteri modificati, dai quali la gente, soprattutto non vaccinata, pare si stia difendendo bene, ma su questo punto ritengo che solo uno studio attento potrà dirci quale sarà il futuro dell’umanità, alla quale si è tolta la possibilità di vaccinarsi naturalmente e si è imposta la vaccinazione artificiale. Sappiamo, però, che i bambini non vaccinati si ammalano di meno di quelli vaccinati. Lo sappiamo perché alcuni studiosi hanno svolto queste ricerche e non perché i Ministeri della Sanità si sono preoccupati di verificare se le vaccinazioni di massa fanno veramente bene, come dice la TV.
Se le vaccinazioni imposte facessero veramente bene, perché si teme che i bambini non vaccinati possano infettare quelli vaccinati? I bambini vaccinati non sono già coperti? Semmai, sono i bambini non vaccinati che dovrebbero temere di essere infettati. I bambini immunodeficienti che non possono essere vaccinati devono temere di più i vaccinati e meno quelli non vaccinati, i quali almeno avrebbero il merito di non essere portatori, fino a quando non si ammalano.
Il 90% dei bambini nasce già immune al Tetano. Eppure l’antitetanica è obbligatoria. Basterebbe un semplice test per evitare di fare anche questo vaccino. 
Questa nota è stata sollecitata anche da amici che oggi, 11 luglio 2017, sono a Roma per partecipare al presidio permanente dei no-vax davanti al Senato. 
Ministra, faccia un piccolo sforzo, ritiri il DDL. Gli italiani sapranno perdonarla.
Bari, 11 luglio 2017
Pietro Perrino

lunedì 10 luglio 2017

Ricomincio da tre...

8 : commenti
Cari amici di 22 passi,

avrete sicuramente notato che il tempo che dedico al blog è andato progressivamente diminuendo, ma presto sarà anche peggio. A 52 anni appena compiuti, sto infatti per iscrivermi nuovamente all'università, con l'obiettivo di avere entro 3 anni la mia terza laurea.

E lo faccio insieme ad alcuni colleghi di lavoro, in modo da poterci spronare, motivare ed aiutarci a vicenda. Diciamo che, già ben oltre il "mezzo del cammin", abbiamo in progetto un reset a livello lavorativo e questa laurea (e forse anche un successivo Master) ne sono la base. Ovviamente il fatto di lavorare a tempo pieno ci ha portato ad esplorare l'offerta formativa delle università telematiche e alla fine abbiamo optato per Uninettuno. Nel mio caso, la Laurea Magistrale scelta è questa:



In virtù delle lauree pregresse, mi iscriverò direttamente alla magistrale con un debito formativo di 72 CFU che assolverò sostenendo 8 esami della triennale in Psicologia (Psicologia Cognitiva, Psicologia della personalità, Psicobiologia del comportamento umano, Psicometria e analisi dei dati, Teoria e strumenti di valutazione psico-sociale, Psicologia dello sviluppo, Psicologia di comunità, Psicologia dinamica). 

Ho soppesato tutti i pro e contro: non sarà una passeggiata, ma so che ce la posso fare e ce la metterò tutta.

Un abbraccio a tutti.

giovedì 6 luglio 2017

Gentile Redazione de "La Gazzetta di Reggio"...

19 : commenti

Email di Luca Chiesi del 06/07/2017 indirizzata a La Gazzetta di Reggio, Il resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 ore, Il Giornale, Il Messaggero ecc.

***

Oggetto: Segnalazione di informazioni false, inesatte o tendenziose (articolo odierno su conferenza dr. Miedico del 4 Luglio 2017)


Gentile Redazione de "La Gazzetta di Reggio" 

e p.c. altre Redazioni di giornali locali e nazionali


Sono un cittadino reggiano che martedì 4 Luglio ha partecipato alla conferenza del dr. Dario Miedico al centro congressi dell'Hotel Astoria di Reggio Emilia. 

Sono anche uno degli organizzatori e pertanto vi devo segnalare molte informazioni false, inesatte o tendenziose in ciò che avete scritto oggi sul vostro quotidiano (in allego le fotografie dei testi a cui faccio riferimento).

1) Fin dalla prima pagina, prima riga, si capisce la tendenziosità dell'articolo che ne sarebbe seguito; infatti di "polemica" non ce n'è stata minimamente, anzi tutta la serata si è svolta nella massima tranquillità e rispetto delle opinioni di tutti i partecipanti, anche grazie alla presenza delle forze dell'ordine.
Tutto quello che è apparso sulla stampa locale e nazionale in queste settimane in merito all'obbligatorietà delle vaccinazioni e alle posizioni critiche a tale obbligo si può al massimo definire "dibattito", non certo "polemica".

2) L'incontro non è stato organizzato dai contrari alle vaccinazioni. E' stato organizzato da numerosi cittadini reggiani e modenesi che sono contrari all'obbligatorietà. Riuscite a capire la (non troppo sottile) differenza? Perché scrivere una notizia falsa in prima pagina non vi fa molto onore. Tanto più che nessuno degli organizzatori è stato intervistato dal vostro cronista. Tanto più che io stesso avevo spedito alla vostra redazione un comunicato stampa (che avete persino pubblicato sulle vostre pagine) in cui era chiaramente espresso il nostro punto di vista, e che riguarda l'obbligatorietà, non i vaccini in sé.

3) Il dottor Miedico non è stato radiato dall'Albo per avere sottoscritto una lettera contro l'obbligo delle profilassi. Di fatto - come ha sottolineato anche durante la conferenza - nemmeno lui sa il motivo per cui è stato radiato, perchè non gli è ancora stato comunicato nemmeno a distanza di circa 40 giorni. Appena conoscerà le motivazioni, farà ricorso. Pertanto come fate a scrivere le motivazioni della sua radiazione se nemmeno a lui sono state comunicate dall'Ordine dei Medici di Milano? Quali sono le vostre fonti?

4) Non ci sono state accuse contro i vaccini. Sono stati proposti dati sui vaccini (tutti presi da fonti ufficiali italiane o mondiali), sono state date interpretazioni di questi dati da parte di una persona competente, ci sono stati riferimenti ai 40 anni di esperienza del dottor Miedico come medico legale, tutto con la premessa che i vaccini sono una importante forma di profilassi. Le eventuali accuse sono state semmai sulla farmacovigilanza carente, sui pochi dati a disposizione, sulle politiche sanitarie basate sulla paura invece che sull'informazione e sul dibattito. Essendo poi un medico legale, non poteva certo non parlare anche dei casi in cui i vaccini hanno causato reazioni avverse gravi o letali di cui lui stesso è stato testimone. 


E questo solo per rimanere alle 60 parole in prima pagina.
In merito all'articolo c'è tanto altro, ad esempio:

5) La definizione dei partecipanti come "anti vaccini" è tendenziosa, fuorviante e soprattutto falsa, come già spiegato.

6) Non è stato un "ritrovo", ma una semplice conferenza pubblica: se è vero che alcuni partecipanti si conoscevano, moltissimi altri erano semplici cittadini che hanno saputo della conferenza dalle vostre pagine o dai social network e hanno deciso di partecipare.

7) Il dottor Volta, a cui si attribuisce la frase "E' un'eresia dire che provocano la morte", non era presente a quanto ne so, pur essendo stato invitato per email alcuni giorni prima come quasi tutti i medici e pediatri delle province di Reggio, Parma e Modena. Pertanto dubito che abbia ascoltato per intero e nel suo contesto il discorso del dottor Miedico sul fatto che invece, seppur raramente, sono i vaccini stessi a causare la morte, con tanto di sentenze dei tribunali. Come può quindi il vostro cronista chiedere un parere su una frase tolta dal suo contesto ad una persona che non era presente in sala? Tra l'altro, se fosse stato presente in sala, come tutti i partecipanti, avrebbe potuto tranquillamente prendere la parola e far conoscere a tutti i presenti la sua opinione in dettaglio. Tutti ne avrebbero beneficiato, no?

8) Non esiste nessun "popolo degli antivaccinisti reggiani", anzi questa etichetta è profondamente offensiva, perchè vuole semplificare qualcosa che non è possibile semplificare. Le persone in sala erano tanti singoli cittadini interessati ad ascoltare un ulteriore punto di vista sulla questione. Perchè se qualcosa avevano in comune i presenti in sala, è senz'altro il fatto di essere persone che non si fermano mai al primo parere, che studiano seriamente anche questo problema da molti punti di vista e che vogliono fare una scelta il più possibile consapevole per la salute dei propri figli.

9) "Anche se a loro non piacerebbe essere chiamati così", parlando dei partecipanti come di anti-vaccinisti? Ma si rende conto della malizia e dello scorretto uso delle parole che c'è in questa frase, che tra l'altro è persino scritta male, perchè il pensiero (chiamiamolo così) del cronista era semmai "Anche se a loro piacerebbe non essere chiamati così"?

10) Vi sembra normale che un medico con 50 anni di esperienza, solo per aver "espresso perplessità" sulle vaccinazioni pediatriche di massa, venga sanzionato con la radiazione? Se questo vi sembra normale, allora capisco che abbiate accettato senza una piega anche che un vostro collega giornalista di Reggio Emilia sia stato segnalato all'Ordine dei giornalisti per aver intervistato dei genitori ad una manifestazione a Modena contro l'obbligatorietà delle vaccinazioni e scritto un articolo un merito, dando voce a chi voce in genere non ha. Ma anche questo è davvero così normale per voi?

11) Dei circa 15 minuti dell'introduzione del dr. Battaglia il vostro cronista ha colto solo l'applauso perchè non ha figli vaccinati? Davvero non ha ascoltato nulla di più importante e meritevole di cronaca nelle sue parole? 

12) Definite il dottor Dario Miedico un "ex medico". In base a che cosa, visto che un medico primo di diventare tale può attraversare ben 5 gradi di giudizio? Non ha ancora ricevuto le motivazioni della sua radiazione, non ha quindi nemmeno avuto ancora la possibilità di fare ricorso e per voi è già colpevole? Presunzione di colpevolezza, quindi? Interessante.
Mi permetto di dire che una tale faciloneria e superficialità di giudizio dal parte del vostro cronista sono veramente imbarazzanti. Il mio parere personale è che ...è più probabile che il vostro cronista diventi un "ex giornalista", piuttosto che il dottor Miedico diventi un "ex medico"; ma questa è solo la mia opinione, ovviamente. 

13) La legge 210/92 esiste ed è un fatto. Tra l'altro dice testualmente: "I benefici di cui alla presente legge spettano alle persone non vaccinate che abbiano riportato, a seguito ed in conseguenza di contatto con persona vaccinata, i danni di cui al comma 1". E i dati riportati dal ministro Lorenzin in una interrogazione parlamentare di un paio di anni fa (fonte) sono questi: "Il Ministero della salute gestisce in via amministrativa circa 9.000 indennizzi, mentre le Regioni gestiscono complessivamente circa 16.000 indennizzi". Questa legge non è la PROVA che esistono i danneggiati da vaccini; ne è solo una delle conseguenze.

14) È gravissima l'affermazione del cronista che scrive di un fantomatico "appello" del dottor Miedico a rifiutare alcuni tipi di vaccinazioni. Gravissima perchè falsa. Abbiamo la registrazione integrale della serata e già da domani sarà a disposizione vostra e della cittadinanza, per giudicare se il dottor Miedico ha fatto un tale appello o se piuttosto il vostro cronista non abbia equivocato tutto a causa dei suoi pregiudizi in merito. 

15) Anche la frase del dottor Volta: "Lo scenario però cambia quando si parla di vaccini che uccidono o di immunità di gregge che non esiste" è evidentemente il risultato di una richiesta di un parere da parte del vostro cronista su una frase completamente tolta dal suo contesto. Nella slide del dottore riferita all'epidemia di morbillo in Mongolia (paese con 4 milioni di abitanti, con coperture vaccinali vicine al 97%, dichiarato "morbillo free" per 4 anni e che nei due anni successivi ha avuto 50 mila casi di morbillo, che sarebbe come dire 750 mila casi di morbillo in due anni in Italia) c'era infatti scritto "Effetto gregge?" e il dottor Miedico ha affermato: "Una cosa del genere dimostra che l'effetto gregge non esiste. Bisogna studiare le malattie infettive per capire come può avvenire una cosa del genere: qui tutta la popolazione era vaccinata, una gran parte era rivaccinata, era morbillo - free da 4 anni, e poi avvengono due anni di questo genere? Questo va spiegato, non nascosto, come viene fatto ". 

16) Rimane poi per me un mistero il motivo per cui metà articolo, che nel titolo sembrava riferito alla conferenza, sia invece un'intervista al dottor Alessandro Volta, che stimo peraltro al massimo sia come persona sia come professionista. Anzi, se tutti i pediatri, i ministri, i medici e i produttori di vaccini fossero persone integerrime, preparate, comprensive, attente e scrupolose come lui, in Italia avremmo probabilmente il 99% di vaccinati, senza bisogno di alcun obbligo. 


Se il vostro cronista non ha saputo trarre altri spunti significativi da ciò che è stato detto dai relatori, temo sia dovuto al fatto che fosse nettamente prevenuto sui contenuti della conferenza. Ciò non depone né a suo favore, né a quello del vostro giornale che lo ha inviato a seguire l'evento, perchè il tono generale dell'articolo è chiaramente denigratorio e manipolatorio, oltre che contenente molte falsità.

Per quanto sopra scritto (e senza aver voluto andare troppo nei dettagli della critica al vostro articolo) chiedo da parte vostra pubbliche scuse ai partecipanti alla conferenza, agli organizzatori e soprattutto ai relatori. Oltre ad una rettifica delle informazioni false o inesatte in esso riportate. 

Se la cittadinanza (come oltre 24.000 persone hanno già fatto in rete durante le nostre 2 dirette streaming) vorrà ascoltare e giudicare autonomamente le parole del dottor Miedico, da sabato 8 luglio sarà disponibile su Youtube la registrazione integrale, in alta qualità video e audio, della conferenza.

Certo di un vostro cortese riscontro, saluto cordialmente.


Luca Chiesi
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