22 PASSI D'AMORE e dintorni

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martedì 12 dicembre 2017

E venne la NASA, che vide il gatto, che si mangiava il topo...

10 : commenti
Dalla prima pagina del brevetto... che burloni gli autori della Nasa!
Domenico tra i commenti di ieri, Roberto in privato stanotte (e anche Silvio prima di loro... ma avevo la testa altrove!) segnalano giustamente a tutti i lettori del blog una domanda di brevetto internazionale in stretto ambito LENR presentato dalla NASA il 09/03/2016 e resa pubblica il 14 settembre scorso. 

O meglio, segnalano un articolo di pochi giorni fa del Martin Fleischmann Memorial Project che sottolinea la convergenza delle evidenze diffuse dal MFMP stesso a febbraio 2016 con quelle pesantissime documentate dalla NASA in due paper scientifici (il primo risalente al 2015, il secondo a febbraio 2017) e richiamate nella domanda di brevetto NASA.

Alcuni esempi di possibili applicazioni sono contenute nelle ultime tre righe dell'abstract del brevetto: Such processes may be used for power generation, heat production, nuclear waste remediation, material creation, and/or medical isotope production, for example.
Generazione di energia, calore, trattamento dei rifiuti nucleari, trasmutazione della materia et cetera: insomma, tutta la panoplia rivendicata dai ricercatori LERN da decenni tra i frizzi e lazzi della comunità scientifica accademica.

N.B. Tra i Designated States l'Italia non è contemplata, ma altri paesi europei invece sì... forse in Italia qualche concorrente è stato più veloce.

Come scrive Domenico, si resta in attesa di vedere il fronte scientista criticare la NASA con la stessa acrimonia che notoriamente riserva alle varie taglie di E-cat (XL, M, S, QX) di Andrea Rossi e al blog 22passi. Se sono coerenti...

LINK:

giovedì 30 novembre 2017

1 dicembre 2017: inizia la REIvolution del Welfare italiano?

42 : commenti
Post di Daniele Passerini

A partire da domani 1 dicembre 2017, tutti cittadini in possesso dei requisiti previsti dal Decreto legislativo 15 settembre 2017 n. 147 potranno presentare ai Comuni la domanda per il Reddito di Inclusione (ReI), la misura nazionale di contrasto alla povertà che subentra al Sostegno all'Inclusione Attiva (SIA), utilizzando l'apposito modulo messo on line dall'INPS da pochi giorni.

Per ora potranno accedere (semplificando parecchio, perché ci sono diverse condizioni e sub-requisiti) le famiglie con un ISEE inferiore a 6000€ che abbiano al loro interno: figli minori o figli disabili in presenza di genitori o disoccupati che abbiano compiuto 55 anni o donne in stato di gravidanza.
Queste per ora sono infatti le famiglie ritenute più bisognose, poi, a partire da luglio 2018 la platea dei beneficiari dovrebbe venire allargata.

Chi è interessato a conoscere i requisiti precisi per l'accesso e ai tetti massimi di contributo economico che verranno ricaricati mensilmente sulla nuova Carta ReI del governo Gentiloni (già Carta SIA del governo Renzi, già Carta acquisti del governo Berlusconi), può consultare l'esaustiva circolare INPS linkata a fine post oppure - è abbastanza completa - la pagina dedicata al ReI on line sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Formalmente il ReI è il proseguimento del SIA, poiché ne eredita molta forma e sostanza (il SIA stesso era stato concepito come “misura ponte” preliminare al ReI), ma si configura come qualcosa di molto più innovativo e soprattuto strutturale. 
Innanzitutto il ReI aspira a diventare un LivEAS (Livello Essenziale di Assistenza Sociale) con tutto quello che ne consegue: attorno all'attuazione di questa nuova misura “universale” è stato tracciato (a partire dal finanziamento PON Inclusione – Avviso 3/2016) il disegno di una vera e propria riorganizzazione strutturale dell'intero servizio sociale nazionale, incardinato dalla fine degli anni '90 nei Comuni.
Di più, il ReI non vuole essere solo uno dei LivEAS, vuole essere il primo livello essenziale del welfare, il LivEAS più essenziale di tutti, preso atto che proprio la povertà e il depauperamento della popolazione sono l'emergenza sociale da contrastare. 

È stato stimato che il 40-60% delle persone oggi beneficiarie di contributi economici attivati dai Servizi Sociali comunali potranno rientrare nel ReI ed uscire dunque dai bilanci comunali andando a carico di quelli statali. Questo significa che i Comuni, con le risorse così risparmiate, potranno attivare altre tipologie di intervento e sostegno sociale, mentre per l'improcrastinabile rafforzamento degli organici dei Servizi Sociali dovrebbero arrivare risorse dallo Stato centrale, in continuità ed integrazione (vd oltre) a quelle del PON Inclusione. 

Si apre insomma tutta una nuova stagione di programmazione e riorganizzazione, equiparabile a quella avviata a inizio millennio dalla Legge 328/2000 (la prima legge quadro italiana del sistema di welfare nazionale), la cui spinta propulsiva, ahimè, durò molto poco, anche a causa della caduta del secondo governo Amato e al ritorno in sella di Berlusconi. Di fatto, sforbiciandone i Fondi, la destra impedì la compiuta attuazione di una Legge voluta dai precedenti governi di sinistra. 
La rivoluzione del ReI alle porte, se si realizzerà come previsto, sarà molto più profonda. La L. 328/00 ha modificato in primis gli assetti giuridici e istituzionali (a partire dalla creazione degli Ambiti Territoriali sociali e dalla ridefinizione complessiva della ripartizione delle competenze tra Fondi sociali e Fondi sanitari), il ReI porterà invece a una modifica radicale delle modalità di lavoro e della dotazione di personale degli Uffici servizi sociali.

Il ReI presuppone infatti l'esistenza di una efficiente rete tra Servizi sociali e tutti gli altri Servizi territoriali (i Centri per l'Impiego innanzi tutto, i Servizi ASL, la Scuola, l'accesso all'Edilizia agevolata pubblica, i servizi territoriali del Ministero di Grazia e Giustizia, il privato sociale, il volontariato, l'associazionismo ecc.). Dalla qualità e forza di questa “infrastruttura sociale” dipende il futuro del ReI e dello stesso sistema di Assistenza sociale nazionale che il legislatore ha voluto decisamente incernierare su questa nuova misura.
Ma al momento, è proprio la spina dorsale di questa infrastruttura chiamata a sostenere il carico di lavoro del ReI ad essere drammaticamente fragile e sottodimensionata rispetto al compito. Condizionare il ReI, giustamente, alla messa in piedi di un progetto individualizzato e multidisciplinare di inclusione sociale, da fare sottoscrivere al nucleo familiare e seguire e monitorare in itinere, significa dover garantire la figura dell'assistente sociale nel Sistema Sociale Nazionale esattamente come la figura del medico di base è garantita nel Sistema Sanitario Nazionale. Questo però è ben lungi da ciò che oggi si verifica nei Servizi.

Gli assistenti sociali che lavorano negli enti locali italiani risultano essere 11.052, che diviso per 7.978 Comuni, dà una media di 1,3 assistenti sociali per Comune. Ma si tratta di un numero ben poco significativo, poiché vengono pesate allo stesso modo (sic!) città come Roma (2.234.100 abitanti), cittadine come Assisi (28.400), paesi come Valfabbrica (3.400) e comprende gli assistenti sociali in maternità, malattia e part time. Comunque sia, questi 1,3 assistenti sociali “in media” per Comune, si occupano ogni giorno di tutte le aree e tutte le problematiche che afferiscono ai servizi sociali: dalla povertà alla tutela dei minori, dall'immigrazione all'integrazione socio-sanitaria, passando per handicap, non autosufficienza, progetti di vita indipendente, accompagnamento al lavoro, assistenza domiciliare, assistenza scolastica ecc.
Scendendo di dettaglio, i dati dicono che Italia ci sono aree “virtuose” (poche!) con un assistente sociale ogni 3.000-2.500 abitanti, aree a metà strada (molte!) – come il Comune di Assisi – con un assistente sociale ogni 10.000-9.000 abitanti. Ma anche zone (troppe!) del tutto prive di un Servizio sociale, cioè con nemmeno un assistente sociale, e non parliamo necessariamente di territori meno sviluppati, parliamo di molti piccoli Comuni e di tante periferie delle grandi città.

Davanti a numeri del genere è evidente che l’infrastruttura sociale nazionale è una rete disomogenea e debole, piena di strappi e buchi, su cui sta per essere lanciato addosso un TIR. Con tale consapevolezza, già con la legge di Bilancio 2018 attualmente in discussione, pare si stiano cercando dei rimedi. Servono risorse, serve liberare i Comuni dal blocco del turn over, consentendo l'assunzione (molti enti non possono assumere pur avendo le risorse per farlo) degli assistenti sociali necessari a garantire l’attuazione del ReI e di tutta quella rete di servizi necessaria a non ridurlo a un bonus monetario. In Commissione parlamentare sono stati presentati emendamenti alla Legge di Bilancio che vanno proprio in questa direzione, due in particolare sono stati presentati dal Pd: il primo aumenta dal 15% al 20% il Fondo contro la Povertà, destinando obbligatoriamente una quota all’implementazione dei servizi sociali; il secondo prevede che “al fine di garantire sistematicamente l'infrastruttura sociale della legge e i servizi” richiesta dal ReI in quanto LivEAS, “possono essere effettuate assunzioni di assistenti sociali in deroga ai divieti e alle limitazioni di nuove assunzioni previste dalla legislazione vigente, anche nel caso in cui l'amministrazione interessata sia in situazione di soprannumerarietà ovvero in condizioni strutturalmente deficitarie o in stato di dissesto”. 

Senza abbastanza assistenti sociali per definire, mediare, concordare e seguire i progetti delle famiglie beneficiarie del ReI, il rischio è quello di una presa in giro. L’erogazione del sussidio è vincolata all’adesione al progetto, ma se gli assistenti sociali sono troppo pochi, i progetti arriveranno con tempi lunghissimi o saranno fatti “a fotocopia”, oppure si tradirà lo spirito del ReI e arriveranno i soldi senza progetto (facendo slittare la proroga alla sottoscrizione dei progetti oltre quella già fissata a luglio 2018). Sarebbe un disastro, perché il ReI può realmente essere uno strumento innovativo, ma se fosse snaturato rischia di diventare l'ennesima (e per di più costosissima) misura assistenzialistica "a fondo perduto".

Fonti: 
P.S. Tutto oro quel che luccica?
Il dubbio che siamo di fronte a uno dei più grandi spot elettorali della storia della Repubblica sorge spontaneo, ma cerchiamo positivamente di allontanarlo, per preservare quello che comunque di buono nel ReI c'è.
Resta la sensazione che si sia messo - abitudine molto cara in Italia - il carro davanti ai buoi, forse persino davanti agli scoiattoli... auspichiamo che gli scoiattoli possano essere resi enormi e forti come buoi, così da riuscire a tirare il carro.
Sorvolo su tanti dubbi "tecnici", che potranno però essere affrontati e risolti strada facendo.
Uno però lo dico. Da assistente sociale ritengo molto rischioso avere previsto l'utilizzo della carta ReI - oltre che per pagare spesa, medicine, bollette ecc. - anche per prelevare (fino a un massimo della metà del contributo mensile) denaro contante dagli sportelli automatici (con tanto di paradossali commissioni di 1,75€ alle banche e 1,00€ alle Poste!). La Carta SIA non lo consentiva e non riesco a comprendere lo scopo di tale novità! A meno che dentro qualche Ministero qualcuno, zitto zitto, non abbia valutato che così facendo - attraverso sigarette, alcol, gratta&vinci e altri beni soggetti a Monopolio - lo Stato potrà recuperare una bella fetta di quello che dà alle famiglie povere... altra abitudine molto italiana, quella della mano che non sa cosa faccia l'altra.

lunedì 27 novembre 2017

Storia di Qx

257 : commenti
Premessa di Daniele.

Tra i lettori del blog è in corso da circa una settimana una discussione molto serrata nei commenti al post In attesa del 24 novembre...Tra questi spiccano in particolare quelli del nostro caro Camillo. La discussione s'è fatta ancor più accesa dal 24 novembre in poi, quando è finalmente potuta entrare nel merito della demo dell'E-Cat Qx che Andrea Rossi stava realizzando a Stoccolma di fronte a una ottantina di esperti, il cui video (che dura due ore e mezza) è stato successivamente caricato su YouTube.

Dopo tanti commenti frammentati, per spiegare ai lettori del blog per filo e per segno quanto gli era stato suggerito dalla demo di Rossi, Camillo ha scritto un post dettagliato da mettere on line e me lo ha inviato l'altro ieri. Dopo averlo letto e adattato leggermente ai fini della pubblicazione sul blog, ho chiesto all'autore di correggere solo 4 sue frasi il cui senso mi sembrava non abbastanza chiaro. Per tutta risposta ieri Camillo mi ha inviato una revisione totale. Ho iniziato a leggerla, ma mi sono subito firmato per scrivergli questa email:
Camillo, mannagia a te! :-)
MA NON POTEVI SEMPLICEMENTE CORREGGERMI LE 4 FRASI CHE TI AVEVO MANDATO???
Ho letto l'incipit è francamente mi piaceva molto più come era prima.
Era più sincero, era più tuo, più spontaneo... ora lo sento appartenerti meno.
Per favore, correggimi quelle 4 fasi e lasciatelo pubblicare come era (e con le mie poche correzioni).
Poi potrai farne tutte le versioni successive che vorrai. Ma quella che avevi scritto per 22 passi in prima battuta è quella che voglio... quella che era nata per questo momento, con le caratteristiche del momento, come gli esagrammi dell'I-King.
Ti prego! :)
Daniele
Camillo mi ha risposto che potevo fare tutte le correzioni che desideravo, ricavando il significato dal file nuovo... aveva ormai cancellato il precedente! E si è stupito della "sensibilità" che avevo dimostrato. In effetti - mi ha spiegato - l'ultima versione era il risultato di una mediazione tra la sua parte emozionale e quella razionale di sua nipote, che ne aveva curato la riedizione. 
Mi ha chiesto infine di scrivere una premessa come questa, per spiegare la mia preferenza per la  stesura di getto e con maggior pathos, anche se  più imprecisa, ed invitare chi ama invece l'eleganza dialettica e l'accuratezza a leggere l'altra versione, già on line nel blog della nipote (qui). 
Eccovi il testo originale scritto per 22 passi, buona lettura.

***

Storia di Qx
di Camillo

Filosofia della ricerca

Lo stolto con cultura di tipo copia-incolla, difende la sua ignoranza nascosta, rifugiandosi dietro le sottane di mamma scienza. Cerca di apparire ciò che non è, non è colto, non conosce per macerazione interiore ciò che legge, semplicemente riferisce per apparire.
Lo stolto ama l'ufficialità, per lui è più importante la fama di chi parla rispetto a ciò che dice. 
Nella docenza della Fisica si insite molto sulla rigorosità, riproducibilità, verifica.
Io a scuola sono così.
Lo stolto che vuole apparire si aggrappa a questo atteggiamento rigoroso insegnato, e si erge paladino donchisciottesco.
Ho trovato scritto: “Un Fisico non può raccontare una teoria e poi dire, ma non ve la posso dimostrare, deve tacere.” 
Che imbecillità! Chi parla così vorrebbe che gli scienziati ricercassero per conto loro e solo dopo aver verificato per se stessi e solo dopo essere certi di poterlo dimostrare, rivelassero ad altri ciò che stanno studiando! 
Ma vogliamo scherzare! Esporre teorie, fare verifiche personali, ma non essere in grado di dimostrarle è comunissimo. La ricerca per essere creatività passa attraverso fasi di incertezza continue, dimostrazioni incerte, ipotesi di tutti i tipi. Un conto è dare una scoperta al mondo, un altro è dire ho visto questo fenomeno, non ripetibile, ma ne sono certo. Ci mancherebbe altro! 

Un ricercatore che incappa in un fenomeno anomalo, lo valuta e se decide che esiste, si assume la responsabilità di sbagliare ma, coraggiosamente, lo divulga (è un atto di umiltà, altro che superbia!), lo dice anche se non è ripetibile, rischia, si mette in gioco, ammette semplicemente di non essere in grado di ripeterlo, ma segnala di averlo visto; altri ricercatori a quel punto si assumeranno la responsabilità di ripeterlo ben sapendo che non c'è certezza. Questo modo di operare è normalissimo nella ricerca. 

Vi faccio un esempio.
Piantelli è un grosso elettrochimico (colleghi mi hanno detto che era una super-mente), un giorno facendo delle elettrolisi con elettrodi di Nichel vede una produzione di calore anomala. Insospettito controlla attentamente, alla fine si accorge che qua e là il fenomeno appare con certezza (per lui), ma sembra imprevedibile quindi non dimostrabile. 
Non lo doveva dire dato che non poteva dimostrarlo? No! Lo dice, dice che è certo e avverte i colleghi di fare attenzione a quel fenomeno. 
Piantelli decise di approfondire e con Focardi realizzò gli esperimenti che aprirono la strada ad altri come il giapponese Arata e alla fine Rossi.

L'arrivo di Rossi

Rossi con il suo arrivo passò da una quantità modesta di potenza, qualche decina di Watt, a kiloWatt.
Rossi sembrava possedere un fattore nascosto che ingigantiva il fenomeno.
Chiamò il fenomeno E-Cat con chiaro intento di far credere a tutti che ci fosse un misterioso catalizzatore. In alcune dimostrazioni cominciò a comparire un misterioso generatore di impulsi che rimaneva acceso anche quando era in auto-sostentamento. 
Alcune riflessioni mi portarono a pensare all'impulso Tesla:
  • Quando Rossi passò dall'E-Cat al Hot-Cat a più alta temperatura, emersero incongruenze strane, il calcolo della resistenza interna riscaldatrice usata dava un valore di resistenza che andava bene per una alimentazione con una potenza elettrica sopportata di 6000W, ma l'Hot-Cat mostrato operava con molto di meno (max 900W), come mai? La resistenza interna risultava molto più bassa del dovuto, adatta a ricevere intensi impulsi Tesla.
  • Quando andai a misurare l'E-Cat vecchio stampo, oltre agli strani fenomeni, non riuscivo a capire perché l'accensione fosse fatta con treni di impulsi alternati a periodi di riposo con una procedura di spegnimenti e accensioni stranissima. 
Insomma tutto portava a dedurre che il catalizzatore non c'entrasse per nulla, il segreto stava negli impulsi. Quel furbacchione di Rossi aveva deviato l'attenzione di tutti nel posto sbagliato. Questo era il suo modo di proteggersi da possibili furti di proprietà intellettuale dell'invenzione.

Cominciai ad indagare su Rossi e in un file scoprii che si era interessato moltissimo a Tesla.
Fino a quel momento tutte le teorie si basavano sull'aspetto chimico, si insisteva che serviva introdurre nel reticolo cristallino di Nichel più protoni possibili. 
Ma sopra i 600°C il reticolo comincia a perdere rigidità, per non parlare poi del fatto che a temperature di 1200°C tutte le teorie basate su saturazione dei reticoli con protoni che entravano nelle cellette saltavano.
Esperti in chimica e nuclearisti, che già avevano storto il naso su teorie di adsorbimento, giustamente chiusero il caso come truffa certa e, tutto sommato, avevano ragione.

Risultava a quel punto evidente che: Rossi barava o esisteva una nuova classe di fenomeni LENR relativi a “fusione tiepida”.
Ma come era possibile? Si fa prima a liquidare il tutto come bufala, d'altronde le prove messe in campo da Rossi mostravano spesso lacune e prestavano il fianco a critiche spesso anch'esse esagerate.
Per esempio, in una prova a mio giudizio buona, a causa di una valvola o sensore posizionato male si squalificava tutto l'esperimento. A ben guardare, pur essendo vero il difetto, il suo peso nel calcolo era modesto. 
Infine prove fatte a Lugano da terze parti, dimenticate perché... le terze parti erano di presunti amici? L'uomo della strada, non potendosi fare una sua idea, ad un certo punto, esasperato dalle mancate realizzazioni, smise di avere fiducia e ci fu un travaso verso i “negazionisti”.

Qualcuno capì che funzionava e Rossi alimentò per un anno un impianto industriale con un container pieno di E-Cat che fornivano 1 MW di potenza in calore. C'è gente che pensa che un industriale che investe milioni di dollari per un "un proviamo se va" sia un approssimativo! Scherziamo? Quello prima di firmare un contratto avrà stra-controllato avvalendosi di tutto e tutti; se ha rischiato è perché aveva prove valide.
I report dell'intero anno sono stati pubblicati giorno per giorno, ma liquidati perché forniti da parti coinvolte, liquidati con una risata e un "e chi si fida!". Il ritornello delle "parti coinvolte" è stato usato e abusato fino alla nausea. 
Si arrivò in tribunale in quanto il committente si rifiutò di pagare, ma, si badi bene, non contestò i dati: contestò il fatto che il prodotto non avesse i requisiti di industriabilità prospettati. La produzione aveva continuamente bisogno di aggiustamenti imprevisti e imprevedibili. Ci fu un patteggiamento: credo una decina di milioni di dollari a favore di Rossi e la proprietà del brevetto che rimaneva in mano a lui. Se il committente fosse stato sicuro che non c'era stata emissione di calore adeguata o COP inferiore al 6 avrebbe preferito continuare il processo e non pagare.
Analizzando i fatti, io e altri, troviamo che le prove a supporto dell'esistenza del fenomeno siano decisamente molto più concrete di quelle a supporto del contrario.

Spezziamo anche una lancia a favore dei critici: da un punto di vista chimico-fisico il fenomeno non quadra e quindi gli scienziati nuclearisti e chimici, visti tra l'altro gli errori che ci sono stati nelle demo pubbliche, hanno enfatizzato soprattutto questo aspetto. 
Rossi ad un certo punto propose fenomeni LENR a temperature così alte che tutto era fuso e in probabile stato di plasma. Già la storia del fenomeno per adsorbimento nel cristallo di nichel era fuori schema, ma ora non c'era più nemmeno il cristallo. Che baggianata! Neppure Piantelli, immagino, sarà disponibile a credere al fenomeno E-Cat sopra 600°C.

SUPPONIAMO che l'E-Cat Qx funzioni, come la mettiamo? 
Dove trovare la spiegazione? Sicuramente vedrete che nasceranno formulazioni matematiche, con alta matematica incomprensibile ai più.

A questo punto provo ad intervenire dando una visione che potrebbero comprendere anche i poveracci che odiano la matematica astrusa. Gli scienziati, i dotti, i radicati nella realtà, non leggano quanto segue, così dormiranno tranquilli.

Immaginate che stia scrivendo fantascienza...

Chiamerò “LENR plasmatico” ciò che avviene entro l'E-Cat Qx 
In fisica e chimica, il plasma è un gas ionizzato, costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui carica elettrica totale è nulla). Il plasma è considerato come il quarto stato della materia, quindi stato solido, liquido, aeriforme e plasmatico.
Il quarto stato della materia è il più diffuso nell'universo e si ha ad altissime temperature. Le stelle hanno la materia in quello stato.

Consideriamo i vari tipi di modalità in cui sembrano avvenire le LENR:
  1. per elettrolisi: gas idrogeno o deuterio vengono adsorbiti in un metallo adeguato usando l'elettrolisi di Fleischmann;
  2. adsorbimento come gas (Piantelli, Arata...);
  3. ora aggiungiamo il nuovo arrivato: “LENR plasmatico”.
La teoria dell'adsorbimento nel cristallo salta in strutture cristalline, non può essere una spiegazione valida per il plasma con temperature fino a 2500°C.

Proviamo ora a dare una spiegazione sfruttando le conoscenze dell'alchimia moderna.
L'alchimia ha dei principi base che vengono sintetizzati con frasi, o immagini allegoriche:
  • l'universo è mentale
  • tutto vibra
  • tutto è fatto con opposti
  • l'universo mantiene l'equilibrio in modo che la sommatoria sia sempre = 0
e così via.
Nella moderna alchimia per spiegare cosa significhi “universo mentale” non usiamo più l'esempio del sogno, preferiamo l'esempio di realtà virtuale (Matrix) e computer.

Precisato che l'esempio allegorico del computer è molto calzante, ma è sempre e solo un modello, vado a esporre il modello stesso.
Esiste un'onda portante che supporta questo universo di 400 miliardi di galassie, quest'onda portante è modulata. Ogni modulazione crea un oggetto. Ogni oggetto ha una sua frequenza e una sua intensità. In alchimia si dice che si può trasmutare gli elementi da uno all'altro, ma io ho visto addirittura oggetti complessi trasmutarsi in mano mia. Per trasmutare un elemento in un altro occorre avere una frequenza giusta (non si pensi ad un'onda a frequenza costante, gli alchimisti dicono che occorre “sentire” l'essenza, si tratta di una percezione allargata). Una volta “percepita” quella che chiamiamo la modulazione sull'onda portante, per cambiarla occorre entrare in risonanza con essa e "imprintarla" sovrapponendo la modulazione che vogliamo usando un'intensità di volume maggiore a quella che possiede.

In generale non è possibile cambiare un oggetto in un altro, o perché non si sa la sua modulazione, o perché non si ha sufficiente energia.
Quando un uomo riesce nell'operazione di cambiare una cosa in un'altra viene chiamato “attivatore” in alchimia si dice che ha realizzato la “grande opera”. 
In genere gli adepti si dedicano ad ottenere l'oro. L'arte relativa implica un lavoro su se stessi. Un innalzamento della capacità attentiva, un atteggiamento impeccabile e una volontà notevole sono alcuni dei requisiti, poi c'è la pulizia interiore, l'arresa, il raggiungimento di uno stato di vigile NON pensare detto fermare il dialogo interno.
Questi concetti non sono bagaglio comune alla scienza contemporanea, e riguardo ad essi mi trovo in una posizione di NON accordo con la grandissima totalità delle persone. Solo tra alchimisti, o sciamani o altre scuole esoteriche ci si ritrova.
Per me dunque c'è certezza che un essere umano iper-energetico può modificare la materia con la sua volontà, trasmutando oggetti in altri, purché sia in grado di percepire l'essenza di quella materia e abbia in quel momento adeguata energia di tipo particolare. Esattamente come un abile programmatore può cambiare un oggetto che appare sullo schermo in un altro, purché sappia entrare nel computer e sappia ritrovare il file con la stringa numerica binaria.

Io propongo questo modello.
Come detto, in alchimia l'universo conosciuto ha per base un'onda portante, e gli elementi materiali sono come segmenti di modulazione se l'onda portante fosse vista come una retta.
Ogni elemento chimico è caratterizzato da una particolare modulazione fatta sull'onda portante di quell'universo. Per chiarire il modello diciamo che questa modulazione veniva descritta nei tempi antichi come un suono particolare abbinato all'oggetto, si potrebbe dire che rappresenta la forma d'onda complessiva della modulazione. Possiamo pensare per esempio all'idrogeno abbinato al suono ottenuto pronunciando la vocale “i”, mentre l'alluminio sia abbinato alla vocale “a” , Nichel alla vocale “o”, e così via.
Un impulso Tesla (fatto da un altissimo voltaggio per un tempo brevissimo), crea uno scossone su tutta l'onda portante, una sorta di brevissimo terremoto che fa oscillare gli oggetti presenti. Per una legge primaria che impone che si tenda sempre a ripristinare l'equilibrio, dopo lo scossone il sistema si riequilibra da solo, va lasciato in quiete per un tempo adeguato. Immaginiamo ora di introdurre un un treno d'onde, che agisca come catalizzatore in quanto dotato con un suono particolare, per esempio un suono intermedio tra “a” e “o” 
Mentre il treno d'onde sta interferendo inviamo un impulso Tesla creando una destabilizzazione.
L'universo cercherà la strada più breve per ripristinare l'equilibrio, e noi gliela forniamo con il treno d'onde introdotto quale catalizzatore. Possiamo favorire la formazione del suono “a” o del suono “b”, o la formazione di un altro suono corrispondente ad un altro elemento chimico. Se in questa variazione serve eliminare energia in surplus la possiamo ritrovare come calore, luce, elettricità, suono.
Per via sperimentale si cerca la condizione di miscele opportune di elementi, per ogni miscela si ha un treno d'onda che rende al massimo, cioè produce il massimo calore.
Se vogliamo possiamo cercare il treno d'onda che produce la massima luce. Non c'è limite alla sperimentazione di miscele e treni d'onda. Tutto dipende da cosa si vuole ottenere.
L'impulso Tesla è invece costante, deve essere solo stretto e intenso.

Una volta che si comincia ad entrare in questa strana logica si possono aggiungere varianti con nuove comprensioni. 
Un grosso problema è dato dal fatto che quando la realtà degli elementi si “rammollisce” sotto l'azione combinata di impulso Tesla e treno d'onda catalitico, occorre considerare che sono presenti molte altre treni d'onda catalitici, infatti in linea di principio tutti gli oggetti nelle vicinanze sono presenti in misura variabile come onda catalitica di disturbo. Esiste un'onda catalitica importantissima generata consciamente o inconsciamente da un essere umano con molta energia chiamato “iper-energetico” o “attivatore”. 

Questa che sembra la cosa più incredibile è la cosa che mi è stata mostrata per prima. Io ho visto molte volte trasmutare in mano mia oggetti, con foto, bilance e quant'altro. Nessuno mi era vicino, le macchine fotografiche dimostravano che non avevo visioni, usai anche un videoregistratore in bianco e nero anni '75 o giù di lì. Non c'erano macchinari, polveri, nulla, solo volontà e arresa.
Il mio Maestro di alchimia fece in modo di soddisfare questa esigenza, per scardinare completamente la cristallizzazione dovuta alla cultura scientifica che amo moltissimo. Fu durissima: ti senti crollare il mondo addosso e lo dissi al mio Maestro. Mi diede l'incarico di una vita: “Comprendi e trova il modo di donare intelligentemente l'informazione.” Sembra una favola, vero? Sembra un vaneggiamento, vero? Sembra una fantasia di un sognatore, vero? Ho un sacco di testimoni, ma conta poco. Difficile anche solo ipotizzare che sia tutto vero, ma è così. Mi spiace per voi, gente là fuori. Intendo dire che è tutto vero quello che ho sperimentato. Non posso essere certo per il resto della teoria sull'E-Cat Qx, ma quadra tutto così bene che mi sembra impossibile esistano altre spiegazioni.

Tornando all'E-Cat Qx e all'impulso Tesla, mi chiedo come avrà fatto Rossi a generarlo e/o mascherarlo.
Quando si pilotano apparati con tensioni altissime si verificano scariche notevoli e sviluppo di luce e calore da smaltire. Forse sta qui la spiegazione della necessità di raffreddare l'apparato di pilotaggio del Qx.

sabato 18 novembre 2017

In attesa del 24 novembre...

253 : commenti
Post di Camillo

Vale la pena di ricordare che il 24 Novembre negli USA (alle 16 ora di Miami, quindi alle 22 in Italia alle ore 10 a Stoccolma) Andrea Rossi farà una dimostrazione pubblica del E-Cat QX. In base a quanto annunciato si potrà assistere via streaming dal sito ecat.com.
Ricordo brevemente che fin dall’inizio Rossi aveva notato che esisteva una modalità di funzionamento che generava direttamente una differenza di potenziale sfruttabile. L’energia elettrica prodotta variava.
Rossi lasciò cadere la cosa per molto tempo, poi quando “presumibilmente” riuscì ad avere una ripetibilità dei fenomeni sufficientemente elevata riprese in mano la cosa.

Ricordo che sulla ripetibilità dei fenomeni descritti da Rossi non sono mai stati pubblicati dati. Ad un certo punto Rossi cominciò a dire che aveva trovato una configurazione minima di innesco. Poichè una volta innescata la reazione essa INDUCE o FAVORISCE la reazione in altro materiale, cioè si comporta come un fiammifero che dà fuoco al gas di casa (una volta innescato si mantiene). Andrea Rossi chiamo questa configurazione “il gatto che insegue il topo”!

Fatto sta che dopo quel passaggio Rossi poté riprendere in mano il fenomeno della produzione di energia elettrica. Chiamò questo nuovo apparato QuarkX, in breve QX.
In un primo tempo Rossi disse di essere arrivato a produrre in alcuni casi fino a 100W, con un apparato di base grande come una matita.
Avvertì che era instabile (tendeva a fondere per il calore?). Provò allora a diminuire il rendimento in elettricità, prima scese a 50W poi a soli 10W.
Rossi affermò che era possibile mettere insieme più QX in modo da ottenere elevate potenze.
Altra cosa strana che disse era la presenza di una strana luce blu in quantità variabile.

In attesa della dimostrazione pubblica del 24 Novembre 2017, rivediamo i dati forniti ad oggi.

***


Da ecat.com: ECAT Quark X preliminary report findings (14 giugno 2016)

ECAT Quark X risultati del rapporto preliminare


Dichiarazione di esclusione di responsabilità:
QUESTA NON È UNA RELAZIONE DI TERZE PARTI: TUTTE LE MISURE SONO STATE FATTE DA ANDREA ROSSI E IL SUO TEAM. QUINDI, QUESTI RISULTATI NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI, IN OGNI SENSO, ALTRO CHE UN CONTROLLO INTERNO DEL PROCESSO, NIENTE DI PIÙ.

DESCRIZIONE DEL QUARK X:
  • Cilindro realizzato con materiale “adeguato”:
  • Dimensioni: lunghezza 30 mm; diametro 1 mm
  • “Energia" totale prodotta (ndr: come somma di tutti i vari tipi): 100 Wh/h
  • Energia consumata: 0,5 Wh/h (ndr: c’è un errore sulle unità di misura. Ricordo che l’energia si esprime in Wh cioè la potenza in Watt per la durata di un’ora; se si scrive Wh/h significa che si esprime una potenza e non un’energia, quindi c’è un errore nell’articolo. Va detto che la confusione tra potenza ed energia è molto frequente nei media.)
  • Luce prodotta (percentuale di energia prodotta): 0-50%
  • Energia elettrica prodotta: 0-10% (ndr: quindi al massimo possiamo avere 10 Watt elettrici)
  • Calore prodotto: 0-100%
Luce, energia e calore possono essere modulati per modulare le percentuali entro i limiti sopra elencati, a condizione che le percentuali combinate siano pari al 100%.

Estremamente interessante è la luce blu, la cui analisi ha risolto problemi teorici legati alle origini dell’effetto.

Temperatura sulla superficie di QuarkX: oltre 1.500°C
Nota: altri 2 QuarkX messi in situazione analoga hanno dato gli stessi risultati.

Ulteriore dichiarazione di esclusione di responsabilità:
QUESTO NON È UN RAPPORTO DI TERZE PARTI. È UN RAPPORTO INTERNO RELATIVO A MISURE REALIZZATE DA LEONARDO CORPORATION

Fine del rapporto.

Descrizione della foto

Foto del tubo dello scambiatore di calore che contiene il QuarkX: il punto luce proviene da  uno spioncino ricavato nel tubo. L’alone blu proveniente dall'apertura è stato analizzato e ha permesso di comprendere le origini teoriche dell’effetto: il QuarkX è all’interno del tubo.

NOTA: LA FOTO È STATA MANIPOLATA PER FAVORIRE ALTA DEFINIZIONE. I colori sono stati parzialmente oscurati. La luce è molto più intensa.

venerdì 17 novembre 2017

Due nuovi nuovi soci di SM(Y) Umbria

1 : commenti
Riporto su 22 passi l'intervista appena pubblicata su WeAreStarting.it (qui il link originale).

Non immaginatevi chissà cosa: ho contributo solo per 200€... la quota minima per aderire all'equity crowdfunding di SM(Y) Umbria!

***

INTERVISTA A SIMONE FERRARO E DANIELE PASSERINI, 
NUOVI SOCI DI SM(Y) UMBRIA

SM(Y) Umbria, protagonista dell’Umbria Green Festival, ha avviato il progetto Mobilità Sostenibile per la costruzione di 10 stazioni di ricarica per veicoli elettrici finanziate direttamente dai cittadini. Dal 30 ottobre è stata aperta una campagna di raccolta di finanziamenti sul portale di equity crowdfunding WeAreStarting.it. In 15 giorni sono stati già raccolti più di 50 mila euro e la campagna è già in “overfunding”: l’obiettivo minimo della campagna, fissato a 40 mila euro, è gia stato ampiamente raggiunto e sorpassato.
Abbiamo intervistato Simone Ferraro  e  Daniele Passerini due cittadini che hanno aderito alla campagna di crowdfunding di SM(Y) Umbria diventandone soci: grazie alla formula dell’equity crowdfunding infatti i finanziatori della campagna diventano a tutti gli effetti soci della neo nata startup umbra.
Simone Ferraro è un giovane ingegnere dell’energia elettrica trentunenne specializzato nel settore automotive e mobilità elettrica, passione consolidata attraverso un’esperienza svolta presso la Magneti Marelli di Bologna e altre aziende specializzate nel settore dell’ E-mobility. Simone ha arricchito i suoi studi sull’energia con un’esperienza europea in Norvegia, Paese dove la produzione di energia da rinnovabili ha raggiunto il 99% grazie all’idroelettrico.
Per Simone in Italia il tema delle energie alternative presenta ampi spazi di miglioramento: in particolare nel settore automotive “sono stati fatti grandi passi avanti con l’introduzione di mezzi elettrici ma la sfida green per la mobilità sostenibile nelle città è appena iniziata. La diffusione capillare di colonnine di ricarica elettrica è uno dei passi fondamentali per lo sviluppo di città green – afferma Simone – ed ecco perché ho ritenuto il progetto di SM(Y) Umbria un vero e proprio investimento per il futuro”.
Simone ha conosciuto SM(Y) Umbria attraverso il portale di crowdfunding WeAreStarting che ha reso possibile l’unione tra due elementi: “l’interesse verso la modalità di investimento alternativa  quale l’equity crowdfunding e la possibilità di investire in un progetto ambientale. – E conclude – la green economy è un asset importante per il nostro Paese e lo sarà sempre più nel prossimo futuro; la sfida è appena iniziata”.
Anche Daniele Passerini, ha partecipato alla campagna di equity crowdfunding per la diffusione della mobilità elettrica nella Regione Umbria.
Daniele ha 52 anni, vive a Perugia con la moglie e due figli e si occupa di politiche sociali presso l’Ufficio di Piano di Assisi, Comune capofila della Zona Sociale n. 3 dell’Umbria. Per Daniele credere nella mobilità elettrica “non significa proiettarsi nel futuro ma costruire progetti e fare scelte di valore nel nostro presente”. Sono infatti molti quelli che come Daniele hanno scelto un’auto a metano e non vedono l’ora di passare all’auto elettrica.
“Ho scelto di aderire alla campagna di crowdfunding in SM(Y) Umbria perché credo molto in questo progetto – continua Daniele – e ho apprezzato moltissimo l’avere consentito la partecipazione diffusa da parte di tutti i cittadini, partendo da una quota di investimento molto bassa. Trovo grandiosa l’idea che l’infrastruttura di ricarica possa espandersi anche per iniziativa privata dal basso. E più ci saranno colonnine, più ci saranno persone a pensare seriamente a guidare un’auto elettrica. Come partecipante alla campagna di crowdfunding mi auguro che SM(Y) raggiunga i suoi obiettivi e possa diventare una buona prassi da esportare in altre regioni d’Italia e – perché no – anche all’estero”.
Il progetto di SM(Y) Umbria, accoglie la grande sfida del futuro puntando alla mobilità elettrica, ovvero all’installazione di dieci stazioni di ricarica per auto elettriche nella Regione Umbria. Grazie alla campagna di crowdfunding è già stato raggiunto l’obiettivo minimo della campagna: sono già stati raccolti 54.600 euro che serviranno proprio alla realizzazione delle stazioni di ricarica.
La raccolta fondi di SM(Y) Umbria rimarrà aperta sino al 29 dicembre 2017 sul portale di equity crowdfunding WeAreStarting.it. Tutti i cittadini, previa registrazione sul portale, possono finanziare il progetto di SM(Y) Umbria diventando a tutti gli effetti soci della startup umbra. Il limite massimo della raccolta è arrivare a 120 mila euro, contribuendo con un investimento minimo di 200 euro.

sabato 28 ottobre 2017

SM(Y) UMBRIA: il primo crowdfunding sulla mobilità elettrica!

91 : commenti

È partito SM(Y) Umbria - Sustainable Mobility, il primo progetto in Europa di diffusione “dal basso” di stazioni di ricarica per la mobilità elettrica tramite equity crowdfunding.

Si tratta di un progetto pilota dove
  • utenti finali (e-drivers)
  • ogni stakeholders della mobilità elettrica e sostenibile
  • chiunque voglia investire nel mondo della mobilità elettrica dal suo nascere
potranno contribuire insieme alla diffusione di reti di ricarica “partecipate direttamente” anche da chi le usa e/o le vorrebbe presenti nel proprio territorio.

Da ieri è possibile registrarsi a WeAreStarting.it (portale di crowdfunding autorizzato da Consob) e visionare i documenti della campagna SM(Y) Umbria lanciata dalla startup innovativa Sustainable Mobility Umbria s.r.l. 
Da lunedì 30 ottobre ore 12:00 sarà dato il via alla raccolta degli investimenti (minimo 200 euro a persona) con l'obiettivo, ambizioso ma a portata di mano, di arrivare a 120 mila euro.

Proprio la mia regione, l’Umbria, “cuore verde” d’Italia, si candida così a protagonista della “rivoluzione green" che, sia per opera della pubblica amministrazione sia - come nel caso in questione - dell'iniziativa privata, dovrà riallinearci al resto d'Europa (si spera in pochi anni e non in lustri!) rispetto alla diffusione sia del parco delle vetture elettriche circolanti sia della rete territoriale di infrastrutture necessarie alla loro ricarica, due crescite che devono avvenire all'unisono.

Ricordo infatti che, mentre in Europa la quota delle auto elettriche sul totale delle auto circolanti è pari in media allo 0,6% (ancora poco!), in Italia è pari solo allo 0,1 (6 volte più poco!). Ma il confronto diventa imbarazzante se ci si paragona alla Francia (1,1%) o alla Norvegia (12,6%).
Se guardiamo poi al numero di colonnine elettriche per abitante, la situazione dell'Italia è addirittura drammatica e non motiva di certo gli automobilisti a farsi pionieri della mobilità elettrica.

L’obiettivo della campagna di SM(Y) Umbria è quello di realizzare 10 stazioni di ricarica (comunemente dette "colonnine"), da 22 KWp per singola presa, in altrettante città dell'Umbria: Assisi, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Marsciano, Passignano, Perugia, Spoleto e Terni.

Se volete far parte di SM(Y) Umbria o se semplicemente volte saperne di più, partite da questo link:

venerdì 20 ottobre 2017

Il futuro è l'auto elettrica, ma il futuro arriverà in Italia?

88 : commenti

Post di Daniele Passerini

Si fa strada finalmente la consapevolezza che l’auto elettrica non può essere solo un capriccio da ricchi né un gingillo da nerd né un pallino da ecologisti. È giocoforza il futuro prossimo dell’auto di massa, salvo far crescere i nostri figli, o invecchiare noi stessi, in città dove non si potrà più aprire le finestre né uscire di casa senza una mascherina... succedeva a Pechino, ora succede anche a Torino:


Di fronte a tutto ciò, chi può essere così folle (Marchionne a parte!!!) da preferire un’auto a combustione ad un’auto a emissioni zero?

Nell'articolo che segue si evidenzia (se ancora ce ne fosse bisogno!😔) il gap drammatico che separa l’Italia dal resto d’Europa anche rispetto all’auto elettrica: siamo sempre indietro di 1 o 2 ordini di grandezza!😬 


In Francia lo Stato offre fino a 10.000€ di incentivi sull’acquisto... in Italia zero (dobbiamo accontentarci di esenzioni/agevolazioni bollo auto, parcheggi gratuiti e accesso alle ZTL). 

In Olanda sono già presenti 30.000 colonnine di ricarica (0,7 per kmq), in Italia arranchiamo ancora a quota 2.200 (0,007 per kmq!!!😱).

Tutto ciò ovviamente, unito ai prezzi ancora elevati delle auto elettriche, si ripercuote sullo sviluppo del mercato: ok essere “green” e “smart”, ma le ragioni del portafoglio vincono su tutto il resto. 
Così se in altre nazioni europee la quota di mercato delle auto elettriche raggiunge e supera l’1% (che è sempre poco!) di tutte le vendite, in Italia non si schioda dallo 0,1% (che è 10 volte meno!😭).

Alla vigilia della prossima primavera ci saranno le elezioni... diamine, è vero, una volta si andava persino a votarlo il Parlamento... un vero amarcord!!!😉
M'impegno a votare il partito che metterà seriamente nel proprio programma un piano di sviluppo complessivo per ridurre le emissioni automobilistiche in Italia: incentivi per l'acquisto dell'auto elettrica, sviluppo della rete di ricarica, rilancio delle energie rinnovabili.

La mia famiglia è pronta a fare la sua parte: 
  • ai primi di novembre farò istallare sul tetto un impianto fotovoltaico da 3kW e in garage un sistema di accumulo da 10kWh; 
  • guidiamo auto a metano e gpl da venti giorni che anni e non vediamo l'ora di potere passare all'auto ad emissioni zero.

sabato 14 ottobre 2017

No alla distruzione del laboratorio di Francesco Celani

28 : commenti
Post di Daniele Passerini

Austin, Texas (USA): Francesco Celani al NI Week 2012
22 passi ha dedicato molto spazio alla situazione di mobbing e ostracismo nella quale Francesco Celani, prima di arrivare all'età della pensione, ha trascorso l'ultimo lustro della sua attività di ricerca nei laboratori INFN di Frascati. Si veda, per esempio, il post di 4 anni fa intitolato Il lato oscuro dell'INFN

Sulla vicenda recentemente è stata lanciata una petizione su Change.org, che invito tutti i lettori a leggere e sottoscrivere:



domenica 1 ottobre 2017

Dialoghi fb sull'autodeterminazione dei popoli nel XXI secolo

32 : commenti

Post di Daniele Passerini

Riporto uno scambio di commenti dalla pagina fb di un caro amico.
Cosa succederà oggi in Catalogna? Speriamo innanzitutto che, eufemisticamente parlando, non si faccia male nessuno. A mio parere si tratta di prove generali di un futuro che avanza inesorabilmente: per affrontarlo sarà meglio per tutti che i governanti trovino vie nuove e pacifiche piuttosto che datate ed autoritarie.

***

G.  Io sono con la Catalogna. Chiudere dei seggi di forza non è un atto di Democrazia! 

D. Anche io sto con la Catalogna. E pure con la Scozia. Ma allora, per coerenza, il giorno in cui la Sardegna, il Trentino, il Veneto ecc. vorranno l’indipendenza, mi chiedo da che parte starò...Forse dovremmo tutti capire che lo Stato-nazione, nato del resto ai tempi delle monarchie assolute, non è più adatto a un mondo globale, che semplicemente sono tutti i confini che debbono cadere, e che è proprio la difesa dei confini “sacri” degli Stati-Nazione ad impedirlo.

G. In Sicilia un barbiere a Erice teneva una banconota da 1000 Turì moneta della Repubblica della Trinacria. La volevano federare agli USA.

A. Io penso che l’indipendenza della Catalogna sia un atto che riguarda anche tutta la Spagna. Perché il referendum avesse un senso dovrebbe essere fatto a livello nazionale e non solo con chi sicuramente voterà a favore dell’indipendenza. Se io volessi far cadere Renzi non è che posso raggruppare un gruppo di persone che non la pensano come lui e farle votare “liberamente” (pro o) contro il suo governo. Il voto sarebbe un po’ di parte (concetto ovviamente estremizzato ma che rende l’idea).

D. Tutto sensato quel che dici... ma - per esempio - non ricordo che gli USA si siano resi indipendenti dagli UK tramite plebiscito sottoposto a tutti i suddetti di sua maestà. Ma questa è una battuta  ma anche no! È come se tu stessi spiegando una modalità incruenta di autodeterminazione dei popoli. Ma una autodeterminazione di qualcuno DI SOLITO scontenta più persone di quante ne accontenti... è come se volessi dirci che una autodeterminazione incruenta è di fatto tecnicamente impossibile salvo particolari situazioni geografiche che la favoriscano... per esempio l’autodeterminazione di un’isola rispetto al resto di una nazione continentale. Se la stragrande maggioranza dei Sardi scegliesse l’autonomia, Roma dovrebbe invadere militarmente la Sardegna?
Il concetto che ho provato ad esprimere è che forse un mondo globale formato da quasi 200 nazioni è ormai un ossimoro e i suoi iati e le sue contraddizioni si esprimono, dal basso, in una spinta verso una sorta di ritorno a una “età dei Comuni 2.0”. Un nuovo Rinascimento del terzo millennio forse si basa più su concetti come “democrazia diretta”, “km zero”, “moneta locale”, “autosufficienza energetica” ecc. che su “governo mondiale”, “controllo centralizzato”, “moneta unica”, “grandi infrastrutture energetiche” ecc.
A mio avviso la Storia ha già sancito la fine dell’epoca degli Stati Nazione, e la risposta non potrà essere né un unico Stato Nazione che li comprenda tutti né una loro Confederazione globale (governo unico mondiale, che non potrebbe essere altro che una grande dittatura pseudodemocratica).
Cosa né uscirà fuori dalle tendenze centrifughe della Storia e quelle centripete dell’economia?
Sicuramente, soprattutto nella fase di transizione dal vecchio al nuovo, vedremo molti fenomeni cruenti e non pacifici.
Ma mantenere la pace, tramite “finte unioni” basate sulla forza militare, sicuramente non è una soluzione lungimirante.

D. Insomma il paradosso/sfida che il mondo di oggi ci porge è che per buttare giù i grandi confini bisogna prima rimettere in piedi quelli piccoli. Se fosse possibile intravedere un senso nel caos contemporaneo, intravedrei questo. 
Naturalmente sto dando per scontata la conoscenza storico-politica del concetto di Stato-Nazione: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Stato-nazione
Scusate se vi ho tediato, ma è un tema che mi prende parecchio

A. Interessante punto di vista ma non sono sicuro sia la strada giusta in un periodo storico come questo. Ma d’altronde come mi fa notare un mio amico: si rompe un equilibrio e se ne crea un altro.

D. Non ne sono sicuro nemmeno io... ma dimmi chi può essere sicuro di qualcosa oggi a livello di geopolitica, cambiamenti sociali e sociopolitici ecc. L'unica certezza è che - come fa notare il tuo amico - se non si rompe un equilibrio non se ne può creare un altro... e gli equilibri ereditati dal XX secolo sono in grande crisi.

[to be continued... nei commenti a questo post!]

mercoledì 13 settembre 2017

Il talento delle zavorre e il talento dei propulsori

112 : commenti

Post di Daniele Passerini

A ognuno il suo talento.

Certe persone sono bravissime a spiegarci perché una cosa è assolutamente impossibile. La loro intelligenza s'esalta nella difesa di status quo, paradigmi scientifici, certezze incrollabili e così via; hanno idee ed opinioni sempre conformi a quelle della maggioranza. Se ci fossero solo loro al mondo, oggi saremmo ancora all'età della pietra.
Possiamo definirle zavorre

Altri sono bravissimi a dimostrarci come e perché quella stessa cosa è invece possibile. Sono i geni che guardano oltre, aprono nuovi paradigmi scientifici, creano distruptive innovation and technology; le loro idee ed opinioni sono sempre minoritarie... prima di riuscire a imporsi. Se l'umanità ha progredito è grazie alle loro grandi visioni.
Possiamo definirli propulsori

Le zavorre ci dicono che l'EmDrive (il "Sacro Graal" della propulsione spaziale!) è assolutamente impossibile perché vìola il terzo principio di Newton!
Eppure USA e Cina sono in corsa per arrivare per primi al traguardo di questo motore "impossibile":

Le zavorre ci dicono che la Fusione Fredda (Low Energy Nuclear Reaction, Anomalous Heat Effect ecc.) è assolutamente impossibile perché vìola la barriera di Coulomb!
Magari dovrebbero ricordarlo ai gruppi di ricerca, che continuano a conseguire avanzamenti nel campo delle reazioni nucleari a bassa energia, appartenenti a:
Si veda la sintesi dei risultati ottenuti presente sul sito del NEDO, l'agenzia governativa giapponese che promuove la ricerca e lo sviluppo, nonché l'implementazione di tecnologie industriali, energetiche e ambientali.

Sono solo due esempi di campi di ricerca derisi dalle zavorre e portati avanti dai propulsori, ma se ne potrebbero fare molti altri. Il problema poi è che le zavorre sono sempre tante e i propulsori pochi.

Non ho il talento né di quelle né di quelli, però come blogger m'impegnerò sempre a sorridere delle zavorre e a fare il tifo per i propulsori.
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