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venerdì 13 gennaio 2017

Grillo o non Grillo? questo non è il problema.

129 : commenti
Post di Alessandro Pepe

Eccomi,
mi chiamo in causa senza essere stato interpellato perché mi sento un po’ responsabile. Sopratutto di aver portato mio padre a studiare il fenomeno 5 stelle (o forse ci siamo arrivati entrambi). Mentre ricordo che è stato lui a mandarmi il primo link sulle LENR. E mi pare, salvo un primo entusiasmo iniziale, che entrambi abbiamo osservato i 2 fenomeni con un approccio agnostico, di curiosa indulgenza e soprattutto di sorpresa. Sulle LENR io almeno sono arrivato alla conclusione che si sarebbe potuto e si potrebbe fare di più nello studio del fenomeno, ma mi fermo qui perché non ho le competenze necessarie per valutare. Riguardo ai 5 Stelle il punto, come giustamente dice mio padre, non è tanto se Grillo, Casaleggio e compagnia siano o non siano una compagine di squinternati, incapaci, destrorsi o sinistrorsi, populisti etc. ma il fatto che siano un evento politico nuovo non semplicemente nell’accezione temporale del termine, ma nuovo come ipotetico cambio di paradigma del nostro sistema politico (e si potrebbe dire la stessa cosa delle LENR in campo energetico). Io Grillo lo seguo con attenzione da molto tempo, ascolto e studio con attenzione le sue parole e i suoi discorsi. Allo stesso modo ho ascoltato Berlusconi, Trump e Salvini. Ecco, mentre negli ultimi 3 vedo dei punti in comune e non particolarmente innovativi sul piano linguistico (messaggi molto semplici e lineari, utilizzo di parole chiave ripetute, sintassi semplice, frasi brevi ad effetto… insomma il cosiddetto linguaggio populista) Grillo alterna frasi urlate e sconnesse molto dirette e di pancia a concetti apparentemente contraddittori e sconclusionati con parole chiavi quali: partecipazione, decrescita, fine del lavoro, ecologia, andate affanculo (invero ultimamente non più), tutti a casa, rifiuti zero, mobilità, green economy, responsabilità collettiva, non votateci se non siete coinvolti, con noi sarà un salto nel buio, stampanti 3d, politica partecipata, movimento, rivoluzione digitale etc. Ed in questo io vedo una novità sia sul piano linguistico che sociologico. Innanzitutto un ‘cosiddetto’ populista che fa discorsi che non passerebbero la censura nemmeno del più incapace degli spin doctor, inoltre un utilizzo dell’ironia e dello sberleffo che depotenzia ogni possibile aggressione e stempera ogni possibile certezza o tono risolutorio nei suoi discorsi. Questo per dire che intanto butto nel cestino tutte quelle valutazioni massimaliste fatte da esperti politologi, amici e parenti che vogliono collocare Grillo e il movimento a destra o a sinistra, populista o meno, opportunista o spregiudicato. Qui c’è un giullare, incoerente e visionario, che si prende gioco di ogni cosa, totalmente vittima del suo personaggio e assolutamente schiacciato dalla velocità di crescita del movimento di cui è garante. Detto questo qual è il punto? Il movimento 5 stelle è pronto a governare? Dovremmo votarlo (io l’ho fatto un paio di volte, e forse me ne pentirò)? Sono affidabili? 

Movimento 5 stelle: è giusto sparare a zero?
Personalmente non essendo io un attivista l’unica valutazione che posso dare è di carattere sociologico. Credo che il movimento 5 stelle sia il sintomo (e non la causa), probabilmente abortito o non riuscito, di un cambio di paradigma del nostro sistema. Il tanto vituperato web è uno strumento che, più della televisione, connette cose e persone e potenzialmente può sviluppare sistemi di relazione orizzontale del tutto nuovi. La maggior parte dei processi democratici di partecipazione nel passato erano spesso vittima di quella che viene chiama la ‘legge ferrea dell’oligarchia’ (R. Michels, 1876-1936), ossia in una discussione di gruppo o assemblea alla prima riunione c’erano 100 persone, poi 50, poi 20 fino a che rimaneva un piccolo gruppo di ostinati che finiva per comandare sugli altri. I moderni sistemi di relazione telematica permetterebbero oggi di ovviare a questo problema, nell’amministrazione delle cose di tutti i giorni come nella gestione della cosa pubblica tout court e si potrebbe essere partecipi ed interattivi e collaborare con molti meno filtri e deleghe di una volta. Questa è la banalissima e semplice novità. Una novità che sta smontando e mettendo in crisi il vecchio sistema a mio parere con la stessa potenza euristica con cui il suffragio universale o la rivoluzione francese hanno sconvolto i sistemi del tempo. Sono state rivoluzioni e cambiamenti positivi o negativi (consiglio a riguardo la lettura de Il Cerchio di David Egger)? È evidente che incolpare la storia di essere Storia è un gioco inutile. È altrettanto evidente che bisognerebbe riuscire a leggere la Storia quando questa accade invece di credere che il passato sia il luogo dei Grandi Eventi e che noi si viva in una perenne stagione di mediocrità fatta di opportunismi, populismi e piccoli eventi. A questo riguardo è interessante leggere gli articoli di molti giornalisti dell’epoca riguardo a Garibaldi, il quale veniva visto come una via di mezzo tra un terrorista ed un pagliaccio. Ma di nuovo il punto non è Grillo, che in ogni caso non voglio paragonare a Garibaldi (il quale non andava in vacanza a Malindi dopo aver inneggiato alla Povertà – post di natale di beppegrillo.it dove si cita articolo di Goffredo Parise del ’74). Il punto è capire come ed in che modo siamo in grado di gestire i cambiamenti di paradigma di un sistema senza che questi cambino noi a nostra insaputa (vedi Trump). Le gestione di queste nuove risorse può essere devastante se veicolata in modo autocratico come è accaduto negli USA e potrebbe accadere (e in parte accade) nel movimento 5 stelle. Non si tratta solamente di coltivare il proprio orto interattivo (come dice giustamente Obama nel suo ultimo discorso di Chicago - 11/01/2017), alla ricerca di consimili e comunità isolate e autoreferenziali, né tanto meno di affidarsi al gruppo WhatsApp del nostro condomino per sentirsi in rete con il mondo. La scommessa sta tutta nel decifrare i nuovi alfabeti e linguaggi che abbiamo a disposizione. Il mio sconforto è tutto qui. Non riesco quasi mai a trovare una voce, da Travaglio a Francesco Merlo, che spieghi, racconti, interagisca con questo ipotetico nuovo paradigma senza infossarsi in una discussione su parti e partiti, su ideologie e appartenenza, dove l’unico scopo, sia che si tratti di sostenitori che di detrattori, è quello di mettere il movimento 5 stelle in una casella già esistente.

Se un programma digitale della vostra città vi permettesse di valutare il percorso ideale in base alle vostre esigenze di un’ipotetica pista ciclabile del vostro quartiere e a tutti gli abitanti del quartiere fosse chiesto un parere sulla base di 8-10 proposte elaborate da un gruppo di urbanisti i quali, anche loro online, hanno potuto confrontarsi su 100 progetti differenti a loro volta valutati da un team di ingegneri, i quali in collaborazione con un gruppo di studio sugli impatti ambientali hanno valutato i pro e i contro di tragitti, utilizzo materiali, mobilità, efficienza del percorso ed eco-sostenibilità, quale pensate che sia la risultante? Come verrà fuori questa pista ciclabile? Io credo, e ci sono tonnellate di studi a riguardo ed efficientissimi sistemi già in atto (penso a svariate provincie del Canada e dell’Australia), che la risultante sia il percorso ottimale nel senso più democratico ed efficiente del termine. E questa per me è Politica, nel senso più Greco del termine. Se poi Grillo impazzisce e nessuno lo contrasta, se nessuno di noi (e definiamoci con presunzione esseri pensanti) è in grado di contrastare le derive autoritarie e populiste del movimento, se nessuno di noi è capace di analizzare i fenomeni senza il terrore di lasciarli, anche solo per un istante, lì da soli senza che li si metta in una casella (e in questo senso l’approccio diffuso verso LENR e 5 stelle è molto simile). Ecco se proprio nessuno di noi riesce per un secondo a sospendere il giudizio e a colmare quella sospensione con un atto partecipativo (foss’anche solo una riflessione come questa o il preziosissimo tempo che Daniele dedica a questo Blog) allora verrà il momento che ci dovremo preoccupare del populismo e delle derive autocratiche del movimento 5 stelle e forse anche di movimenti peggiori di questo.

mercoledì 4 gennaio 2017

L’impero dei ragni

33 : commenti
Post di Franco Sarbia

Domenica 27 novembre poco dopo l'alba ho assistito a uno spettacolo stupefacente: una uniforme tela bianca rivestiva interamente la distesa delle risaie coperte di stoppie a perdita d’occhio.

Eravamo scesi a Malpensa alle 8 del mattino dall'aereo proveniente da New York e percorrevamo la strada provinciale 65 tra Ghislarengo e Rovasenda, aldilà del Sesia, con la mia cara Melania, sempre attenta a ogni dettaglio: fu lei ad attirare la mia attenzione. Guidando, ero incerto se attribuire quel chiarore alla nebbiolina bassa del mattino o a una brinata notturna. Invece l’aria era tersa, la temperatura era di qualche grado Celsius sopra lo zero e non v’era traccia di gelo. No, il bianco diffuso era dovuto esclusivamente al tessuto di rivestimento delle stoppie. Era una mattinata splendente, la prima dopo una settimana di piogge incessanti. A occidente del monte Barone, il bagliore del massiccio del Rosa innevato sovrastava la bruna muraglia delle Prealpi biellesi. Il sole era sorto da poco e l’immensa tela brillava d’infinite goccioline. La toccai: era fittamente intessuta e molto resistente. Ma non ebbi tempo di soffermarmi oltre.

Il mattino dopo ritornai per cercare di capire quali organismi e perché l’avessero generata. La coltre s’era quasi completamente dissolta. A un contadino di passaggio sul trattore chiesi di che si trattasse. Per nulla preoccupato, e con l'aria di chi avesse già visto molte volte la scena mi rispose sorridendo: «sì, sono ragni, in questa stagione escono con il sole». Ai margini dei campi trovai alcuni produttori di ragnatele, intenti a collaborare alla tessitura. Erano di dimensioni fra i due ed i tre millimetri. La scoperta delle loro minuscole dimensioni rese ai miei occhi quasi miracolosa la loro opera di trasformazione dell’intero paesaggio, fino all’orizzonte visibile, osservato il giorno prima.

Non ne sapevo nulla. Ho incontrato per caso sulla mia strada l’orizzonte visibile di quel paesaggio di stoppie di riso interamente coperto di fitte tele bianche. Con serendipità ho scoperto il comportamento sociale di specie di super tessitori capaci di: catturare il sole, regolare il microclima, dominare gli ecosistemi per incubare, riprodurre e nutrire la vita nella transizione critica tra autunno e inverno. L’articolo pubblicato su academia.edu (1) anche in lingua inglese (2) svela questa meraviglia.

Sono convinto meriti di essere pienamente indagato un tanto eclatante sistema di regolazione delle condizioni termo igrometriche del suolo su vasta scala, e d’integrazione simbionte con gli artifici umani, della città dei ragni. Sarà di straordinario interesse, e utilità, comprendere come così minuscoli organismi associati siano in grado di migliorare l’ambiente per sé, per tutte le altre specie e per quelle delle quali si nutrono, secondo modelli inusitati pure per la città dell’uomo: capace solo di peggiorare il disagio termico, la qualità del suolo, dell’acqua e dell’aria degli ecosistemi urbani.

Franco Sarbia

(1) https://www.academia.edu/30233934/Impero_dei_Ragni
(2) https://www.academia.edu/30708185/The_spiders_empire


Ndr. Academia.edu implica l'iscrizione ma in compenso da accesso gratuito a una quantità rilevante di paper su vari argomenti.
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