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Tra i 22 spassi del post di Capodanno quali mi sono piaciuti di più?

domenica 24 novembre 2013

Due tributi alla memoria di Franco Selleri

31 : commenti
Addio a Franco Selleri
di Vincenzo Valenzi

Il grande fisico teorico italiano Franco Selleri [nella foto] ci ha lasciati qualche giorno fa (il 20 Novembre) in un silenzio irreale del nostro mondo poco avvezzo a chi canta fuori dal coro.
Eppure Franco Selleri ordinario di fisica teorica all'Università di Bari oltre ad aver dato contributi fondamentali alla teorie delle particelle (si legga memoria in suo onore di Cristian Corda) ha lavorato ad una revisione critica delle teorie correnti come si fa da sempre nella buona fisica.

È stato un nome famoso nella fisica e nella pubblicistica italiana, ma solo di recente ho avuto modo di incontrarlo a Londra un paio di volte nell'ambito dell'Accademia Telesio Galilei e di fare con lui lunghe chiacchierate. Un uomo mite senza toni esagitati ma capace di pensieri indipendenti e di esprimerli al meglio come ha fatto per ultimo nella opera sulla RELATIVITA' DEBOLE.

Avevamo messo in programma di discutere il suo libro in uno dei nostri meeting di COHERENCE e lui leggendo gli ultimi lavori di Giuliano Preparata ebbe modo di vedere come i vecchi attriti dei due fisici non avessero mai avuto grande senso essendo gli sviluppi ultimi dei due teorici largamente convergenti.

Oggi che è salito in Cielo lui da Ateo, sederà sicuramente al Tavolo dei Grandi di ogni tempo a dispetto di quanti vorrebbero dimenticare il suo contributo e passare in silenzio la sua stessa scomparsa (manco da scomparsa del gatto del vicino che osservammo conla morte di Martin Fleischmann).

Addio Franco ci mancherai con la tua mitezza e la tua indipendenza di cui c'è tanto bisogno oggi!!

Vincenzo Valenzi
***

Franco Selleri ci ha lasciato


di Christian Corda

Il noto collega fisico teorico italiano Franco Selleri è morto lo scorso mercoledì 20 novembre 2013 all'età di 77 anni. Era infatti nato a Bologna il 9 ottobre 1936.
Selleri ottenne il dottorato di ricerca cum laude presso l'Università di Bologna nel 1958. Dal 1959 è stato membro dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. È stato sia membro della New York Academy of Sciences che della Fondazione Louis de Broglie.
Ha anche fatto parte del Consiglio di Amministrazione della SIF (Società Italiana di Fisica). È stato Professore visitante, con diverse borse di studio e Titolarità di Cattedra presso varie università e istituti di ricerca esteri, fra cui vanno ricordati il CERN, il Centro di Ricerca Nucleare di Saclay, l'Università del Nebraska, la Cornell University, e l'Istituto Unificato di Ricerca Nucleare di Dubna. È stato premiato con una medaglia dall'Istituto polacco Gdanskie Towarzystwo Naukowe. L'Accademia delle Scienze Telesio ­Galilei, di cui è divenuto Vice­Presidente nel 2009,  gli ha conferito una Medaglia d'Oro nel 2010. Ha avuto in attivo oltre 200 pubblicazioni tecniche sulla fisica delle particelle, la teoria quantistica, la teoria della relatività, e la storia e la filosofia della fisica. Ha scritto anche numerosi libri ed è stato curatore di atti di convegni nazionali ed internazionali su vari rami della fisica.
Nato come fisico delle particelle, ramo di ricerca in cui raggiunse sin da giovane una notorietà internazionale per via di varie prestigiose pubblicazioni nelle più importanti riviste specialiste internazionali, era però soprattutto noto per le sue critiche alla teoria della relatività di Einstein e per averne sviluppato un'alternativa da lui chiamata relatività debole. Per tali critiche, è diventato membro della Natural Philosophy Alliance, un'associazione di eretici della scienza i cui membri sono convinti che gran parte della scienza ufficiale, dalla teoria della relatività, alla teoria quantistica, sino alla cosmologia, sia completamente errata. Selleri era dunque noto soprattutto come eretico. Per quanto chi scrive trovi molto questionabili, per non dire completamente errate e fuorvianti, la maggior parte delle critiche di  Selleri alla teoria della relatività, non può nascondere una certa ammirazione per gli eretici come lui. Va infatti enfatizzato che tanti tra i più grandi scienziati della storia, compresi Einstein e Galileo, vennero inizialmente considerati degli eretici. Inoltre, come giustamente ci ricorda il premio Nobel Gerard t'Hooft, i più grandi scienziati della storia sono stati soliti dire e scrivere  tantissime fesserie durante la loro carriera. Il punto è che le poche cose corrette che hanno detto e scritto sono poi passate alla storia della scienza diventando le fondamenta della scienza stessa. È dunque in un'ottica di “mente aperta” che, a mio parere, tutta l'opera scientifica di Selleri meriterebbe maggiore attenzione da parte della Comunità Scientifica, a partire dai suoi lavori in fisica delle particelle.

Professore di Fisica Matematica e Direttore del Dipartimento di Fisica e Chimica 
dell’Istituto Universitario di Ricerca "Santa Rita" di Firenze

22passi.blogspot.com: post n. 2214 (-8)

giovedì 21 novembre 2013

A New Field in Physics Science

56 : commenti
Buongiorno a tutti, mi scuso per stare decisamente disertando il blog, ma gli impegni nella vita reale in queste settimane mi lasciano ben poco tempo per muovermi anche on line. Mi fa piacere riaffacciarmi un attimo per condividere con i lettori più curiosi alcuni interessanti articoli del China Institute of Atomic Energy sull'evidenza sperimentale di produzione anomala di Trizio ed Elio-3 sulla Terra, tra le cui possibili cause viene considerata anche l'ipotesi delle LENR:

A possible in situ 3H and 3He source in Earths interior:
an alternative explanation of origin of 3He in deep Earth
JIANG Songsheng, LIU Jing, HE Ming
China Institute of Atomic Energy, Beijing 102413, China
Abstract Origin of 3in the Earth is a mystery. Lacking a production mechanism, scientists assume 3He was trapped in the Earth, when the Earth was formed. In contrast to this assumption, we have found 3He and 3H concentrations in excess of the atmospheric values in the deep waters of the volcanic Lakes Pavin (France), Laacher (Germany) and Nemrut (Turkey). This paper reports the result of finding 3H in these three volcanic lakes that appear to originate from the mantle. Because 3has a half-life of 12.3 years, this 3and the resulting 3He must have formed recently in the mantle and not be part of a primordial reservoir. The nuclear reactions that generate tritium might be a source of "missing" energy in the interior of the Earth.
Si tratta di un articolo pubblicato nel 2010 su Naturwissenschaften e che sta circolando in questi giorni in varie mailing list. Purtroppo non posso renderlo disponibile ai lettori del blog in quanto coperto da copyright e scaricabile solo a pagamento (34,95€) dal sito di Springer. Posso però darvi un link da cui scaricare un successivo articolo del 2011, degli stessi autori e sul medesimo argomento... viva l'Open Science! ;-)


Anomalous Nuclear Reaction in Earth’s Interior: 
a New Field in Physics Science?
JIANG Songsheng (蒋崧生), HE Ming (何明)
China Institute of Atomic Energy, Beijing 102413, China
Abstract Tritium (3H) in excess of the atmospheric values was found at volcanic Lakes Pavin (France), Laacher (Germany) and Nemrut (Turkey), as well as Kilauea Volcano at Hawaii (USA) and other volcanoes. Because 3H has a short half-life of 12.3 years, the tritium and the resulting 3He must have formed recently in the Earth. The result suggests that nuclear reactions may generate a significant amount of tritium in the interior of the Earth, although we have not yet learned what the reaction mechanism may be responsible. The nuclear reaction that can be responsible for tritium production in the Earth is probably a new research field in physics science. Nuclear reactions that generate tritium might be a source of “missing” energy (heat) in the interior of the Earth. Finding in-situ 3H in the mantle may exhibit an alternative explanation of 3He origin in the deep Earth. 
Ricordate il convegno che si svolse dal 1 al 3 luglio 2012 al College di William e Mary a Williamsburg in Virginia (USA)? Gli argomenti che vi furono trattati erano molto attinenti ai due articoli cinesi sopra citati e li ritroverete tutti andando ad esplorare molto attentamente questo link: http://www.terrestrialnuclearprocesses.com. 
All'International Low Energy Nuclear Reactions Symposium (ILENRS-12), si parlò per l'appunto di fenomeni LENR che avvengono naturalmente nel nostro pianeta (e forse finanche nelle stelle, oltre ai fenomeni di fusione calda noti), temi che in USA destano grande interesse mentre qui in Italia hanno prodotto le ormai tristemente note 1000 firme contro il piezonucleare.

E già che ci siamo, vi invito anche a rileggere il post che scrissi in occasione del convegno a WilliamsburgLa storia si ripete, ripete, ripete...

Insomma, la vicenda della lenta accettazione delle LENR da parte dell'intera Comunità scientifica sembra ormai diventata paradigmatica dei limiti di un certo metodo scientifico, quel metodo scientifico sui generis declinato da tutti quegli scienziati più bravi a ripetere le "risposte sbagliate" imparate a memoria che a intuire e formulare le "domande giuste". Come abbiamo visto, soprattutto nell'Est (Russia, Cina, India, Giappone ecc.), ma anche negli USA, gli scienziati non solo sanno salire sulle spalle dei giganti dei secoli passati: da lì sanno anche spiccare il volo. Tutto il contrario di quella scienza autoreferenziale - e ben rappresentata in Italia dalle università che sprofondano nelle classifiche internazionali - zavorrata da tenaci recrudescenze di positivismo, ancorata agli interessi di chi vede la ricerca come un business piuttosto che come un vero e proprio imperativo etico ad esplorare la Natura, con mente aperta e scevra di preconcetti. 

Credere ancora che le reazioni nucleari possano avvenire solo ad alte energie (vedi Barriera di Coulomb, sezioni d'urto ecc.), è come credere che una "porta" si possa aprire solo buttandola giù a forza di colpi di ariete. Può invece bastare una piccola "chiave", costruita nel modo giusto e - compreso dove si trova la "serratura" - sapere come introdurla e farla delicatamente girare. Sono ormai tanti i ricercatori che hanno intuito empiricamente alcune chiavi e prova e riprova a volte sono riusciti, con un colpo un po' di fortuna e un po' di genio, a inserirla - al buio - dentro la serratura... ed ecco i picchi improvvisi di energia registrati e testimoniati da tanti ricercatori delle LENR!

Concludo il post consigliandovi un'ultima lettura, le 53 slides presentate da E.N. Tsyganov poco più di un mese fa a una conferenze della RASA tenutasi in Florida (USA): Cold Nuclear Fusion. È la versione divulgativa di un omonimo articolo di 6 pagine scaricabile (ahimè solo a pagamento) dal solito sito di Springer. ;-)

22passi.blogspot.com: post n. 2213 (-9)

P.S. Destino ha voluto che, proprio mentre scrivevo questo post, un lettore ha lasciato sul blog un link a un articolo pubblicato su Scientific American che cade davvero come il cacio sui maccheroni: A Basic Rule of Chemistry Can Be Broken, Calculations Show.
Lo dedico a chi crede ancora sul serio che i modelli atomici del XX secolo - costruiti in base allo studio delle particelle atomiche e subatomiche che si scontrano nel vuoto o giù di lì - siano validi anche nella materia densa, per esempio nel Palladio o nel Nichel caricati con Idrogeno o nel marmo schiacciato nelle presse... con buona pace del suo piccolo grande ego e delle sue sacre infallibili immodificabili dogmatiche banche dati.

martedì 12 novembre 2013

Il tonfo/tanfo di Sylvie Coyaud (terza parte)

169 : commenti
di Andrea Rampado

Dopo la prima e seconda, ecco qui la terza e ultima parte: il tanfo è insopportabile per cui è meglio non proseguire troppo oltre con questo argomento che ormai ritengo privo di ulteriore interesse, se non per un approfondimento strettamente scientifico. Noi capre tibetane siamo abituate al tanfo soprattutto quando piove, ma questo è un tanfo diverso, il tanfo dei palmipedi è troppo forte anche per noi.
Cacciatori di oche, tranquilli la stagione di caccia non è finita, è solo finito questo argomento...
È doveroso chiedere scusa a tutti quelli che ieri, per circa un paio d'ore, si sono ritrovati a leggere questo post incompleto: mentre preparavo la prima parte di lavoro, anziché salvare avevo pubblicato erroneamente il post incompleto.
Mi scuso con chi dal fanghificio non è riuscito a salvare una versione completa di questo post ed ha pensato che ci fosse qualcosa da nascondere.
Mi scuso soprattutto con Sylvie Coyaud che, delusa dal ritiro momentaneo di questo post, è impaziente di leggerlo al punto tale di anticipare i contenuti convinta che per l'ennesima volta dimostrerò che ha ragione lei nel sostenere che:
A proposito di integrità e comunicazione della ricerca, Andrea Rampado ha pubblicato ieri una bibliografia che dimostra come una singola sequenza parziale per un singolo gene non consenta di identificare una nuova specie come Ralstonia detusculanense, in assenza di pubblicazione valida. Dal 2002 la sequenza risulta citata da 10 papers, sulle migliaia che escono in materia ogni anno.
Il post è stato ritrattato, spero solo temporaneamente. Nel frattempo se qualche microbiologo è interessato, me lo dica e glielo mando. Sarebbe un peccato sprecare un lavoro così accurato.
Contenta lei. Ci tengo però a sottolineare che c'è una bella differenza tra un post ritrattato e un post ritirato perché incompleto e pubblicato, come questo, in prima battuta erroneamente.
Ugualmente tengo a sottolineare che una sequenza parziale del singolo gene specifico 16SrRNA, anche in assenza di una "pubblicazione valida", sia comunque riconosciuto in moltissime analisi genetiche svolte in più parti del mondo, come elencherò "a breve" più sotto.
Non sono 10 papers, sono 18, quindi Sylvie Coyaud mente o non sa contare, in entrambi i casi la sua opinione non conta più ormai; segnalo solo il fatto che è convinta, come altri, che avessimo pubblicato qualcosa di sbagliato. Ecco che la sua innata propensione alla mistificazione, dileggio e ricatto l'ha portata a scrivere di avere una copia del post ritirato e di poterlo rendere disponibile ai microbiologi per dimostrare le sue ragioni... Se fosse vero che ne ha una copia, perché ha riportato solo il feeder di Luca postato nel fanghificio?... Poverina, come si è ridotta.
Neppure se l'avessi pensata sarebbe venuta così bene. :-)))

Da Agosto di quest'anno mi sono dedicato ad approfondire la questione dei due batteri trovati per caso durante gli esperimenti di fusione fredda nei laboratori di Frascati ad opera del dr. Celani.
Un classico caso di serendipity (1), infatti - cercando le cause che producevano una forte variabilità del ph della soluzione elettrolitica degli esperimenti di fusione fredda con acqua pesante e l'inspiegabile sparizione del Mercurio utilizzato, una volta introdotto in soluzione, per colmare le microfratturazioni del Palladio - hanno scoperto due nuove specie batteriche in grado di vivere in condizioni estreme come quelle di una cella elettrolitica. Ralstonia detusculanense e Stenotrophomonas detusculanense sono due i batteri scoperti che, presenti nella soluzione elettrolitica con i loro metaboliti (una specie di cacca batterica), sono in grado di modificare il ph e al tempo stesso, essendo molto voraci di metalli pesanti, sono in grado di far sparire il mercurio presente in soluzione. Tutto questo comportava una serie di problematicità sperimentali non semplici da superare, soprattutto per il fatto che i batteri erano già presenti nell'acqua pesante prodotta e acquistata dal Canada. Di necessità virtù, i ricercatori provano ad eliminare questi batteri con metodi alquanto pesanti, un antibiotico avrebbe ulteriormente inquinato la soluzione elettrolitica mentre con un irraggiamento gamma con 17 kGy (17 kilogray = 17x10^5 rem gamma radiation) dell'acqua pesante avrebbero risolto il problema. Questo tipo di irraggiamento dell'acqua pesante ha in seguito dato il via ad una serie di approfondimenti scientifici e sperimentali nell'ipotesi di un nuovo tipo di applicazioni in campo biologico di una proprietà insolita dell'acqua pesante, il "radiomimetismo". Nel periodico trimestrale di "Fisica in Medicina" che ho riportato come fonte (1), è ben descritto e approfondito quanto ho appena riportato. Tra le peculiarità di questi due nuovi batteri ci sono alcune applicazioni di estremo interesse in campo nucleare come la capacità di metabolizzare acqua contaminata da radionuclidi e metalli pesanti in quantità millimolari come il Mercurio, ma anche Cobalto, Nikel, Piombo, Cadmio e Uranio.
Misure effettuate presso il Centro Sviluppo Materiali di Castel Romano hanno mostrato che, dopo 8 ore di coltura, l’Uranio era pressoché scomparso dalla soluzione. Cioè si è constatato che la flora batterica, separata per centrifugazione, aveva accumulato il 99% dell’Uranio originariamente presente.
A seguito una carrellata di paper e pubblicazioni in merito ad analisi genetiche svolte in varie parti del mondo, dall'acqua della stazione spaziale, alle ceneri vulcaniche in Cile, a terreni contaminati da radionuclidi come l'Uranio, alle vasche di contenimento dei reattori nucleari spagnoli, nei bronchi di pazienti ammalati, negli intestini di neonati, ma soprattutto in generale questi batteri sono stati trovati in ambienti ostili ed estremi o associati alla presenza di radionuclidi.

lunedì 11 novembre 2013

Bartalucci e Celani su SKY 897

36 : commenti
Mi arrivano diverse segnalazioni di un interessante dibattito sulla fusione fredda, con Sergio Bartalucci e Francesco Celani, andato in onda su One Television (Canale 86 DT) e SKY 897, venerdì scorso 8 novembre alle 19:30. Lo trovate su youtube in due parti, per un totale di un'ora e mezza.

FUSIONE FREDDA. L'Italia è in prima fila insieme al Giappone per produrre energia pulita a basse temperature attraverso la Fusione fredda. Ne parliamo con il dott. Francesco Celani e dott. Sergio Bartalucci dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati.



22passi.blogspot.com: post n. 2211 (-11)

domenica 10 novembre 2013

Introduzione all'agricoltura sinergica

285 : commenti
di Leano Ruscetta
(premessa di Silvio Caggia)

Negli ultimi due anni, nella stagione estiva, mi sono trasferito in montagna, dove ho collaborato con una amica e suo padre a coltivare un piccolo orto tradizionale. Non avevo una cultura contadina, e da buon rompiscatole ho passato il tempo a chiedere perché si fa una cosa o perché se ne fa un'altra... rimanendo molto insoddisfatto delle risposte, spesso in contrasto con le mie intuizioni basate sulle poche cognizioni di biologia che avevo.

Per fortuna un paio di mesi fa mi sono trovato, quasi per caso, a partecipare ad un corso di agricoltura sinergica tenuto da Sandro Giuliani e Leano Ruscetta ed ho finalmente trovato le risposte che cercavo, e con mia somma gioia ho scoperto che non solo molte delle mie intuizioni agricole avevano una base scientifica, ma che qualcuno le aveva già sviluppate e praticate! :-)


Visto l'interesse mostrato nei commenti dei post precedenti ho chiesto a Leano se poteva scrivere un post per 22 passi e lui si è subito prodigato a farlo.


Silvio Caggia

AGRICOLTURA SINERGICA

L'agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione che nasce dagli studi di Emilia Hazelip (Barcellona, 1938 - 1 febbraio 2003), agronoma e naturalista spagnola trasferitasi in Provenza nei primi anni '60 (in una località arroccata sulle Alpi Marittime che sovrastano Cagnes-sur-Mer). Traendo ispirazione dal lavoro del microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka (1913-2008) ed in particolare dopo aver letto il suo libro, La rivoluzione del filo di paglia, nel 1977,  riuscì a trasformare gli insegnamenti di Fukuoka, adattandoli alla cultura ed alle condizioni climatiche occidentali.

Emilia concentrò la sua attenzione sull'ecosistema orto, mondo ricco di biodiversità in cui convivono in equilibrio, ortaggi, verdure erbe aromatiche, piante da siepe ed ornamentali, fiori, microorganismi del suolo, funghi micorrizici, insetti in tutti i loro stadi di sviluppo, avifauna e fauna locale. Per questo motivo si suole parlare di giardino sinergico.

Dove per sinergia si intende l'azione simultanea di elementi combinati, in cui le diverse componenti interagiscono per realizzare una funzione comune, il cui effetto finale risulta essere superiore alla somma di tutti i singoli elementi compresi.

Questo metodo di agricoltura viene anche definito olistico poiché considera e valorizza interazioni complesse che connettono tutti gli organismi presenti nell'Ecosistema.

E questo legame di reciproca interdipendenza avviene su tutto l'arco della piramide alimentare che collega il macrocosmo degli organismi superiori (tra cui anche l'uomo) con il microcosmo dei microrganismi unicellulari che popolano il suolo e proliferano vicino alle radici delle piante che li nutrono attraverso la produzione di specifici essudati radicali.

È quindi un approccio sinergico ed olistico multidimensionale e multifunzionale complesso che si presenta invece nella pratica in maniera semplice così come il pianeta disvela con semplicità l'autofertilità del suo suolo agli occhi del contadino attento e sensibile.

Ed alla base della piramide Alimentare c'è la Pianta, il piccolo Alchimistail Trasformatore attraverso cui l'emanazione di Dio trasmuta in Vita sulla Terra. Una Pianta è composta, infatti per il 75% di acqua: del 25% di materia secca che rimane, il 20% è costituito di composti del carbonio (sintetizzati con l'aiuto della luce del Sole) e gas, solo il 5% della massa totale della composizione viene dal suolo,  e di questo 5% il 2,5% è azoto. Questo elemento può essere liberamente ottenuto dall'atmosfera in un modo continuo e simbiotico, associando la coltura desiderata con piante che fissano l'azoto atmosferico; il 2,5% che rimane è composto di minerali (provenienti dal substrato di roccia e presenti in forma solubile) che le piante prendono dal suolo. Il nostro Pianeta è una massa di minerali coperto da uno strato finissimo di suolo, costituito dai residui vivi e morti di piante, animali (microscopici e macroscopici) e funghi. Prima che avremo usato tutti i minerali a nostra disposizione, si sarà esaurito il processo di combustione del Sole.

Inoltre le piante sia sulla Terra che nell'acqua, essendo alla base della piramide energetica  e sostenendo quasi tutte le altre forme di vita, sono perfettamente in grado di mantenere e sostenere la materia organica e le comunità di vita del suolo e quindi il suolo stesso.

Negli ultimi cinquant'anni, diversi ricercatori si sono imbattuti per caso o per scelta nello studio della complessità delle interazioni che intercorrono tra gli esseri viventi che popolano il suolo e più in generale il Pianeta.

Si pensi che in un singolo cucchiaino di buona terra possono abitare fino a 600 milioni di microorganismi appartenenti ad un milione di specie differenti. In una manciata di buona terra ci sono più forme di vita di quante persone esistano sulla faccia del pianeta.

La mole di tale complessità induce oltre che ad un reverenziale rispetto anche ad una certa cautela, consapevoli di essere pionieri nella comprensione profonda dei reali meccanismi su cui l'equilibrio della vita presente sul Pianeta si basa.

Tuttavia gli studi trentennali ed i modelli di funzionamento del suolo elaborati da alcuni ricercatori, come il microbiologo australiano Alan M. Smith (ciclo dell'etilene e dell'ossigeno) o dalla dottoressa Elaine Ingham professore associato dell'Oregon State University (studio sulla biomassa e l'attività correlata dei microorganismi del suolo) ci informano già di quanto piante, suolo e microorganismi siano parte di un insieme unico, indivisibile, come un grande organismo che sostiene la vita sul Pianeta. E come in questo unico organismo giochi un ruolo importantissimo la Biodiversità: le piante con i loro essudati radicali nutrono proprio quei microorganismi propizi alla loro stessa salute, e bisogna avere un sacco di "piatti differenti, per differenti tipi di batteri e funghi. Qualcuno sarà sempre attivo, qualcuno sarà sempre pronto ad arraffare questi nutrimenti quando gli passano vicino. Si creerà quindi una rete nel terreno che aspetterà il passaggio dei nutrienti attraverso il suolo". (E. Ingham).

È grazie al generoso lavoro di questi studiosi, che nei corsi di agricoltura sinergica sono illustrati in modo dettagliato, che oggi si può affermare con certezza che le interazioni microbiche nel suolo giocano un ruolo chiave nel controllo biologico delle patologie delle piante, nel turn over della materia organica, nella mobilitazione dell'ossigeno e nel riciclo delle sostanze nutritive essenziali alle piante in forma solubile.

In natura i suoli incolti lasciati a se stessi tendono ad aumentare in modo prodigioso la loro fertilità volgendo ad un equilibrio via via sempre più complesso e ricco di vita. In natura quindi il bilancio energetico è positivo ed il pianeta si è evoluto per sostenere la vita. In natura il terreno non viene mai rivoltato (arato) e rimane sempre coperto di pacciamatura verde o di fogliame secco in decomposizione.

Il contadino osservatore ed in sintonia con il pianeta emula le strategie che sostengono il bilancio energetico positivo proprio dei suoli incolti, imparando dal pianeta stesso ed in questo modo ottiene degli splendidi ortaggi, un meraviglioso giardino che migliora di anno in anno senza bisogno di apporti di nessun fertilizzante o diserbante o pesticida: in quanto l'equilibrio dell'ecosistema orto rispettato manterrà in salute ed arricchirà sia le piante che il terreno e più in generale il pianeta stesso.

Questo contadino oltre a poter contare su succulenti e gustosissimi ortaggi, si troverà a lavorare in uno splendido giardino in sintonia con le leggi che governano il pianeta e quindi in sintonia con se stesso, traendo un elevato nutrimento esserico.

Emilia Hazelip sulla base di tutte queste considerazioni ha elaborato un metodo pratico di coltivazione rispettoso della natura ed alternativo ai metodi tradizionali che invece hanno un impatto devastante sul suolo e non tengono conto in alcun modo delle ricerche eco-ambientali e podologiche del secolo scorso...

Nel suo metodo:
  • il terreno non viene concimato né arato (tranne che all'impianto dell'orto);
  • all'impianto dell'orto vengono previste delle aiuole coltivabili perenni (detti bancali) e non calpestabili e delle zone di camminamento calpestabili;
  • su queste aiuole viene effettuata una pacciamatura con paglia e residui vegetali ottenuti dalla triturazione di tutto ciò che non si usa del raccolto (la pianta produce molta più materia organica di quanta noi ne adoperiamo);
  • gli apparati radicali non vanno mai estirpati (a parte le cipolle ed altri tuberi commestibili) in quanto apportano materia organica, attirano organismi viventi microscopici e macroscopici, scavano il terreno e lo lavorano mantenendolo soffice;
  • sul bancale si consociano famiglie e specie vegetali differenti in rapporto alle relazioni benefiche tra esse (esistono molti studi in proposito);
  • su ogni aiuola devono essere presenti piante della famiglia delle leguminose, che sono azotofissatrici (dell'azoto atmosferico), piante della famiglia delle liliaceae e piante aromatiche e fiori che emettono sostanze repellenti nei confronti di alcuni insetti dannosi;
  • le piante si consociano anche in funzione di un'ottimizzazione della copertura aerea e radicale fitta e costante, quindi piante a sviluppo aere alto con piante a sviluppo aereo basso, piante con radici che vanno in profondità ed altre con radici meno profonde, piante a ciclo breve, con piante a ciclo lungo, con piante perenni ecc.;
  • i bancali saranno forniti alla messa in opera dell'orto di un impianto di irrigazione goccia a goccia e di un sistema di tutori per le piante rampicanti o bisognose di sostegno (fagioli, cetrioli, pomodori ecc.), i tutori meglio se permanenti, per non smuovere più il terreno, con tondini di ferro ricurvi (altrimenti cannicciato e bambù).
Speranzoso di avervi anche solo incuriosito ad un diverso approcio con l'agricoltura, con l'Orto e soprattutto verso IL NOSTRO MERAVIGLIOSO PIANETA, CHE CI OSPITA E CI NUTRE vi saluto ringraziandovi per l'attenzione dedicata....                      

Leano Ruscetta



22passi.blogspot.com: post n. 2210 (-12) 

sabato 9 novembre 2013

In ricordo di Giuseppe Occhialini e Felice Ippolito

66 : commenti
Grazie a una dritta di un fisico dell'ISMN-CNR (le cui iniziali - a mo' di Nemesi - sono inverse a quelle del chimico nucleare retired più scettico d'Italia), segnalo a tutti i lettori di 22 passi un paio di articoli estremamente interessanti ospitati da un sito "miniera" - tutto da esplorare, ve lo consiglio - intitolato Leo Rugens:
  • Lo strano caso del fisico precario Giuseppe "Beppo" Occhialini
  • 1964: arrestato Felice Ippolito, una cappa di piombo scese sulla ricerca scientifica italiana. Gli scienziati si "presero una paura" che ancora non passa.
Sono articoli utili a capire come spesso, in nome della scienza - che dovrebbe essere rigorosamente super partes - si conducano e giustifichino manovre assai "sporche", dettate in primis da interessi economici, interessi ancora oggi pesantemente incardinati agli equilibri geopolitici instaurati alla fine della seconda guerra mondiale (a partire dalla conferenza di Jalta).

Partiamo dall'emblematico caso di Giuseppe Occhialini (1907-1993). Wikipedia elenca i tanti contributi che questo bravo fisico ha dato alla scienza, ma non dice - lo spiega invece molto bene Oreste Grani su Leo Rugens - che Occhialini avrebbe meritato il Nobel quanto Marconi, Fermi, Montalcini, Rubbia. Al riguardo riporto il brano di Emilio Del Giudice (da "Il segreto delle tre pallottole") citato da Grani: 
Da destra: Occhialini e i premi Nobel Blackett Powell
“Vi posso citare un esempio di un italiano, Giuseppe Occhialini che era professore a Milano che è morto alcuni anni fa, il quale è stato un grande fisico sperimentale, coinvolto in due lavori che hanno avuto il Nobel: la scoperta del Positrone e la scoperta del Mesone Pi, del Pione. Fatti. Secondo lui siccome era antifascista, era esule in Inghilterra, e però esule in modo precario, quindi non poteva essere assunto, lavorava in modo precario in questi laboratori, non poteva pubblicare solo a suo nome, e quindi gli articoli che faceva erano firmati anche dal direttore che è stato Blackett nel ’32 quando ci fu il lavoro del Positrone e Powell nel ’47 quando ci fu il lavoro del Pione.

Entrambi questi lavori vennero premiati con il Nobel che però vennero dati a Blackett e a Powell. Blackett fu abbastanza onesto da dire che lui non c’entrava niente e che il lavoro l’aveva fatto Occhialini. Dopodiché, che cosa si scopre? Si scopre dai documenti della Fondazione Nobel che sul nome Occhialini c’era stato un esplicito veto. Occhialini siccome durante la guerra non ha collaborato all’impresa atomica, perché lui ha detto che il fatto che lui era antifascista non significava che doveva collaborare con i militari anglo-americani, e quindi se ne è andato in Brasile, non ha collaborato con i militari, non può avere il Nobel.

Capite che dopo tutte queste cose se le autorità militari, questo argomento è un argomento di cui non si deve sapere niente in giro, quindi, perché non si sappia niente in giro, voi dovete dire che è tutta una bufala, dovete dire che quelli che se ne occupano sono dei truffatori, sono degli imbecilli, anzi peggio, imbecille uno può anche tenerselo, sono dei truffatori, che meriterebbero di andare in galera, dovrebbero essere licenziati, e così via.

Nessuno oserà, soprattutto in periodi come adesso, in cui è difficile trovare un posto, immaginate un poco un giovane che voglia fare la tesi sulla Fusione Fredda, si candida immediatamente a non trovare lavoro (…) e allora è tutto chiaro”.
Ma c'è di più... dovete sapere che da più mesi c'è un fisico dei LNF-INFN (ohibò, anche le sue iniziali - doppia Nemesi! - sono inverse a quelle del chimico nucleare retired di cui sopra) che mi segnala alcuni lavori del Premio Nobel Percy Bridgman (1882-1961) come fondamentali per comprendere certi meccanismi alla base delle LENR. Ed ecco che Grani, sempre citando Del Giudice, tira fuori proprio questa informazione:
“Nel 1935 apparve sulla Fisical Review un articolo scritto da un grande scienziato americano Percy Bridgman – continua Emilio Del Giudice – che poi 10 anni dopo ebbe il Premio Nobel, non per questo articolo (“Effects of High Shearing Stress Combined with High Hydrostatic Pressure”, ndr) ma per lo studio sulle alte pressioni.

Questo articolo era sconvolgente. Diceva che lui aveva provato che tutti i corpi solidi purché sottoposti a una pressione longitudinale, cioè da schiacciamento sufficiente e dopo che si era raggiunto uno sforzo di taglio, cioè il maglio… (Del Giudice imita il rumore del maglio onomatopeicamente, ndr) premeva… e poi… superata una soglia dello sforzo di taglio, il materiale si polverizzava emettendo raggi X, elettroni, in una esplosione che sembrava quasi nucleare. Ecco, e questo era universale per tutti i corpi solidi, senza eccezioni. Capirete che questo a mio parere è un articolo interessante, che meritava commenti, anche per dire ‘è sbagliato’. Sorpresa, questo articolo pubblicato nel dicembre del ’35 negli anni successivi nessuno lo cita, neanche per dire che era sbagliato, silenzio totale”. 
“Neanche lo stesso Bridgman riprese più l’argomento, riprodusse questo risultato in un libro che scrisse poi nel dopoguerra, lo riportò, ma nient’altro. Passano molti anni e si scopre che l’argomento era studiato nei laboratori militari. Quindi i laboratori militari avevano stabilito: ‘siccome noi pensiamo che da questa scoperta si possa eventualmente fare un’arma, non vogliamo che questo argomento venga ulteriormente approfondito al di fuori di noi’."
Veniamo al secondo articolo. Ci racconta come, dopo l'eliminazione fisica di Enrico Mattei (1906-1962), presidente dell'ENI, nel 1963-1964 venne il momento della neutralizzazione di Felice Ippolito, presidente del CNEN. Come Mattei era stato sul punto di introdurre l'Italia nell'esclusivo circolo delle potenze petrolifere, Ippolito stava introducendola in quello ancora più esclusivo delle potenze nucleari, exploit che i vincitori della seconda guerra mondiale non potevano certo consentire a una nazione sconfitta.
"Era il Marzo del 1964 - ricorda Grani - e i professionisti della disinformazione a base di “…è tutta una bufala, è un truffatore, non è neanche professore”, non potendo, questa volta, liquidare la questione nello stesso modo, dissero che Felice Ippolito era un “peculatore per distrazione” cioè, un “ladro di Stato”. Felice Ippolito era il segretario generale del CNEN, il Comitato per l’energia nucleare. Dal 1953 aveva guidato, in Italia, le ricerche sull’uranio e fatto costruire, con i soldi della Banca Mondiale, la prima centrale atomica al Garigliano. Non entriamo nel merito del dibattito in essere (nucleare si, nucleare no!), che non ci compete. Evochiamo, banalmente, un caso di “intelligence culturale”, d’epoca e d’autore, che “qualcuno” portò a termine e che, ancora, lascia l’Italia, “canna al vento”."
Felice Ippolito agli arresti durante il processo (1963)
Dice wikipedia che CNEN "è stato un ente per la promozione dello sviluppo dell'energia nucleare per usi civili in Italia"che "non aveva una istituzione formale e essendo privo di potere giuridico non era in grado di gestire risorse economiche. Nonostante si trovasse a svolgere i propri compiti in condizioni assolutamente non indipendenti, riuscì a portare l'Italia ad un ottimo livello di competenza nucleare su scala mondiale. Fu in questo clima che nel 1963 Felice Ippolito fu accusato di avere commesso illeciti nella gestione e condannato penalmente. La vicenda fu ed è ancora molto controversa, ma comunque segnò un duro colpo per il comitato e lo sviluppo energetico italiano."

Oreste Grani su Leo Rugens definisce lo scandalo che bruciò Ippolito un caso di “intelligence culturale”, d’epoca e d’autore, che “qualcuno” portò a termine e che, ancora, lascia l’Italia, “canna al vento”. E per meglio inquadrare il contesto della vicenda così scrive: 
...i cretini organizzati, burattini in mano a chi non voleva che l’Italia post-fascista divenisse una nazione sovrana, erano riusciti nel loro intento che era quello di affondare, in un groviglio bituminoso (come direbbero a Siena), la ricerca scientifica italiana. Tutto qui. Dopo il processo Ippolito, una cappa di piombo scese sui laboratori italiani. Gli scienziati italiani si “presero paura”. Il presidente dell’epoca del CNR, Vincenzo Caglioti, non firmò più una carta, “manco morto”. I meccanismi burocratici si incepparono del tutto. E il legittimo desiderio di una via italiana alla ricerca avanzata, si spense. Per sempre.
Questa fu una tipica azione di quella che chiamiamo “intelligence culturale”, devastante quasi come le bombe di piazza Fontana, sui treni nelle gallerie, alla stazione di Bologna, o i missili francesi nel cielo di Ustica.
Felice Ippolito (1915-1997) fu insomma usato come capro espiatorio di "giochi" che volano molto alti sulle nostre teste. Lieto fine: wikipedia ci ricorda come dopo due anni di prigione, graziato dal Presidente della Repubblica Saragat e totalmente riabilitato, Ippolito "si dedica alla promozione della cultura scientifica e tecnologica contro le manipolazioni demagogiche di poteri politici ed economici. Nel 1968 fonda e dirige la rivista Le Scienze", la versione italiana di Scientific American.
Le operazioni di "intelligence culturale" si fanno oggi come allora, beh insomma, forse un tempo si facevano con più "stile". Oggi si affidano a compiacenti penne mercenarie transalpine che - per pura grazia ricevuta - hanno un Dblog su Repubblica.it o a chimici nucleari retired con le iniziali invertite rispetto agli scienziati che infanga (C.F. vs F.C. e F.C. per esempio) e con un filo diretto con gli USA sin dai tempi del CAMEN.

A questo punto non posso che rimandarvi alla lettura integrale dei due articoli da cui ho tratto questo post:
22passi.blogspot.com: post n. 2209 (-13) 

venerdì 8 novembre 2013

Il tonfo/tanfo di Sylvie Coyaud a.k.a. Ocasapiens
(seconda parte)

12 : commenti
di Andrea Rampado

Ci sono tante cose nella vita di tutti i giorni che danno fastidio ad una capra tibetana: la paglia e fieno non te la servono mai con un po di speck affumicato e panna, mai una volta che si possa mangiare in tranquillità uno di quei lenzuoli bianchi stesi al sole ad asciugare o una di quelle magliette colorate tanto gustose. C'è sempre qualcosa che non si può fare, soprattutto quando si tratta di mangiare. Ma una cosa la capra tibetana non sopporta più di tutto e non sopporterà mai... le oche. Stanno sempre in mezzo alle zampe, altezzose, chiassose, sempre a rubarti ogni cosa che ti vedono mettere in bocca, sono veramente insopportabili. Per fortuna una volta all'anno si apre la caccia alle oche. Quest'anno è iniziata il 1 Novembre e si concluderà il 28 Febbraio dell'anno prossimo. Un'anteprima della caccia l'ho scritta qualche giorno fa. Come nelle migliori tradizioni, per poter assaporare al meglio un ottimo paté d'oca prima di tutto bisogna farla arrabbiare. Più si arrabbia e più il suo fegato s'ingrossa e il paté ne risulterà incredibilmente denso e saporito; sperando sempre che ne lascino un pezzettino anche per la povera capra. La classica e tradizionale caccia in postazione, grazie alle nuove tecniche moderne messe a disposizione dalla scienza - che fa passi da gigante - ci permette di prepararci alla posta della caccia in anteprima, facendo letteralmente incazzare le oche (e perché no, anche gli ochi) che presto passeranno per la tradizionale migrazione. Con l'uscita del primo post della serie "Il tonfo/tanfo di Sylvie Coyaud a.k.a. Ocasapiens" mai avrei immaginato un risultato così eclatante. Ben 4 post scritti da Silvye "oca sapiens" Coyaud in meno di 4 giorni, una decina di revisioni e una trentina di spam pingback in giro per i blog amici. Quasi fosse che spargendo "merde d'artiste" si possa coprire quella già sparsa in precedenza... sempre "merde d'artiste" rimane, anche se assume la forma inquietante di una montagna.

Come avevo anticipato nel post precedente (1), non mi sarei più occupato della Ralstonia Detusculanense. Ormai è appurato che esiste, anche se non è stata regolarmente registrata. È presente nelle banche dati mondiali, più volte è stata riscontrata in analisi biologiche in svariate parti del mondo e un esperto della Genebank ha risposto che "certamente esiste". Quindi, come suggeritomi da Giovanni Cesaretti, alias Barney Panofsky (2), Project Manager della Alta Space spa (3), occupiamoci di che cosa è in grado di fare questa Ralstonia Detusculanense, a che cosa serve?

Prendo a prestito per la dimostrazione e la spiegazione un po' di "merde d'artiste" sparsa in giro qui e là dai soliti noti. Riporto solo per scrupolo e correttezza (4):

Per la cronaca, Sylvie Coyaud risponde a Neutrino alias dr. Gaetano Salina (5), che sostiene il dr. Celani contro la chiusura del suo laboratorio scrivendo che è un modo "superficiale" di affrontare la questione "ricerca fusione fredda" con la "chiusura d'autorità". Tutto questo - sostiene il Salina - potrebbe offuscare la vera minaccia di tale provvedimento, creare cioè "il primo caso" in base al quale in seguito si potrebbe negare la possibilità di fare ricerca a chi svolge attività non produttive. Tutto questo - sottolinea Salina - per la scienza e il metodo scientifico, ma soprattutto per la libera scienza + come previsto anche dalla nostra costituzione (art. 38), aggiungo io - è molto più pericoloso di mille ricerche patologiche.

Sylvie, la nostra oca è in cerca di conforto. Deve scriverci un pezzo su questa faccenda e deve giustificare la probabile chiusura del laboratorio del dr. Celani con qualcosa di forte, qualcosa che faccia pensare a frodi scientifiche, a mistificazioni, a fondi pubblici sperperati. È la sua logica starnazzante, è il suo pane quotidiano: se la notizia non c'è o se c'è e non le da dà mangiare, la deve creare o pompare. Ogni tanto qualche oco pollo "amico" arriva in aiuto e trova la prova (6):

Se non avesse scritto "questi bugiardi" rivolgendosi al dr. Celani e al suo gruppo, più una decina di ricercatori dell'ENEA, e qualcun altro che al momento non menziono - c'è tempo fino al ventotto di Febbraio per far ingrossare il fegato - gli avrei fatto notare che la Ralstonia Detusculanense è citata  nel paper da lui riportato (7). Magari con una mail per non far notare a tutti che forse è il momento che si metta un paio di occhiali, o semplicemente con un sms con scritto a caratteri cubitali "CHIEDI SCUSA". Ma non l'ho fatto, ho trovato molto scorretto quello che ha scritto il 4 Settembre alle ore 2:10 pm. Scorretto perché è stato ospite qui al convegno di Galzignano (8), è stato trattato da amico, gli è stata data la possibilità di conoscere e discutere di persona con il dr. Celani (anche se lo conosceva già) e con molti altri ricercatori; di confrontarsi correttamente e di capire soprattutto qual'è lo spirito oltre che gli obbiettivi che accomunano così tanti ricercatori. Per molti sono ricercatori della Domenica, persone che devono sbarcare il lunario in qualche modo. Forse! Non tutti certamente. Anche in un cesto di castagne marce c'è ne sempre qualcuna di buona. Disponibilità, buoni propositi, pranzi e cene assieme oltre che una bellissima foto ricordo di gruppo, ormai sbiadita nei colori e nei ricordi di un momento ormai passato e forse catalogato come un fine settimana di vacanza alle terme e nulla più. Il carattere è una brutta bestia e chi più di una capra tibetana come me ne può essere esempio, ma fortunatamente con i palmipedi non vado d'accordo, anzi gli do la caccia e non mi faccio usare da loro.

A Celani ciò che è di Celani e a tutti gli altri una fragorosa pernacchia.

Biofilm formation in spent nuclear fuel pools and biore-mediation of radioactive water
Pag . 6 del paper (2005) riportato da Giancarlo


Development and characterizzazion of biofilms on stainless steel and titanium 
in spent nuclear fuel pools (9)(10)
Springer pag.439 (2007)
(10) http://www.ionizantes.ciemat.es/documentos/RevistaNuclear/269.pdf

Aggiornamento 08-11-2004 ore 16:55:
L'ing. Giancarlo De Marchis, mi risponde in merito alla poco edificante affermazione sul dr. Celani e colleghi di essere dei bugiardi. Chiede scusa a tutti, si rimprovera di essere stato superficiale e di aver avuto troppa foga nell'intervenire nel merito della questione, dice anche che si comprerà una paio di occhiali...Ci credete???
Ha scritto tutt'altro, forse perché c'è qualche timore che in sede di audizione con i Deputati e Senatori del M5S rischia non non  essere preso sul serio?
Chi disse che un bel tacere non fu mai scritto?
E invece che fa risponde e peggiora la situazione:
L'albero filogenetico in quel paper caro ing. Giancarlo De Marchis rappresenta in sequenza filogenetica i batteri ritrovati e isolati dal biofilm che si è formato sulle barre di titanio e acciaio immerse nell'acqua della piscina contaminata, più altri batteri correlati, hai ragione, come è scritto a pagina 6 del paper che hai riportato, ma come ti ho evidenziato nel secondo albero filogenetico (fig.7 pagina 439) pubblicato nel 2007 da Springher (clicca sul link punto 9), vengono indicati solo i batteri trovati e non correlati tra cui appunto la Ralstonia Detusculanense:


Quindi visto che non sapevi quali erano stati trovati e quali correlati ti ho fatto la gentilezza di riportarti il paper nel quale la sottrazione dei correlati indica chiaramente i trovati, quindi le affermazioni dei ricercatori dell'ENEA e non solo sono veritiere.
Per concludere, non stiamo difendendo delle idee, stiamo difendendo l'onorabilità di decine di ricercatori seri, se poi prendi per minacce le mie battute sulla caccia agli ochi, sei proprio arrivato alla frutta.
Ti sei un po troppo occhetizzato, ma ti abbraccio lo stesso anch'io. 

 22passi.blogspot.com: post n. 2208 (-14) 

lunedì 4 novembre 2013

Il tonfo/tanfo di Sylvie Coyaud a.k.a. Ocasapiens

172 : commenti
di Andrea Rampado
2013/11/1 Valjavec-Gratian, Majda (NIH/NLM/NCBI) 
[E] xxxxxx@ncbi.nlm.nih.gov

Dear Colleague,

1) Does Ralstonia Detusculanense really exist?
1a) If it doesn't, why other studies in different fields prove it exists?

The bacterium certainly exists.
2) What does it mean "temporary ID"?
Where, exactly, is the term "temporary ID" located? I cannot find it in any NCBI records for this organism.
3) What does it mean partial sequence?
This means that only a portion of the nucleotide sequence of the gene was determined, not the complete sequence. 
Best regards, 
Majda Valjavec-Gratian, Ph.D.
NCBI User Services
La Ralstonia Detusculanense certamente esiste.
Non lo dice Andrea Rampado, Sylvie Coyaud o l'Ing. Giancarlo De Marchis, lo dice una fonte autorevole del National Center for Biotechnology Information.

Tanto per appuntarmi una medaglia, perfino io, capra tibetana doc, sostenevo che esistesse dopo aver consultato le banche dati (1). Avevo segnalato che la sequenza pubblicata (2), anche se in modo non conforme nel rispetto delle regole internazionali imposte per questo tipo di pubblicazioni (3), era comunque corretta dal punto di vista tecnico scientifico. Infatti, come prevede la Tassonomia, per classificare una nuova specie è sufficiente determinare una sequenza parziale di 500 bp del gene 16SrRNA (4). La Tassonomia (5) fino a qualche settimana fa era un oggetto totalmente sconosciuto alla tuttologa Sylvie Coyaud (6), come lei stessa indirettamente ammette pur contestando a gran voce l'esistenza della Tusculanense, per il semplice motivo che voci autorevoli non meglio identificate dell'INFN hanno riferito all'Ing. Giancarlo De Marchis che la storia in cui è coinvolto il dr. Francesco Celani e la presunta scoperta di un nuovo ceppo batterico in grado di assimilare radionuclidi come l'Uranio, era tutta una bufala o peggio una frode (7):
"A Celani continuerei a chiedere che fine abbia fatto il suo batterio miracoloso, quello che doveva digerire i rifiuti radioattivi. Sparito da 7 anni (Daniele, perché non ci fai un post?). Gira voce che tutti i campioni esaminati ne erano privi. Sarebbe un imbroglio colossale."
Ecco, Giancarlo De Marchis, il post completo ora è stato fatto nella speranza che altre tue "curiosità" su voci non meglio identificate (ma autorevoli, visto che le riporti) non diventino ulteriore oggetto di diffamazione e denigrazione nei confronti di chi ha speso una vita intera per la ricerca o ulteriore oggetto aggiuntivo di giustificazione per il blocco di fondi o peggio per giustificare la chiusura di laboratori.

Il "non esiste" lo ha deciso Sylvie Coyaud e l'"ID provvisorio" se lo è totalmente inventato, come si evince dalla risposta dell'esperto del NCBI. Coyaud scriveva infatti (15):
"Di mio, dicevo che (bis) la tuscolana non esiste nelle banche dati; ha solo un ID provvisorio e il motivo è spiegato qui."
Il classico esempio di una voce autorevole sconosciuta che, avvalorata da una voce autorevole conosciuta, diventa vera quando riportata da una voce autorevolissima come la non-giornalista, non-laureata tuttologa Sylvie Coyaud.

Nel caso della Ralstonia Detusculanense, sono state sequenziate 1537 bp del gene 16SrRNA (2), quindi ben al di sopra del sequenziamento minimo richiesto (4) per determinare la specie di appartenenza del ceppo oggetto di studio. Ma tutto questo non basta, visto che qualche voce sconosciuta ma autorevole ha ipotizzato la frode con il fine di ottenere finanziamenti pubblici. In effetti Francesco Celani e suoi collaboratori potrebbero avere inventato tutta la sequenza di 1537 bp del gene 16SrRNA. Infatti più volte la Sylvie Coyaud ha sostenuto, e continua a sostenere, che non esiste (7), grazie soprattutto ai mille e più scienziati autorevoli che la consigliano e la sostengono (17). Se così fosse, se fosse stata inventata, com'è possibile che la sequenza di 1537 bp del gene 16srRNA è stata individuata e pubblicata in diverse analisi di campioni biologici provenienti sia da ricerche su ceppi patogeni umani sia da ricerche su ceppi presenti nell'acqua della Stazione Spaziale (8)? Non è possibile. Quindi esiste, come giustamente mi ha risposto l'esperto del National Center for Biotechnology Information, anche se la prima pubblicazione, quella del dr. Celani, non risulta essere una pubblicazione valida per problemi di forma e non di contenuti. Quindi le voci anonime ma autorevoli dell'INFN sono infondate. Chi ha dato autorevolezza a queste voci ha sbagliato e chi utilizza mezzi d'informazione autorevoli per dare spazio a queste voci riportate come veritiere, alludendo di fatto ad una possibile frode scientifica (le chiamano bufale per non compromettersi troppo), è totalmente in malafede. Lo dimostra il fatto che una stupida capra tibetana come il sottoscritto, con poca fatica e con una grande volontà di conoscere la verità, è riuscito a smentire e scoprire che gli innumerevoli post/articoli scritti da Sylvie Coyaud a questo proposito sono tutti falsi (9,10,11,12,13,14,15,16).

Aggiornamento del 04-11-2013 ore 14:45:
Quiz dell'InSapiens (18):
Volgarità a parte, a quale specie di batterio – dal nome “non registrato”  dal 2002 – appartiene (CI 99,99%) la sequenza parziale del gene 16S rRNA depositata da Francesco Celani et al. ?
Con un corso accelerato di utilizzo dei database dell'NCBI il programma BLASTN 2.2.28+ confronta le sequenze nucleotide. La sequenza che più si avvicina alla sequenza del gene 16srRNA della Ralstonia Detusculnanense è la sequenza della Ralstonia pickettii strain ATCC 27511. Differisce di uno 0,01% con 1491 bp sequenziate contro le 1539 bp sequenziate della Ralstonia Detusculanense.
La Ralstonia pickettii strain ATCC 27511 è stata registrata nel 2004 (19):
Submitted (02-SEP-2004) Science Information Systems,
American Type Culture Collection, 10801 University 
Boulevard Manassas, VA 20110,USA 
La Ralstonia Detusculanense è stata sequenziata nel 2000 (2)
Submitted (20-JUN-2000) Laboratori Nazionali di 
Frascati,INFN - ENEA, Via Enrico Fermi 44, Frascati, 
Roma 00044, Italy
Quindi ringraziamo l'Insapiens Sylvie Coyaud per aver confermato ulteriormente che la Ralstonia Detusculanense  esiste come confermato dall'esperto della NCBI e  probabilmente confermato anche da un'ulteriore sequenziamento 4 anni più tardi. Una voce autorevole in più non fa mai male.
Trucco e barbatrucco, ma guarda un po!!
(1) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/nuccore/?term=ralstonia%20detusculanense
(17) https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dHZ4X1gzVHFOVGlQU0JmSHdCLXo3M1E6MQ
(18) http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2013/11/04/r-detusculanense-quiz/
(19)http://www.ncbi.nlm.nih.gov/nucleotide/343202726?report=genbank&log$=nucltop&blast_rank=1&RID=7F7BZSWN015

Aggiornamento
5 revisioni e due post in meno di 18 ore,  ha fatto male questa botta eh?
 Dopo 2 giorni come avevo previsto:
7 revisioni e tre post in meno di 48 ore e una trentina di spam in almeno 8 blog, il record nel fanghificio con 3 pingback in 3 minuti:
Che cosa non si fa pur di avere ragione...

Nell'attesa delle repliche della replica di Celani del brevetto di Arata del caricamento di idrogeno nel palladio, inserisco LA PROVA del raggiungimento e superamento dei 40 bar a CELLA APERTA.
Replica di Celani brevetto Arata, 43 bar...
 22passi.blogspot.com: post n. 2207 (-15) 
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