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Tra i 22 spassi del post di Capodanno quali mi sono piaciuti di più?

giovedì 31 ottobre 2013

Informazione utile a tutti gli sperimentatori LENR

21 : commenti
La settimana scorsa l'ingegner Ugo Abundo, a nome di tutto il gruppo di ricerca di cui fa parte, mi ha informato dell'avvenuta realizzazione di "uno schermo antiradiazioni composito per il reattore Hydrobetatron, al fine di intercettare non solo raggi alfa, beta, x e gamma, ma anche eventuali flussi neutronici, grazie ad uno strato contenente boro, atto a convertire questi ultimi in radiazioni secondarie bloccabili dalla lastra cilindrica di piombo. Tale armatura, costruita in doppia valva, risulta quindi facilmente apribile e maneggiabile, e costituisce un improvement alle condizioni di sicurezza d'esercizio, miglioria assolutamente necessaria in vista delle prove pulsate."


Anche a nome dei lettori del blog, auguro buon lavoro agli sviluppatori e sperimentatori dell'Hydrobetatron e anche degli altri reattori LENR in circolazione... che cominciano a essere davvero tanti, in tutto il mondo e in Italia in particolare!

22passi.blogspot.com: post n. 2204 (-18) 

martedì 29 ottobre 2013

Le cause meccaniche della cosiddetta fusione fredda: Infragilimento da idrogeno, microfessurazione e reazioni di fissione piezonucleare agli elettrodi

39 : commenti
Alberto Carpinteri
Mi è pervenuta via email, poche ore fa, l'ultima versione di un articolo scientifico firmato dal gruppo di ricerca del PoliTO guidato dal Prof. Carpinteri, derivato dal lavoro presentato in Inglese all'ICCF-18 - pubblicato col titolo Mechanical Conjectures Explaining Cold Nuclear Fusion - ora tradotto e disponibile gratuitamente per tutti i lettori di lingua italiana

Sottolineo che trattasi di un lavoro di grande importanza, che merita ampia diffusione in quella parte sana e galileiana di comunità scientifica che non chiude gli occhi di fronte a nuove ipotesi, nuovi modelli, nuove teorie e nuove applicazioni tecnologiche, quando hanno il supporto di sempre più numerose evidenze sperimentali.


Le cause meccaniche della cosiddetta fusione fredda:
Infragilimento da idrogeno, microfessurazione e reazioni di 
fissione piezonucleare agli elettrodi

A. Carpinteri1, O. Borla1, A. Goi,
A. Manuello1, D. Veneziano1

1Politecnico di Torino, Department of Structural, Geotechnical and Building Engineering, Corso Duca degli Abruzzi 24 – 10129 Torino, Italy

ABSTRACT  Recentemente sono state osservate numerose evidenze di reazioni nucleari anomale durante esperimenti di frattura fragile nei solidi e cavitazione nei liquidi. In questo lavoro le reazioni piezonucleri di fissione vengono considerate al fine di fornire una spiegazione dei fenomeni riconducibili alla cosiddetta fusione nucleare fredda. Nonostante la grande quantità di risultati sperimentali provenienti dalla ricerca sulla fusione nucleare fredda sulle reazioni nucleari a bassa energia (Low Energy Nuclear Reactions)la comprensione di questi fenomeni risulta ancora oggi incompletaD'altra partecome riportato nella maggior parte degli articoli dedicati alla fusione nucleare freddala comparsa di microfratture sulla superficie degli elettrodi utilizzati negli esperimenti è una delle osservazioni più ricorrentiNel presente lavoro viene proposta una spiegazione di tipo meccanico che prende in considerazione un nuovo tipo di reazioni nuclearile fissioni piezonucleari, causate in sostanza dall’infragilimento da idrogeno che avviene agli elettrodiNel corso della campagna di sperimentazione che verrà descritta, sono stati riprodotti fenomeni elettrolitici mediante l’uso di due elettrodi: un anodo realizzato in Ni-Fe ed un catodo in Co-Crimmersi in una soluzione di acqua e carbonato di potassio. Durante tali esperimenti, sono state rivelate emissioni di neutroni e di particelle alfaInoltre, la composizione degli elettrodi è stata analizzata prima e dopo gli esperimenticonsentendo di individuare effetti riconducibili a fissioni piezonucleari avvenute negli elettrodi. Il fenomeno primario appare essere quello di fissione simmetrica del Ni  in due atomi di Si ovvero in due atomi di Mg. Ulteriori frammenti sono poi costituiti da particelle alfa.

Parole chiave: Fusione nucleare freddafissioni piezonucleariinfragilimento da idrogenoelettrolisi.

- nuova revisione -

22passi.blogspot.com: post n. 2203 (-19) 

A chi serve il brevetto nel cassetto

5 : commenti
Segnalo un articolo su quei brevetti "strategici" e "dormienti" che restano anni e anni nei cassetti, pubblicato il 21 ottobre 2013 sul sito della Bocconi da Alfonso Gambardella, ordinario di economia e gestione delle imprese presso la Scuola di PhD della suddetta Università. Ahimè, anche i brevetti in ambito LENR sembrano rientrare molto bene nelle situazioni descritte: il grande Olimpo delle energie non ha interesse a introdurre tecnologie nuove che possano ridurre i suoi margini di profitto. Speriamo che la tecnologia E-Cat di Andrea Rossi possa comunque uscire presto da questo "limbo" o che qualche novello "Prometeo" dell'Open Science osi rubare il new fire della cold fusion per portarlo  a tutta  l'umanità.

***
A chi serve il brevetto nel cassetto

Quasi metà delle invenzioni registrate non vedono la luce. Per legare le mani ai rivali o per far contenti gli scienziati

Negli ultimi anni è aumentato il numero di brevetti. Se, da un lato, ciò segnala un aumento delle innovazioni, dall’altro lato, sono aumentati i brevetti non utilizzati. Uno Staff working document (Swd) della Commissione europea (Towards enhanced patent valorisation for growth and jobs, Swd 458, 21.12.12) stima che la percentuale di brevetti non utilizzati vari dal 10% al 40-50%. Alcuni di questi brevetti svolgono una funzione strategica: le imprese brevettano per impedire ad altri di usare l’invenzione e di entrare in concorrenza con i propri prodotti. Altri sono invece brevetti “dormienti”, ovvero non utilizzati né per ragioni commerciali, né strategiche. Sono idee o invenzioni che l’impresa brevetta per motivare i propri inventori; o perché ritengono di poterle utilizzare in futuro; o perché hanno una divisione interna preposta alla brevettazione che si preoccupa di brevettare le idee prima di capire se verranno utilizzate; o infine sono brevetti che l’impresa non usa perché ha altre invenzioni che servono meglio il mercato. I brevetti “strategici” sono un fenomeno socialmente indesiderabile perché limitano la concorrenza. I brevetti “dormienti” sono un serbatoio di invenzioni non utilizzate.

Una nostra ricerca presso il Crios Bocconi (Center for research on innovation, organization and strategy), basata su una survey di alcune migliaia di inventori europei (InnoSt), mostra che le imprese con oltre 250 o 500 addetti non usano quasi la metà dei loro brevetti, mentre per le imprese con meno di 250 addetti questa percentuale scende al 30% circa. Inoltre, la nostra ricerca trova che metà dei brevetti inutilizzati sono strategici e l’altra metà sono dormienti. Le grandi imprese, che hanno volumi maggiori di brevetti delle piccole-medie imprese, sono perciò la fonte più importante di brevetti non utilizzati e potenzialmente utilizzabili. 

Il mancato uso dei brevetti è un fenomeno fisiologico. Innovare significa sperimentare, e perciò alcune invenzioni possono dimostrarsi di scarso interesse commerciale. Un tasso di utilizzo dei brevetti del 100% sarebbe velleitario e probabilmente deleterio perché vuol dire che non si sperimenta abbastanza.

Inoltre, ci sono altri aspetti fisiologici. Le grandi imprese hanno diversi prodotti ed è più probabile che un’innovazione cannibalizzi altri prodotti dell’impresa. Dunque, una pmi che produce un’innovazione ha maggiori incentivi a metterla sul mercato. Inoltre, le grandi imprese hanno quote maggiori di mercato e dunque rischiano di più a licenziare le proprie tecnologie, anche quelle inutilizzate, perché hanno più da temere dal fatto di creare concorrenti potenziali nel mercato dei prodotti.

Il documento della Commissione europea suggerisce che una soluzione per aumentare il tasso di utilizzo dei brevetti è di promuovere mercati della tecnologia dove i brevetti possano essere comprati e venduti. Questi mercati oggi esistono e in effetti gli scambi di tecnologia sono aumentati. Tuttavia, l’offerta di tecnologie viene soprattutto da imprese di piccola e media dimensione. Le grandi imprese sono organizzazioni ancora molto incentrate sulla produzione e la vendita dei prodotti. Alcune di queste aziende hanno capito il potenziale di ritorni economici legati alla vendita delle tecnologie. Finché però questi nuovi modelli strategici non cominciano a permeare un numero maggiore di grandi imprese, i mercati della tecnologia rimarranno di nicchia e il tasso d’uso dei brevetti rimarrà limitato. Anche così rinunciamo probabilmente a un pezzo di crescita.

Alfonso Gambardella

Fonte: http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=12739

22passi.blogspot.com: post n. 2202 (-20) 

sabato 26 ottobre 2013

Che ne è degli scoop del ventennio? Tutti metteranno tutto sotto il tappeto e parleranno solo di funghi e tagliatelle?

134 : commenti
autore Andrea rampado
Ieri sera come avevo anticipato, sono andato a festeggiare con bigoi all'anatra (purtroppo l'oca non è buona per il ragù) e vino nuovo, 80% Raboso 20% Merlot, tutto rigorosamente dei colli Euganei.
Per l'occasione ho scelto un posto diverso dai soliti frequentati. Da circa tre mesi infatti io, Anja  e qualche amica ci stiamo dedicando alla compilazione di una specie di Guida Michelin dei colli Euganei. I bigoi erano deliziosi e in veste decisamente inusuale, fatti a mano rigorosamente con torchio in rame. Verdi per l'aggiunta di spinaci, cotti al dente e conditi con una originalissima ricetta - pur mantenendo il rigore del ragù d'anatra in bianco - con un po di pomodoro fresco nella spadellata finale che aggiungeva un tocco di dolcezza ulteriore e, cosa da evidenziare, un tocco di nazionalismo (verde-bianco-rosso) che di questi tempi è sempre più raro, soprattutto in Italia. Lo scoop del ventennio, titolo che ho preso in prestito dal solito troll, non è il fatto che Ocasapiens ha finalmente ammesso che la Ralstonia Detusculanense esiste (con buona pace di Giancarlo De Marchis) anche se probabilmente uccide i bambini e quindi non è buona per fare il brodo. Con buona probabilità lo scoop potrebbe essere un uovo. Si, proprio un uovo o meglio una pietra all'interno di una roccia che ha la forma perfetta di un uovo, messa in bella vista all'ingresso del ristorante nel quale ci siamo recati per festeggiare.
Un uovo enorme che inevitabilmente porta a pensare ai dinosauri estinti più di 60 milioni di anni fa. Circa 30 anni fa il titolare e cuoco del ristorante, appassionato boscaiolo, mentre stava ripulendo con l'aiuto di un trattore una vecchia castagnara, scopri un masso enorme che decise di spostare. L'operazione non fu facile viste le dimensioni e questo causò la rottura accidentale del masso. La rottura in due parti quasi uguali mise in evidenza un contenuto insolito; un altro sasso dalla forma perfetta, molto brillante a causa dei minuscoli grani di quarzo che all'epoca ancora ricoprivano tutta la parte messa in evidenza dalla rottura del masso. Si tratta forse dell'uovo preistorico più grande mai trovato al mondo o una strana conformazione naturale? Il titolare non lo sa, dice che nessun specialista lo ha mai analizzato - non ci ha mai pensato - per lui è semplicemente un sasso dalla forma curiosa. Molte persone negli anni gli hanno chiesto di poterlo comprare, anche persone importanti dello spettacolo e della politica che sono capitati li a pranzo o a cena. Lui risponde sempre che chi si comprerà il locale, il giorno che andrà in pensione, avrà anche il sasso.. O forse l'uovo preistorico aggiungo io.

martedì 22 ottobre 2013

A chi credere?

171 : commenti
Screenshot di pochi minuti fa.
Come abbiamo visto pochi giorni fa, secondo un paper della NASA un batterio con "percent similarities of 16s rDNA sequences >99,9%" alla Ralstonia detusculanense è stato identificato nell'acqua sulla ISS... mica una Ralstonia qualsiasi, proprio quella scoperta da Francesco Celani (Laboratori Nazionali di Frascati - INFN) nell'acqua pesante proveniente da reattori nucleari tipo CANDU.

Come abbiamo visto controbattere poche ore dopo, secondo il blog Ocasapiens "nei database la R. detusculanense non esiste", o forse "magari la R. detusculanense esiste, ma finché non si sa in quale genere metterla, anche temporaneamente, nei database non entra", pertanto trattasi senz'altro di una "bufala".

A chi credere?

In casi come questo, un'immagine vale più di 1000 parole.


22passi.blogspot.com: post n. 2200 (-22) 

domenica 20 ottobre 2013

La riscossa della Ralstonia detusculanense

62 : commenti
Microfoto della Ralstonia (fonte: US Department of Energy)
Chi bazzica i siti – come questo – che spesso si occupano senza pregiudizi di Cold Fusion, Fusione Fredda o LENR che dir si voglia, sa che sin dal 1999 il gruppo di ricerca capeggiato da Francesco Celani identificò un nuovo batterio nell'acqua pesante* utilizzata negli esperimenti elettrolitici con Palladio-Platino eseguiti presso l'ormai celeberrimo lab. n. 25 dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN.
L'acqua pesante proveniva dai reattori nucleari canadesi di potenza CANDU (ad acqua pesante e Uranio naturale, cioè non arricchito).

Il batterio in questione è ormai noto a tutti come NCBI Ralstonia detusculanense (NCBI è la sigla del National Center for Biology Information) ed è registrato con codice internazionale AF280433

Pochi però sanno che tale batterio è stato trovato in vari altri siti, per esempio nell'acqua potabile della ISS (International Space Station). Vedasi per es. la Tab. 2 “Microbial diversity associated with the International Space Station drinking water” di un paper NASA del 2003, intitolato “Characterization and Monitoring of Microbes in the International Space Station Drinking Water".

La Ralstonia detusculanense è stata rintracciata perfino nell'uomo, nell'uretra: vedasi la Tab. 4 “Sequencing results of RFLP clones only present in patients’ t = 0 samples or randomly selected from t = 0 samples of controls” dell'articolo Microbial Population Diversity in the Urethras of Healthy Males and Males Suffering from Nonchlamydial, Nongonococcal Urethritis pubblicato nel 2003 sul Journal of Clinical Microbiology.

I due lavori sopra linkati (disponibili da 10 anni!) comprovano di fatto la non pericolosità ambientale della Ralstonia detusculanense per l'uomo. Via libera dunque ai possibili utilizzi in campo aperto e a scopi di pace (spesso ipotizzati da Celani nel corso delle sue conferenze) della Ralstonia detusculanense: vuoi il bio-accumulo del cosiddetto Uranio impoverito o depleto (traduzione gergale del termine inglese depleted uranium) disseminato nei teatri bellici (come Kossovo e Irak), vuoi la bonifica di aree contaminate quali Chernobyl e Fukushima. Per saperne di più vi rinvio all'articolo "Utilizzo della Ralstonia detusculanense" pubblicato nel 2009 su Energia, Ambiente e Innovazione, la rivista dell'ENEA.

A questo punto è evidente che le recenti "polemiche" - atteniamoci all'eufemismo! – riguardo la scoperta della Ralstonia detusculanense, scatenate sia su Oggi Scienza e sul blog Ocasapiens dalla “giornalista” Silvie Coyaud, sia sul blog Fusionefredda dal chimico Camillo Franchini, ex supervisore dell'unico reattore nucleare militare che sia mai stato attivo sul suolo italiano (quello del CAMEN, vicino a Pisa), sono –  a dir poco – pretestuose; anzi, probabilmente nascondano ben determinati interessi economici (diretti e/o indiretti) per l'utilizzo di altri analoghi tipi di batteri di proprietà non italiana (ad esempio la Ralstonia metallidurans, di proprietà, anche economica, USA). 

Meditate gente, meditate...

P.S. Alle ore 17:01 del 20 ottobre 2013 MISTERO ha detto...

Bravo Daniele, io aggiungerei anche uno screenshot della terzultima pagina del pdf che hai linkato  quello della stazione spaziale ISS  dove risulta chiara la corrispondenza della sequenza ribosomiale 16rRNA della banca dati con il 16rRNA estratto dai batteri presenti nell'acqua della stazione spaziale.

Aggiungerei anche il link al dipartimento di microbiologia dell'università delle Hawaii, visto che lo hanno trovato anche loro: 

Il batterio è stato trovato nel 1991 (prima della riscoperta di Celani) anche in Giappone e più precisamente a Nagasaki in terreni contenenti ancora tracce di plutonio a seguito dell'esplosione della seconda bomba atomica: 
Questo l'ho scoperto per puro caso investigando sulle possibili soluzioni a Fukushima: ho approfondito con gli autori e la grande sorpresa è stato il sequenziamento 16rRNA che mi hanno inviato. Sapevano della Ralstonia Detusculanense di Celani e hanno aggiunto che l'impedimento al suo utilizzo è legato ad interessi miliardari che puntano a utilizzare soluzioni tradizionali e molto costose. Anche in Giappone si combatte per queste cose purtroppo... (continua nella sezione commenti del post)

22passi.blogspot.com: post n. 2199 (-23) 

mercoledì 16 ottobre 2013

Un tuffo dentro Coherence 2013/3

69 : commenti
Si è tenuta oggi a Roma, presso il CIRPS della Sapienza, la terza conferenza Coherence del 2013.

Non posso raccontarvela in prima persona, perché impegni professionali e familiari mi hanno impedito di allontanarmi da Perugia. Ma grazie al resoconto (vedi parti virgolettate nel testo che segue) e ai materiali inviati da Vincenzo Valenzi, infaticabile organizzatore di queste giornate dedicate alla scienza di frontiera, posso fornire un riepilogo degli interventi della giornata e soprattutto rendere disponibili a tutti le slide di molti dei relatori presenti. 

Dopo l'apertura dei lavori affidata a Massimo Scalia, "alle 10 in punto si è entrati nel vivo con l'intervento di Cristos Stremmenos che ha raccontato gli ultimi venti anni di Fusione Fredda bolognese sotto la guida del vecchio preside della Facoltà di Scienze Sergio Focardi, fino alla transizione dai Watt ai Kilowatt realizzata dal duo Rossi-Focardi in Via dell'Elettricista... transizione anche dalla libertà scientifica a quella degli NDA e dei segreti, che indubbiamente sta rallentando la corsa alla maturità scientifica e tecnologica di questa filiera della Fusione Fredda/LENR".
Ma non disperiamo, perché nello stesso tempo "inediti e formidabili contributi vengono da settori vicini, come quello del Gruppo torinese del Politecnico di Alberto Carpinteri che ha chiarito in modo inequivocabile la fondatezza dei suoi lavori sul Piezonucleare nella letteratura, nel laboratorio e nella teoria":
L'interesse per le teorie di Carpinteri è stato ribadito da Yogendra Srivastava in un'altra illuminante relazione che ha messo in crisi i pregiudizi dei mille che, dopo aver firmato quasi un anno la petizione contro il piezonucleare, oggi si devono confrontare "con articoli ben pubblicati ed esperimenti ben fatti e "magari cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa al Politecnico di Torino impunemente trascinato nella polvere della cosiddetta pseudoscienza".

Ubaldo Mastromatteo, fisico titolare di una cinquantina di brevetti con STMicroelectronics, tra cui uno recentissimo nel campo della Fusione Fredda/LENR ha ricordato i lavori di Don Borghi, condotti in Italia e Brasile più di cinquant'anni fa, lavori che possono essere considerati pionieristici per la Fusione Fredda. Mastromatteo ha esposto le repliche degli esperimenti di Don Borghi che lui stesso ha realizzato negli ultimi anni a Milano, con i risultati ottenuti e le ipotesi teoriche che ne derivano. Molto interessante:

Dopo la pausa pranzo il convegno è ripreso alle 15.00 con Francesco Celani che "ha raccontato come provando e riprovando, tra una errore e l'altro", sia riuscito a consolidare i risultati sperimentali ottenuti con la costantana, risultati replicati dal MFMP in pieno spirito Open Source, quello spirito che auspica "l'avanzamento rapido delle applicazioni nell'interesse del mondo intero e non solo di qualche futuro miliardario alla Bill Gates".
Restando nel filone LENR Open Source, il Gruppo dell'IIS Pirelli di Roma guidato da Ugo Abundo ha quindi presentato lo stato dell'arte della sua nuova campagna sperimentale sulle LENR:
La seconda sessione, iniziata alle 16.00, si è aperta ricordando l'opera dell'Ing. Mauro Botarelli, pioniere italiano della moderna diagnostica e della terapia elettroquantistica. 

Emilia Costa ha ripercorso il filo che, da Mesmer a Freud e da Jung a Reich, ci ha portato ai nostri giorni a nuove e "moderne tecnologie che andranno validate in ampi studi controllati per integrarsi nel patrimonio diagnostico e terapeutico moderno":

Il fisico Odoardo Maria Calamai ha presentato lo stato dell'arte tecnologico a cui aveva lavorato l'ingegnere recentemente scomparso:
Massimo Sperini e Massimo Scalia hanno presentato il loro lavoro sulla "comprensione del sistema elettrico corporeo che viaggia sui meridiani e pare ben collegato con le funzioni interne come ci ha insegnato oltre 50 anni fa il grande medico ed elettronico tedesco Reinhold Voll con la sua macchina EAV":
Francesca Pulcini e Massimo Scalia hanno presentato un rapido excursus sulle meteoropatie e sulla ionizzazione dell'aria:
Gualtiero Valeri "ha fatto il punto sugli stati dell'acqua scoperti da Piccardi, Benveniste e dai Russi che oggi sono all'attenzione anche del CNR bolognese che ha confermato i due stati fondamentali dell'acqua, uno ordinato e uno disordinato, scoperti nel secolo scorso da Piccardi":
Sono inoltre intervenuti:
  • Giorgio Fabbretti, giornalista e filosofo, su problemi di filosofia della scienza e ruolo del tempo
  • Alessandro Ciammaichella sul rapporto tra variazioni climatiche e eventi vascolari acuti (infarti e ictus).
  • Luciano Davini, presidente dell'Istituto Universitario di Ricerca Santa Rita, su nuove opzioni terapeutiche in via di forte sviluppo (ipertermia nel trattamento dei tumori)
  • Franco Dario Labate, internista e cardiologo che lavora da anni all'uso intensivo di nuovi protocolli terapeutici per patologie difficili (aritmie, placche aterosclerotiche, retinite pigmentosa ecc.)
  • e molti altri ancora!
I lavori si sono chiusi alle 19.30.

Su Villaggio Globale potrete trovare il resoconto integrale scritto da Vincenzo Valenzi che qui ho sintetizzato: Venti nuovi sulla scienza di frontiera.

P.S. Sabato scorso sono riuscito a fare un salto a Terni per il convegno ivi organizzato dal fisico e blogger Claudio Pace. Mastromatteo aveva appena concluso la sua relazione, ma ho fatto in tempo ad ascoltare almeno quelle di Celani e Srivastava (tutte e tre replicate oggi a Roma e le cui slides sono allegate a questo post). A Terni ho colto una sensazione molto netta e rincuorante, che immagino circolasse anche al convegno di oggi a Roma: gli stessi scienziati che fino a un paio di anni fa si sentivano emarginati e stigmatizzati per il solo fatto di occuparsi di Cold Fusion (destino toccato persino a un premio Nobel del calibro di Julian Schwinger) oggi cominciano finalmente a rialzare la testa forti della replicabilità crescente della fenomenologia da loro studiata, tanto sfuggente fino a ieri quanto foriera di epocali rivoluzioni ormai alle porte. Avanti così.

22passi.blogspot.com: post n. 2198 (-24) 

lunedì 14 ottobre 2013

Zichichi e World Lab: cosa è successo?

33 : commenti
Mentre i negazionisti delle LENR continuano a ritrovarsi nei loro blog trastullandosi a inventare scandali inesistenti, lasciamo che a occuparsi di scandali veri ci pensi chi il giornalismo d'inchiesta sa farlo sul serio.

Non perdetevi dunque la puntata di Report di stasera, alle ore 21:05 (in TV su RAI 3 o in web streaming qui) durante la quale "si parlerà anche di Antonino Zichichi, noto fisico e divulgatore scientifico. È meno noto che Zichichi fosse anche presidente di una organizzazione scientifica con sede in Svizzera [World Laboratory] e che, dal 1986 al 1994, ha beneficiato di un notevole contributo per progetti nei paesi in via di sviluppo. Un "cold case" che ha svelato uno spreco e un'alleanza tra Zichichi, il suo sponsor politico Andreotti e i funzionari del ministero". (fonte: ilsussidiario.net)

Che roba! E dire che nel frattempo all'INFN ci si preoccupa di chiudere il laboratorio di Francesco Celani...

22passi.blogspot.com: post n. 2197 (-25)

martedì 8 ottobre 2013

Dall'Enciclica Lumen Fidei” di Papa Francesco, un'armoniosa visione "filosofale" coincidente con quella di noi “believers FF” riguardo Scienza e Ricerca.

183 : commenti
di Salvatore Boi

Enciclica “LUMEN FIDEI” (scritta a quattro mani dal Papa Francesco e dal Papa Benemerito Benedetto XVI) pubblicata il 29-6-2013 - Capitolo Secondo (di quattro) intitolato “Se non crederete, non comprenderete”, punto 34.
“34. La luce dell'amore, propria della fede, può illuminare gli interrogativi del nostro tempo sulla verità. La verità oggi è ridotta spesso ad autenticità soggettiva del singolo, valida solo per la vita individuale. Una verità comune ci fa paura, perché la identifichiamo con l'imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell'amore, se è la verità che si schiude nell'incontro personale con l'altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura del singolo e può fare parte del bene comune. Essendo la verità di un amore, non è verità che s'imponga con la violenza, non è verità che schiaccia il singolo. Nascendo dall'amore può arrivare al cuore, al centro personale di ogni uomo. Risulta chiaro così che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l'altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall'irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti. 
D'altra parte, la luce della fede, in quanto unita alla verità dell'amore, non è aliena al mondo materiale, perché l'amore si vive sempre in corpo e anima; la luce della fede è luce incarnata, che procede dalla vita luminosa di Gesù. Essa illumina anche la materia, confida nel suo ordine, conosce che in essa si apre un cammino di armonia e di comprensione sempre più ampio. Lo sguardo della scienza riceve così un beneficio dalla fede: questa invita lo scienziato a rimanere aperto alla realtà, in tutta la sua ricchezza inesauribile. La fede risveglia il senso critico, in quanto impedisce alla ricerca di essere soddisfatta nelle sue formule e la aiuta a capire che la natura è sempre più grande. Invitando alla meraviglia davanti al mistero del creato, la fede allarga gli orizzonti della ragione per illuminare meglio il mondo che si schiude agli studi della scienza.
Post dedicato a Francesco Celani, Emilio del Giudice, Ugo Abundo, Andrea Rossi, Daniele Passerini e a tutti gli altri che si prodigano per far emergere la verità: al tempo di Galielo Galilei la scienza veniva ostacolata dalla chiesa dell'epoca, oggi la situazione sembra essere del tutto ribaltata.

Salvatore Boi

venerdì 4 ottobre 2013

Al Parlamento si perora la causa di Celani

113 : commenti
SENATO - Legislatura 17 - Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00406

Pubblicato il 3 ottobre 2013, nella seduta n. 118

GIROTTO, SERRA, BOCCHINO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

da circa 25 anni si conducono esperimenti con la cella elettrolitica di Fleischmann e Pons o con reattori basati su metalli di transizione (ad esempio in Italia il reattore al titanio-deuterio di Scaramuzzi, il reattore al nichel-idrogeno di Piantelli-Focardi; il reattore al costantana, lega nichel-rame, di Celani) nei quali è stata rilevata una produzione di eccesso di calore con densità di potenza elevatissime, superiori per ordini di grandezza a quelle delle ordinarie reazioni chimiche, esplosive incluse, quindi di grande potenzialità per le applicazioni energetiche;

l'elevata densità di potenza faceva annunciare, ai primi scopritori, di aver identificato ciò che avveniva nella cella: reazioni di fusione a temperatura ambiente, la "fusione fredda" (FF). Si tratta di un'affermazione in totale contrasto con le conoscenze acquisite e condivise nel mondo scientifico: l'American Physical Society (nel suo congresso di Baltimora del 1° maggio 1989), dopo solo venti giorni dalla pubblicazione dell'articolo di Fleischmann, Pons e Hawkins sul Journal of electroanalytical chemistry, dichiarava la scoperta di Fleischman e Pons una mera pretesa e, nel giro di due anni, la "fusione fredda" veniva bollata come "scienza patologica" dal mondo accademico;

alla condanna aveva attivamente contribuito il mondo accademico stesso e con la reiezione da parte delle riviste scientifiche degli articoli sulla FF, come lamentava già nel 1990 il premio Nobel Julian Schwinger, e al Massachussets institute of technology (MIT) con attive campagne di denigrazione e falsificazione dei dati a favore della "fusione calda", come testimoniò in un suo libro del 1991 Eugene Mallove, caporedattore scientifico al MIT;

a parere degli interroganti l'ostilità nei confronti della FF, oltre che per la sua inspiegabilità nell'ambito delle teorie condivise, è perdurata negli anni principalmente per i seguenti motivi: le difficoltà nella riproducibilità degli esperimenti; la consolidata tendenza nel mondo della fisica a voler legittimare ciò che si debba ritenere scienza, atteggiamento indubitabilmente pre-galileiano ma funzionale, e con successo, ad orientare cospicui investimenti pubblici sui canali designati (un solo esempio tra i tanti: risulta agli interroganti che ammonta ad oltre 7 miliardi di euro il costo dell'esperimento sul bosone di Higgs); una tendenza dei militari a velare gli esperimenti di FF con la segretezza per motivi connessi all'innovazione nelle armi nucleari (ad esempio, compare solo nel 2002 il rapporto della U.S. Navy sugli esperimenti condotti nei loro laboratori nel periodo 1989-2002, quasi tutti con produzione di rilevanti "anomalie" termiche e di elio);

considerato che:

Non dimenticativi la memoria dell’acqua!

16 : commenti
Mi riaffaccio giusto un attimo per rimandarvi al blog del bravo Claudio Pace (se siete curiosi di quel che sta succedendo ad Assisi) e - di palo in frasca - segnalarvi alcune duplicazioni interessanti che hanno catturato la mia attenzione...

1 Sabato prossimo, 5 ottobre 2013, si terrà a Forte di Bard in Val d'Aosta il convegno (i posti sono già esauriti) Aqua. Scienza, filosofia e poesia a confronto, organizzato da Nexus edizioni, che vedrà la partecipazione di relatori quali:
2 Il weekend seguente, sabato 12 e domenica 13 ottobre 2013, si terrà a Cerro al Volturno (IS) il workshop a numero chiuso (45 posti) Acque, Linguaggi, Henologia, organizzato all'interno del ciclo di eventi Le connessioni inattese (VII edizione) dall'Associazione Altanur, anch'esso con un interessante dispiegamento di relatori:
  • Roberto Germano, PROMETE Srl (CNR Spin off)
  • Vittorio Elia, docente di elettrochimica e ricercatore – Università Federico II di Napoli
  • Alberto Tedeschi, ricercatore
  • Antonella De Ninno, ricercatrice – ENEA Frascati
  • Carlo Melodia, medico chirurgo e biologo, omeopata
  • Emilo Del Giudice, fisico teorico – INFN Milano
  • Giuseppe Vitiello, docente di fisica teorica – Università di Salerno
  • Margherita Tosi, psicologa e terapista bioenergetica IIBA
  • Giuseppe Germano, docente di letteratura latina medievale e umanistica – Università Federico II Napoli
  • Vera Tummillo, medico chirurgo ed esperto in medicine complementari
  • Monica Zunica, scrittrice
  • Monica Fiocco, psicopedagogista, formatrice e counselor ad approccio integrato
  • Filippo D'Eliso, compositore, docente del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli
  • Maria Cristina Piras, medico-terapeuta, ricercatrice, scrittrice
Le menti olistiche e aperte, vedono tutto ciò come segno di una crescente convergenza, da parte di ricercatori indipendenti ed accademici, nel dare peso e riconoscimento a quell'insieme di conoscenze, sempre più corpose, per le quali ormai si usa un po' riduttivamente il termine passe-partout "memoria dell'acqua“, filone di studio "eretico" con protagonisti scienziati del calibro di Giuliano Preparata (1942-2000), Jacques Benveniste (1935-2004), il Nobel Luc Montagnier ecc. (wikipedia ovviamente ne ridimensiona il valore, sposando il giudizio critico dell'ortodossia accademica).

Le menti critiche e chiuse, fanno ironia su tutto ciò e lo riconducono a un business di nicchia (il convegno del 5 ottobre e il workshop del 14-15 costano rispettivamente 70€ e 200€ a posto), bollato ovviamente come frutto di "pseudoscienza" e con un target di allocchi pronti a credere a tutto... ma se gli allocchi fossero proprio quelli che non s'avvedono della rivoluzione scientifica in corso? Non a caso vengono definite tali le persone che restano basite di fronte a una situazione imprevista "così come appare l'allocco improvvisamente abbagliato da una forte luce".

Ai posteri sentenziare se fossero più allocchi gli scettici o i passerini!

P.S. In settimana scriverò Se avessi tempo scriverei un altro post al volo per informarvi di un'altra duplicazione interessante (sabato 12 ottobre a Terni e martedì 5 ottobre a Roma) riguardante un altro termine passe-partout ("fusione fredda") e molto altro ancora... ma poiché il tempo in questi giorni non lo trovo proprio, inserisco almeno i link (per i lettori più attenti e curiosi).

22passi.blogspot.com: post n. 2194 (-28)

martedì 1 ottobre 2013

Come avrete certo notato...

32 : commenti

Come avrete certo notato, la mia presenza sul blog nelle ultime settimane è drasticamente diminuita.

Considerata poi la visita di Papa Francesco ad Assisi, che mi vede impegnato nel Centro Operativo Comunale appositamente attivato, più altre cosette che occuperanno la mia famiglia nella prossima settimana, è ragionevole prevedere che per almeno una decina di giorni avrò ancora meno tempo di occuparmi del blog. Pertanto ho appena ripristinato la pubblicazione libera dei commenti... insomma, bye bye moderazione: confido nel buon senso e nel buon gusto di tutti e invito i roditori che sentissero l'irrefrenabile bisogno di ballare a non strafare!

Visite papali straordinarie e lavoro ordinario a parte, sono tante le faccende che in questo fine 2013 assorbono la mia attenzione e la distolgono (temporaneamente) dalle LENR: da un lato la vendita dell'abitazione in cui ancora abitiamo, dall'altro il completamento della nuova (vendita e acquisto già formalizzati con preliminari registrati e caparre), i materiali da scegliere (pavimenti, rivestimenti, sanitari ecc.), gli immancabili imprevisti e ritardi di cantiere, i rispettivi mutui da accendere e atti di compravendita da stipulare dal notaio, il trasloco da organizzare (spero entro novembre), un po' di mobilia da comprare, le utenze da allacciare ecc.

C'è poi una bella novità che riguarda Elisa: a inizio settembre ha brillantemente superato l'esame di selezione per l'iscrizione al corso di laurea in Scienze Infermieristiche (erano in 2000 per 300 posti) e inizia dunque adesso un percorso che, uno o due anni prima del compimento del 40esimo compleanno, la farà diventare infermiera professionale dando un cambiamento di rotta alla sua carriera lavorativa. E visto che anch'io ho preso una laurea mentre lavoravo, e non mentre ero mantenuto agli studi dalla famiglia, so per esperienza diretta che non sarà certo una passeggiata.

An passant: la somma delle cifre del codice numerico del test di ammissione di Elisa (naturalmente diverso per ogni candidato) dava 22; la somma delle cifre del suo nuovo numero di matricola universitario dà ancora 22... ormai questo numero non è speciale solo per me, lo è anche per mia moglie!

Ricordo a chi storce il naso di fronte a simili "suggestioni", che Jung ha formulato una teoria della sincronicità (nonostante Wikipedia lo suggerisca, non ha niente a che vedere con la superstizione) proprio per rivelare un senso in quelle coincidenze - in cui l'osservatore si imbatte - che s'intrecciano oltre ogni ragionevole probabilità statistica, dunque ben poco riconducibili al caso. Sempre meglio interrogarsi e indagare, tanto intorno quanto dentro a noi.

Un abbraccio e a presto.

22passi.blogspot.com: post n. 2193 (-29)
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