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Tra i 22 spassi del post di Capodanno quali mi sono piaciuti di più?

domenica 29 settembre 2013

Chi ha visto la meteora ieri sera?

24 : commenti
Ieri sera mancavano pochi minuti alle 21, quando ho alzato lo sguardo e ho esclamato a mia moglie: "Guarda là...!".

Eravamo sulla E45, tra Perugia ed Assisi, precisamente tra Ospedalicchio e Bastia Umbra, a cinque minuti d'auto da Santa Maria degli Angeli di Assisi. Stavo guidando la mia FIAT Multipla, Elisa sedeva accanto a me, sul centrale dei tre sedili anteriori. A un certo punto con la coda dell'occhio ho notato il cielo notturno illuminarsi in modo anomalo ed ecco spuntare dall'angolo superiore sinistro del parabrezza una sfera di luce chiara di colore verde, grande come una Luna piena che - in prospettiva - è passata sopra la città di Assisi. È stato in quell'istante che ho lanciato l'esclamazione.

Ho scelto come immagine per il post, una meteora con una luce di colore simile a quella osservata ieri sera.

La meteora proveniva a occhio e croce da settentrione (alle nostre spalle) e abbiamo potuto seguirla per circa 1-2 secondi mentre la sua luce si consumava e riduceva fino a scomparire alla nostra vista poco sopra l'orizzonte, in direzione SudEst. Anche l'automobile si muoveva in direzione simile (NordOvest-SudEst). La traiettoria della meteora non è passata esattamente sopra le nostre teste, valuto fosse inclinata circa 30 gradi a Est rispetto allo Zenit. 

In pratica abbiamo potuto osservare soltanto la parte finale della traiettoria, che deve avere solcato tutto il cielo (nel quadrante delimitato dall'asse Nord-Sud e dall'asse Ovest-Est) per circa 3-4 secondi, dietro di noi e sopra il tetto dell'auto, prima di apparirci attraverso il parabrezza. Ciononostante per entrambi è stata la meteora più impressionante mai vista di persona: in piccolo mi ha ricordato i video del meteorite caduto a febbraio in Russia di cui proprio ieri è stato rinvenuto un frammento di quasi 5kg.


Su internet ci sono già vari siti che parlano dell'avvistamento di ieri sera:
Mi dissocio da quello che riporta come orario le 21.20, direi che erano le 20.58, minuto più minuto meno (mi tengo questo margine perché l'orologio sul cruscotto della mia auto non è preciso). 

Se altri che hanno avvistato la meteora passano di qui, lascino per favore un commento con orario, luogo dell'avvistamento e descrizione di quel che hanno visto.

***

Nulla di misterioso nella meteora di ieri sera. Tutt'altra cosa è stato l'avvistamento che il nostro amico MISTERO ci ha descritto qualche sera fa...

mercoledì 25 settembre 2013

Prima accensione dell' f-pulsator,
schema e basi teoriche degli effetti

60 : commenti
Il prof. Alessandro Burgognoni (Fondazione J. Von Neumann) misura la temperatura in plasma pulsato
Due giorni fa l'ing. Abundo mi ha scritto per informare della prima accensione del f-pulsator di cui ci parlò nel precedente report (vedasi post del 12 settembre scorso): pare proprio che funzioni tutto come previsto. 

Inizia dunque la fase dei test sull'Hydrobetatron.

Vi invito a leggere il nuovo report, intitolato "Prima accensione dell' f-pulsator, schema e basi teoriche degli effetti", che contiene lo schema elettrico del f-pulsator e la spiegazione meccanoquantistica degli effetti che dovrebbe sollecitare. 

Il report è scaricabile da questo link: 

Sul sito in questione sono scaricabili anche i tre precedenti report.

Ricordo che lo sviluppo dell'Hydrobetatron è portato avanti dall'unione delle migliori energie dell'IIS Leopoldo Pirelli e della Fondazione J. Von Neumann e ha ora la cornice dell'Associazione Open POWER: ogni risultato conseguito sarà reso pubblico tramite internet secondo lo spirito senza lucro dell'open science, un approccio alla scienza che sarebbe bello vedere diffondersi a macchia d'olio.


22passi.blogspot.com: post n. 2191 (-31)

Fukushima, un disastro senza soluzioni. Ma alcune speranze forse arrivano dall'Italia... e in Italia? (Parte 1)

18 : commenti
di Andrea Rampado

Circa una decina di giorni fa avevo iniziato a scrivere questo post con l'intento di riassumere un ventaglio di soluzioni ipotetiche per il problema di Fukushima. Soluzioni raccolte dalla rete, dai giornali, da amici, dalla fantascienza, volendo avere un quadro completo e non scartare ogni ipotesi per quanto fosse ardita. In corso d'opera però gli accadimenti si sono opposti al completamento di questo post e dopo continui aggiustamenti, correzioni ed integrazioni mi sono deciso a cestinare tutto e ricominciare da capo. Premetto che sono nella confusione più totale. Quando cerco una soluzione ad un problema con l'intento di andare fino in fondo cominciano ad accadere cose strane. Non credo alle teorie fantascientifiche della "grande attrazione", come non credo che tutto capiti per caso; un conflitto che non ho ancora risolto, anche se penso che un giorno troverò il tempo di dedicarmi a questo dilemma. Ora però il problema è da dove cominciare e penso che la cosa migliore sia iniziare dalle mie ricerche e i miei approfondimenti non ancora completati o in via di completamento, ripromettendomi e promettendovi che mi impegnerò in futuro a dar seguito alle informazioni che oggi ritengo assolutamente parziali e non complete.

 L'unica certezza che ho è che so di non sapere, 
una lacuna che sono destinato tutta la vita a cercare di colmare. 

Il raggio della morte di Franco Marconi

Poco meno di 3 settimane fa, a un pranzo con un ristretto numero di amici con figli fidanzate e mogli, avevo preparato per l'occasione, vista la stagione, la classica pasta e fagioli alla veneta. Ci vogliono due giorni di preparazione per renderla sublime. Attendevo impaziente il momento della massima soddisfazione, il silenzio seguito da svariati uhmmm durante la degustazione. La previsione era totalmente sbagliata, non perché la pasta e fagioli non fosse sublime, ma perché un amico portò con se un paio di fogli de "Il giornale di Reggio" datato sabato 13 luglio 2013. Si trattava di due articoli, uno a mezza pagina e uno a tutta pagina. Il primo dal titolo "Un'aurora boreale sul crinale reggiano", il secondo "Il ragazzo che sfidò Hitler e salvò l'Europa" entrambi a firma del giornalista Pierluigi Ghiggini, che vi invito a leggere con molta attenzione. L'amico che portò i due articoli di giornale non sapeva che ero stato alla trasmissione MISTERO su Italia Uno per un'intervista sul "Raggio della morte" di Rolando Pelizza, una storia che avevo avuto modo di approfondire con uno dei diretti protagonisti di questa intricatissima vicenda, ben documentata dal giornalista de "Il Giornale" Rino di Stefano. La degustazione della pasta e fagioli si trasformò in una discussione piuttosto animata. Che relazione c'era tra il raggio della morte del Pellizza e il raggio della morte di Franco Marconi? Nessuna, se non per il fatto che entrambi i raggi della morte a quanto pare erano in grado di annichilire o se preferite disintegrare, per utilizzare un termine alla Marvel, la materia anche a distanza. Alcune coincidenze ci permettono di proporre delle supposizioni. Ad esempio Franco Marconi ha lo stesso cognome del più noto e famoso Guglielmo, del quale è nota la leggenda della dimostrazione fatta a Mussolini di un raggio in grado di bloccare i motori a distanza, chiamato anche in questo caso "raggio della morte". Che si fosse trattato invece di un altro Marconi, Franco Marconi appunto, erroneamente passato alla storia come il ben più famoso omonimo?

lunedì 23 settembre 2013

S.P.Q.F.F

30 : commenti

Sono pazzi questi fusionisti freddi!

Incuranti di essere descritti come "una piccola comunità scientifica ben interconnessa e chiusa verso l’esterno", "un insieme di ricercatori i cui lavori non vengono citati da colleghi al di fuori del gruppo", "una specie di isola, che oltre a non avere impatto al di fuori della propria cerchia tende anche a non citare i lavori degli esterni, o a limitarsi a citare pochissimi lavori di base e continuare quindi nella propria ricerca in modo disconnesso", la cui ricerca viene definita "assimilabile alla masturbazione"... incuranti di tutto questo cortese fiele - dicevo - continuano a sfornare richieste di brevetti e spesso pure a ottenerne le concessioni!


Ma certi scettici sono troppo furbi, non li inganni mai. National Instruments apre una linea di prodotti specificamente dedicati alla ricerca sulle LENR? Ok, lo fanno solo per spennare quei pazzi scienziati coldfusionisti e vendergli i propri prodotti (ma come, non erano una "piccola isola"?). Allora lo scettico/negazionista delle LENR pensa che è impazzito anche il management di National Instruments.

La NASA manda avanti un brevetto sulla fusione fredda e la prende in considerazione finanche nei propri studi di veicoli aerei a impatto zeroAllora lo scettico/negazionista delle LENR pensa che l'agenzia spaziale statunitense sia troppo tollerante con alcuni pazzi dediti alla "masturbazione" che lavorano per lei! 

Pure la US Navy (vale a dire il Governo USA) brevetta un apparato basato su meccanismi di fusione nucleare a bassa energiaAllora lo scettico/negazionista delle LENR dice che gli esperti dell'USPTO si sono fatti prendere in giro da quei pazzi della fusione fredda, ma lui no, lui non ci casca!

Ora è il turno di STMicroelectronics, altri pazzerelli giocherelloni che - mentre inventano, sviluppano e producono componentistica per le aziende hi-tech più importanti del mondo (per esempio la Apple) - perdono anche loro tempo prezioso a fare ricerche e brevetti molto dettagliati sulla fusione freddaCosa si inventerà stavolta lo scettico/negazionista delle LENR?
Reactor for energy generation through low energy nuclear reactions (lenr) between hydrogen and transition metals and related method of energy generation
An embodiment of an apparatus includes a reaction chamber, a reaction unit, and an energy regulator. The reaction chamber includes an energy port, and the reaction unit is disposed in the reaction chamber and is configured to allow an energy-releasing reaction between first and second materials. And the energy regulator is configured to control a rate at which reaction-released energy exits the reaction chamber via the energy port. The reaction chamber may include a thermally conductive wall that forms a portion of the energy port, and the energy regulator may include a thermally conductive member and a mechanism configured to control a distance between the thermally conductive wall and the thermally conductive member. Furthermore, the reaction unit may include a mechanism configured to facilitate the reaction between the first and second materials, and may also include a mechanism configured to control a rate at which the reaction releases energy.
Tutto questo per citare solo grandi enti/aziende scesi in campo nella "corsa all'oro" della fusione fredda, perché naturalmente sono in lizza anche i vari brevetti di Rossi, Piantelli, Celani, Ahern, quello finlandese della Etiam e tanti altri che navigano sotto il pelo dell'acqua.

Noi che non siamo scettici tiriamo le fila di tutto questo (e molto altro) e constatiamo che in tutto il mondo ci sono svariati gruppi privati, enti pubblici, università, ricercatori open science che - sulla base delle evidenze empiriche che hanno raccolto e continuano a raccogliere, data ormai per acquisita la realtà delle LENR - sono in competizione per controllarle e gettarle nel mercato. Il fatto che ci siano tanti soggetti in azione mi fa ben sperare che il meglio di queste ricerche non resti relegato ad applicazioni militari ancora per molti anni, come altrimenti sarebbe da aspettarsi.

Quei gran furboni degli scettici italioti nel frattempo si fanno in quattro per promuovere "piezo-petizioni", ostacolare convegni, negare finanziamenti e chiudere laboratori, screditare sempre e comunque quei pazzi della fusione fredda... tutto ciò probabilmente è funzionale a far sì che - tanto per cambiare - una tecnologia innovativa e dirompente non si sviluppi in un paese nell'orbita e nell'ombra degli USA, ma negli USA stessi. 

22passi.blogspot.com: post n. 2189 (-33)

sabato 21 settembre 2013

Certi scettici sono sempre uguali...

125 : commenti

Un articolo di Scientific American di quasi 109 anni fa, segnalatoci ieri da Pietro F. nella sua versione originale in inglese, citato da wikipedia nella ricostruzione della grande invenzione dei fratelli Wrights, per ribadire ancora una volta come certi scettici sono sempre uguali e certe dinamiche si ripetono inesorabilmente, tanto nella storia della scienza quanto nella psiche delle persone. Buon weekend a tutti.

***

Scientific American

Vol. XCIV
No. 2
13 gennaio 1905
Page 40 

L'aeroplano Wright e le sue fantomatiche performance

Un giornale automobilistico di Parigi ha recentemente pubblicato una lettera spedita dai fratelli Wright al capitano Ferber dell'Esercito Francese, contenente dichiarazioni che hanno certamente bisogno di un po' di conferme pubbliche da parte dei fratelli Wright. Nella lettera in questione si è affermato che il 26 settembre, l'aereo a motore Wright ha coperto una distanza di 17,961 km in 18 minuti e 9 secondi e che avrebbe proseguito ancora se non fosse stato fermato dalla mancanza di benzina. Il 29 settembre una distanza di 19,57 km è stata coperta in 19 minuti e 55 secondi, anche questa volta fino a esaurimento della benzina. Il 30 settembre la macchina ha percorso 16 chilometri in 17 minuti e 15 secondi, questa volta un cuscinetto surriscaldato ha impedito ulteriori notevoli progressi. Poi sono arrivati alcuni record strabilianti. Eccoli:
  • 3 ottobre: 24,535 km in 25 minuti e 5 secondi (arresto causato da cuscinetto surriscaldato).
  • 4 ottobre: 33,456 km in 33 minuti e 17 secondi (arresto causato da cuscinetto surriscaldato).
  • 5 ottobre: 38,956 km in 33 minuti e 3 secondi (arresto causato da esaurimento benzina).
Sembra che questi presunti esperimenti siano stati effettuati a Dayton, Ohio, una città abbastanza grande, e che i giornali degli Stati Uniti, notoriamente attenti, si siano lasciati sfuggire queste performance sensazionali. Se si considera che Langley non è mai riuscito a fare volare la sua macchina con uomo a bordo, che il modello sperimentale di Langley non ha mai volato per più di un miglio, mentre quel misterioso aereo dei Wright avrebbe coperto una distanza stimata 38 km al ritmo di un chilometro al minuto, abbiamo il diritto di esigere ulteriori informazioni prima di dare credito a siffatti resoconti francesi. Purtroppo, i fratelli Wright sono poco disponibili a pubblicare qualsivoglia spiegazione o fare dimostrazioni pubbliche, per motivi chiari solo a loro! Se tali esperimenti sensazionali e tremendamente importanti sono stati condotti in una zona non molto remota del paese, su una questione sulla quale quasi tutti provano il più profondo interesse, è possibile credere che gli intraprendenti giornalisti americani che - si sa - scendono dal camino quando gli si chiude la porta in faccia - anche se devono scalare quindici piani di grattacielo per farlo - non avrebbe accertato tutto al riguardo e diffuso la notizia già da tempo? E perché soprattutto, come viene inoltre affermato, i Wright dovrebbero desiderare di vendere la loro invenzione al governo francese per una milionata di franchi. Sicuramente il loro governo è il primo a cui dovrebbero rivolgersi.

Noi certamente vogliamo fare più luce sull'argomento.

22passi.blogspot.com: post n. 2188 (-34)

mercoledì 18 settembre 2013

Lettera aperta all’Ill.mo Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Prof. Fernando Ferroni

28 : commenti
È stata diffusa questa notte una lettera aperta della Fondazione J. Von Neumann indirizzata al Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Nella lettera si fa riferimento a due decisioni interne all'INFN: 1) rigetto delle proposte di finanziamento (deciso lo scorso mese di maggio dalla Commissione Scientifica n. 5) alle ricerche condotte dal primo ricercatore INFN Francesco Celani presso i Laboratori Nazionali di Frascati; 2) richiesta scritta (protocollata il 25/06/2013) rivolta dal direttore dei LNF a Francesco Celani affinché questi lasci libero (pare entro novembre 2013) il laboratorio n. 25 in cui svolge attività sperimentale da decenni. Se ne è parlato qui nel blog di recente, e ancora se ne parlerà.
Qualora l'INFN non rivedesse le suddette decisioni, che di fatto (tra negazione di fondi da un lato e "sfratto" dall'altro) impediscono del tutto a Celani di proseguire gli esperimenti in corso, la Fondazione J. Von Neumann è pronta a "offrire la propria collaborazione in merito al rendere disponibili i propri locali, la propria logistica e le proprie risorse umane per ospitare le esiliande ricerche e relative attrezzature INFN".

Una provocazione? Tutt'altro, è l'ennesima seria dimostrazione che se le Università e gli istituti di ricerca pubblici non sono più in grado di tenere in piedi il vessillo della ricerca scientifica di frontiera, la Open Science lo ha già raccolto.

***

Lettera aperta all’Ill.mo Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Prof. Fernando Ferroni

Ill.mo Sig. Presidente,

la scrivente Fondazione J. Von Neumann, ente di ricerca nel settore dei modelli avanzati per il calcolo parallelo, per statuto orientata alla promozione delle attività di creazione di nuovo sapere, si rivolge a Lei, sperando di farLe cosa gradita, con profondo dispiacere e alto senso del dovere.

Nessuno ha bisogno di aspettare che siamo noi a mettere in evidenza i successi dei gruppi italiani nell’ambito della ricerca di frontiera, in special modo nel campo delle nuove reazioni nucleari a bassa energia e della coerenza quantistica, in quanto ampiamente riconosciuti e stimati dalla comunità scientifica internazionale.

Purtroppo il momento di contingente crisi sembra mal suggerire le azioni lungimiranti che potrebbero traghettare il Paese verso l’uscita, piuttosto si assiste ad una involuzione verso pericolosi punti di non-ritorno.

È di dominio pubblico la serie di informazioni che vedono ridursi anche all’interno dell’INFN le prospettive di crescita o anche solo di mantenimento di ricerche cardine nel proprio settore.

Se una rapida inversione di rotta non apparisse in tempi ragionevoli all’orizzonte, la Fondazione vedrebbe se stessa nella doverosa posizione di offrire la propria collaborazione in merito al rendere disponibili i propri locali, la propria logistica e le proprie risorse umane per ospitare le esiliande ricerche e relative attrezzature INFN.

Si tratterebbe di un aiuto forse piccolo perché non strutturale, definito temporalmente, ma certo tempestivamente significativo.

Voglia Ella liberamente disporre della citata eventualità nei tempi e nei modi che dovesse ritenere più opportuni, e voglia gradire i nostri distinti saluti.


Il presidente della Fondazione J. Von Neumann
Ing. Ugo Abundo


22passi.blogspot.com: post n. 2187 (-35)

sabato 14 settembre 2013

La "crescita" e il "conto della serva"

14 : commenti
di Claudio Rossi

Non c’è politico o economista, sindacalista, commentatore o “esperto” che non invochi la “crescita” (sottinteso del PIL) come mezzo, se non anche come fine, per risollevare le sorti del paese in crisi, la sua credibilità internazionale, la possibilità di redimere il debito pubblico lo sviluppo dell’occupazione e così via discettando.

Secondo quanto attestato dall’ISTAT, il PIL italiano è sempre cresciuto nel trentennio che va dal 1978 al 2008. L’Italia dovrebbe quindi essere mediamente molto più ricca e felice di allora. Dimentichiamo pure la recessione degli ultimi tre anni (la sostanza cambia poco) ma, per chi ha sufficiente memoria, confrontando l’Italia di allora con quella di oggi, qualcosa non torna :
  • Trent’anni fa le prestazioni del Sistema Sanitario Nazionale erano completamente gratuite;
  • La vita lavorativa terminava intorno ai sessant’anni dopodichè si aveva il diritto (applicato) ad un trattamento pensionistico migliore di quello attuale.
  • Le retribuzioni del lavoro dipendente (non solo nel settore industriale, ma anche del terziario) consentivano un tenore di vita comunque dignitoso e la sopravvivenza era garantita a tutti i lavoratori.
  • L’incidenza della disoccupazione era inferiore a quella attuale e, soprattutto per chi aveva buoni titoli di studio, le opportunità di lavoro di qualità erano molto solide, al punto che si importava manodopera dai paesi del terzo mondo per i lavori usuranti o sgraditi.
  • Il debito dello Stato non era nemmeno lontanamente confrontabile con quello attuale.
La ricchezza percepita allora dall’italiano medio era, quindi, molto superiore a quella percepita oggi. Il tutto senza voler considerare l’enorme sviluppo tecnologico che, in questi trent’anni avrebbe dovuto apportare una tale efficienza al sistema (consideriamo solo i progressi dell’informatica e la telefonia mobile) da consentire ulteriore benessere nel paese.
Se si conviene su queste valutazioni si rileva che, malgrado la continua “crescita”, non si è prodotto un arricchimento, ma un arretramento del benessere nella vita normale media di un cittadino italiano.
A mio modo di vedere “la crescita” non solo non misura realmente la ricchezza di una nazione ma - per evidenza storica - non è quella panacea che ci viene insistentemente raccomandata da politici e economisti.

Se invece - coerenti con il pensiero “main stream” - si accetta che l’Italia sia molto, ma molto più ricca di allora, l’unica spiegazione che abbia una qualche base di ragionevolezza, è che che tutta la maggior ricchezza prodotta dal sistema e parte di quella precedente, sia andata a concentrarsi talmente tanto nelle mani delle fasce più ricche e ristrette, da incidere pesantemente anche sul benessere “medio” di tutto il resto della popolazione italiana. 

venerdì 13 settembre 2013

Il lato oscuro dell'INFN

87 : commenti
Molti di voi sanno già che quest'anno a Francesco Celani, primo ricercatore ai laboratori INFN di Frascati, oltre alla soddisfazione di vedere i propri esperimenti citati e replicati in tutto il mondo, sono piombati addosso due macigni.

Primo macigno. Gli sono stati negati finanziamenti per il proseguo dell'attività sperimentale in ambito LENR. Doloroso, ma alla fin fine abbastanza prevedibile se è vero che l'INFN valuta le LENR un campo di ricerca che non merita ulteriore indagini... saranno i posteri a dire quanto tale scelta sia lungimirante!

Secondo macigno. Il direttore dei Laboratori Nazionali INFN di Frascati, Umberto Dosselli, ha deciso di togliere a Celani il laboratorio #25 in cui lavora da decenni. Doloroso e incomprensibile.

Soffermiamoci sul secondo macigno e su alcune domande serie che esso solleva:

1) La decisione di negare a un ricercatore la possibilità di fare ricerca - non garantendogli, neppure in forma minimale, gli strumenti e gli spazi per farla (!) - può essere presa da una figura che ha un ruolo essenzialmente amministrativo?

È vero che Dosselli, come ogni direttore di laboratorio o sezione, è un fisico, ma il compito di un direttore è essenzialmente di natura amministrativo (più "politico" che "scientifico"): gestione del budget, allocazione delle risorse ecc. Se passa il principio che un direttore può togliere sic et simpliciter un laboratorio a un ricercatore, si apre un pericoloso precedente.

2) È stata applicata la giusta "astrazione" al caso di Celani? Il provvedimento scaturisce cioè da una analisi accurata, presa da chi sia ragionevolmente deputato a valutare la condotta scientifica di un collega? 

Secondo i suoi accusatori, la colpa di Celani sarebbe una presunta condotta scientificamente non etica. C'è da restare basiti! L'INFN è coinvolto in tante ricerche che possono essere considerate eticamente deprecabili, sia sul piano della correttezza scientifica (per esempio è difficile credere che l'errore sui neutrini superluminari dell'esperimento OPERA sia dovuto soltanto a un'anomalia strumentale) sia sul piano dell'etica morale (per esempio la collaborazione dell'ente con la Fabbrica d'Armi Pietro Beretta S.p.A.). Insomma, pare proprio che dentro l'INFN si tenda a utilizzare due pesi e due misure.

Sinceramente penso che, anche a prescindere dal caso singolo, ogni ricercatore di un ente di ricerca dovrebbe:
  • affermare con forza che la libertà di ricerca non va limitata;
  • affermare con forza che la dignità professionale e umana non va mai calpestata.
  • adoperarsi per limitare la burocratizzazione del processo di produzione scientifica.
In poche parole: SI all'indipendenza della ricerca, NO al mobbing, NO allo strapotere dei burocrati all'interno della scienza!

Pare poi che nell'INFN manchi totalmente un organismo (né gerarchico né amministrativo) - per esempio un comitato etico-scientifico di pari - che possa essere chiamato a valutare l'operato dei propri colleghi ricercatori. Un'anomalia tutta italiana, visto che all'estero, all'interno della comunità scientifica comitati siffatti esistono.

Dunque, per quel che vedo, con la richiesta formale di dismissione del laboratorio #25, Francesco Celani è stato censurato al di là dell'accettabile, e forse pure del lecito.

Su internet, in alcuni siti, si sta già parlando parecchio di questa pagina oscura dell'INFN, ma visto che a farlo è spesso gente che ama condire - ahimè - il 10% delle cose serie che dice con un 90% di forbite idiozie e becere maldicenze, ho voluto contribuire a portare un po' di corretta informazione bipartisan sulla questione.

In conclusione, solo in una nazione allo sbando come la nostra può accadere che si vada a togliere il laboratorio a un ricercatore che ha sulle spalle oltre trent'anni di attività il cui valore è riconosciuto in tutto il mondo. Mi auguro che chi ha preso questa incredibile decisione possa tornare sui propri passi... altrimenti ci sarà molto da aggiungere, raccontare e spiegare.


22passi.blogspot.com: post n. 2185 (-37)

Progressi sulle frontiere della Scienza
il 15 ottobre a COHERENCE 2013/3

13 : commenti
di Vincenzo Valenzi

Cari Colleghi

COHERENCE,  dopo la prima conferenza con Giuliano Preparata al Dipartimento di Farmacologia della Sapienza nel dicembre del 1999, è stato un appuntamento che ci ha sorpreso e arricchito come si può vedere dalla raccolta dei REPORT di VILLAGGIO GLOBALE.

Un lungo viaggio sulle frontiere della scienza dove era sconveniente andare, ma dove gli uomini di scienza debbono andare e vanno in omaggio alla mission dell'esplorazione dell'ignoto che si può e si deve fare, anche se mortifica un certo narcisismo accademico sempre meno avvezzo allo stato di debolezza che colpisce quando ci si confronta con l'ignoto e il nostro non sapere (per luminari, cattedratici, esperti ecc. è evidente che è uno stato irritante).

Il viaggio, nonostante le molte turbolenze, continua e da più parti è prossimo alle applicazioni per realizzare quello sviluppo sostenibile che oggi più che mai è necessario per difendere i progressi consolidati quanto minacciati da oscure e avverse interazioni tra i prodotti della rivoluzione industriale (dalle macchine ai farmaci ecc.) e la salute e il benessere umano. 

Per questo un ringraziamento speciale va al direttore del CIRPS, prof. Vincenzo Naso, che ospita questa nuova edizione di COHERENCE e al presidente dell'ANUA, Generale Mario Maiorani, che in questi ultimi anni ha patrocinato e ospitato alla Casa dell'Aviatore le attività scientifiche di COHERENCE.

Siamo, a quanto pare, come ci racconterà Christos Stremmenos, vicini ad applicazioni mature per la Fusione Fredda/LENR (che vede la NASA impegnata in un programma 2030/35 di un motore spaziale a LENR), grazie in particolare al vecchio Preside della Facoltà di Scienze di Bologna Sergio Focardi, che ci ha lasciati a giugno. 

Dal Politecnico di Torino Alberto Carpinteri, presenterà i dati sperimentali che hanno trovato una forte base teorica nei lavori di Widom e di Srivastava che presenterà gli ultimi sviluppi con cui è bene che i molti critici di Carpinteri si confrontino oltre posizioni pregiudiziali e manifesti firmati a migliaia alla stregua di una lotta politica elettorale che poco si addice alla dialettica scientifica.

Paradossale la situazione di Francesco Celani che dai successi internazionali passa alla minacciata chiusura del suo laboratorio di Frascati; non siamo più abituati a vincere ed ad avere successi come ai vecchi tempi di Via Panisperna?

Altri interventi dalla grande industria (STM) e dal Pirelli di Roma (ci mancano talmente i Pirelli Labs che è venuto in soccorso l'Istituto Pirelli di Roma).

Nel pomeriggio sessione dedicata alla biologia con un ricordo doloroso della recentissima scomparsa di uno dei protagonisti di COHERENCE l'ing. Mauro Botarelli che tra un apparato di sicurezza e l'altro ha sviluppato una tecnologia elettroquantistica che promette molto sia per la ricerca di base che per la diagnostica e la terapia.

Il tutto nel grande scenario della interazioni bioelettromagnetiche e biometeorologiche che stanno trovando, grazie agli sviluppi delle tecnologie elettroquantistiche, un inquadramento clinico strumentale e logico che mancava, spingendo tecnologie (EAV, MORA, Oberon ecc.) e patologie importanti come le meteoropatie, in una zona d'ombra da cui possiamo dire che sul piano logico e teorico sono uscite, necessitando oggi di essere studiate in rigorosi trial da grandi università come già avviene ad EST dove si discute senza "paté d'animo", come disse Quaranta nella sua opera politica satirica degli anni Ottanta.

Un grazie infine a Massimo Scalia che continua la sua opera di ricerca e di supporto alle attività nel settore della fisica dell'atmosfera e del bioelettromagnetismo alla ricerca di nuovi equilibri che garantiscano sviluppo e protezione dell'ambiente e della salute umana, impresa difficile ma a cui non possiamo sottrarci se vogliamo godere dei frutti maturi e buoni della grande progresso scientifico tecnologico e sociale degli ultimi due secoli.

Cari saluti

giovedì 12 settembre 2013

Dall'Open Science nasce
l'Associazione Open POWER

14 : commenti
Si è già promosso spesso su questo blog il modello dell'Open Source trasferito alla scienza, sia riferito alla pratica delle pubblicazioni scientifiche (si pensi ad arXiv), sia riferito alla possibilità per gli scienziati di scegliere in modo indipendente i campi di ricerca a cui applicarsi e gli esperimenti da effettuare, condividendone l'esecuzione on line con la massima trasparenza. In questa accezione si può parlare di Open Science.

Tra gli esempi più noti di Open Science c'è senz'altro l'attività promossa o effettuata in proprio dal Martin Fleischmann Memorial Project, per il quale si è perfino avanzata la proposta del Nobel per la Pace.

Anche il gruppo nato nell'Istituto di Istruzione Superiore Leopoldo Pirelli di Roma, guidato dall'ing. Ugo Abundo, sta percorrendo la stessa strada. Abundo mi ha scritto pochi giorni fa, pregandomi di riferire a tutti i lettori del blog che il gruppo di ricerca sta continuando a lavorare indefessamente sull'Hydrobetatron mirando a due fasi:
  • poter finalmente (tra non molto) annunciare una produzione energetica determinata con modalità diretta.
  • innalzare le rese grazie alle sollecitazioni pulsate.
Inoltre l'idea di costituire l'Associazione non-profit Open POWER, lanciata alla fine del 2012 in occasione del Convegno Nuove energie nella scuola, è decollata. L'Associazione ora è costituita e registrata. Lo Statuto è consultabile sul sito www.hydrobetatron.org (ci si accede dal menù principale).

Potete scaricare una sintetica nota semi-tecnica intitolata "Nuovi Impulsi alle LENR", scritta per il blog 22 passi, dove si parla, oltre che dell'avvenuta nascita della Associazione Open Power, del f-pulsator attualmente in fase di collaudo, progettato appositamente per inviare impulsi al reattore Hydrobetatron.
L'Ing. Abundo ribadisce infine che "tutti i più importanti risultati verranno brevettati e saranno resi disponibili in licenza gratuita a soggetti che dimostrino di utilizzarla esclusivamente per usi pacifici, mentre coloro che ne faranno uso illecito saranno perseguiti legalmente, col sostegno delle Organizzazioni Internazionali preposte."

22passi.blogspot.com: post n. 2183 (-39)

venerdì 6 settembre 2013

Appello per il Nobel Peace Prize
all'Open Science del MFMP

124 : commenti
Il blogger Claudio Pace, un fisico che ha preso a cuore le LENR da molto tempo, ha pubblicato oggi sul proprio blog un appello per sostenere la candidatura del Martin Fleischmann Memorial Project al Premio Nobel per la Pace 2013, in considerazione del grande e disinteressato lavoro svolto per l'Open Science, vale a dire per la trasparenza e la totale indipendenza della ricerca scientifica:


Nel suo post Claudio Pace auspica che il Comitato del Nobel Peace Prize possa accogliere l'appello in questione e che esso venga condiviso e diffuso "a partire dalle autorità religiose e civili di Assisi che potrebbero significativamente farlo pervenire per una sua adesione allo stesso Papa Francesco nel giorno della sua visita nella città della Pace e del dialogo quale Assisi è, e lo è ancor di più quando la pace è a rischio come in questi giorni drammatici che stiamo vivendo". Credo che per sbilanciarsi così tanto sulla candidatura del MFMP al Nobel, Claudio Pace (cognome quanto mai appropriato al caso) sappia più di quello che scrive. 

Ricordo che Papa Francesco sarà in visita nella Città di Assisi il 4 ottobre, giorno di S. Francesco, patrono d'Italia e simbolo ispiratore di Pace in tutto il mondo. 

Se anche tu ritieni giusto che il Nobel per la pace debba essere assegnato al MFMP e all'Open Science, per promuovere finalmente una scienza trasparente al servizio della pace, condividi la pagina pubblicata da Claudio Pace (http://www.claudiopace.it/nobel-peace-prize-open-science) nei social media, inoltrala ai tuoi contatti via email, parlane anche tu. Grazie.

22passi.blogspot.com: post n. 2182 (-40)

Report on MFMP Celani Wire Test in V 1.3 Celani Replica Cells Running in Differential Mode

50 : commenti
Dopo il primo "acerbo" pre-report di qualche giorno fa, dove venivano descritte una serie di repliche (a prima vista positive) del noto esperimento col filo di costantana, oggi Francesco Celani ha finalmente diffuso un report, più dettagliato e consistente, relativo alle repliche in questione.

Ricordo che gli eperimenti e la relativa documentazione sono opera del Martin Fleischmann Memorial Project, per la precisione del gruppo di ricerca guidato da Ryan Hunt (HUG), che si avvale della collaborazione di Ed Pell.

Riporto qui a seguire l'introduzione e la conclusione del nuovo report. La prudenza è sempre d'obbligo, ma i risultati ottenuti sembrano sempre più interessanti e promettenti.

Potete accedere all'intero documento tramite il link che trovate tra poche righe.

***

Introduction


MFMP and HUG have been working to replicate the anomalous heat effect demonstrate by Celani at ICCF17. Previous tests have not shown excess heat at the levels claimed in that demo, so this test was devised to add a control cell to compare to the cell with the active wires in it. The real time control cell adds an extra level of verification and having two active wires in the active cell should increase the amount of anomalous heat to detect.

Apparatus... Test Run Protocol... Results...

Conclusion


This is the most interesting data produced in this lab to date. It is unfortunate that the data is messy with power outages, software changes, and other interruptions. The ambient varied a large amount in the lab room, as well, causing quite a bit of noise. Despite all of this, we have seen nothing that could explain why the active cell might run up to 10C higher than the control cell, other than an anomalous heat event.  



As always, we are open to suggestions and criticisms. I recognize that this data is not unassailable, even if it is promising. This reaffirms in our minds, however, that attempting to validate that this effect is real is a worthwhile endeavor and we call on anyone interested to scrutinize, suggest improvements, and do whatever they can to help make it all happen.


22passi.blogspot.com: post n. 2181 (-41)

Botarelli, Talpo, Preparata...
i migliori ci lasciano.

3 : commenti
Ci ha ha da poco lasciato l'ing. Mauro Botarelli. I funerali sono stati celebrati ieri mattina a Roma, presso la Chiesa di Santa Chiara in Piazza dei Giuochi Delfini.

Chi lo ha conosciuto bene lo descrive "persona di rara sensibilità e intelligenza" e per saperne di più rimando al ricordo di Vincenzo Valenzi pubblicato su Villaggio Globale: È scomparso un pioniere della scienza italiana.

Non conoscevo l'ing. Mauro Botarelli, così apprendo solo ora - che non è più qui tra noi - che è l'inventore di una apparecchiatura terapeutica che sfrutta i principi della comunicazione cellullare (ELKMED EBS 2060) non sul piano chimico (tramite enzimi) bensì su quello elettromagnetico (vedansi ricerche di Preparata, Del Giudice ecc.). Per approfondire l'argomento rimando a un articolo pubblicato tre anni fa su Scienza e Conoscenza: La medicina quantica.

Tutto ciò mi riporta alla mente anche la figura di Getullio Talpo, di cui ho parlato in un vecchio post (anche a proposito del TrimProbe dell'ing. Clarbruno Vedruccio) e di cui ho trovato un ottimo articolo in rete pubblicato nel 2007 su Il Mattino: Getullio Talpo scienza e umanità.

Tutto si collega.

22passi.blogspot.com: post n. 2180 (-42)

lunedì 2 settembre 2013

Verso COHERENCE 2013/3

39 : commenti
Mancano solo un paio di settimane alla terza edizione 2013 di Coherence, l'ormai tradizionale conferenza dedicata alle scienze di frontiera - dalla fisica alla medicina - che da parecchi anni si tiene a Roma, spesso con più edizioni annue, grazie al vulcanico organizzatore Vincenzo Valenzi (a sinistra nella foto accanto al Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier). 

Il giorno esatto e la sede sono ancora da fissare; sappiamo già che tra gli ospiti ci saranno Christos Stremmenos, Alberto Carpinteri, Yogendra Srivastava... Se come nell'ultima occasione, l'Università della Sapienza metterà a disposizione una propria sala, non potremo che continuare a elogiare la nuova rotta data all'ateneo dal suo prorettore Giancarlo Ruocco.

***



Da: Vincenzo Valenzi

data: 31 agosto 2013 20:55
oggetto: VERSO COHERENCE 2013/ CON STREMMENOS CARPINTERI E ALTRI... Nuovo numero di Villaggio Globale - Settembre 2013


Cari colleghi
tra i prodotti estivi del pensiero deviato (lavorare in vacanza è giustamente considerato insano... ma anche su questo ci sono varie scuole) c'è l'ultimo numero del trimestrale di Villaggio Globale, dedicato alla sicurezza, dove trovate pure un mio contributo assieme ad altri di grande interesse.

La sicurezza resta un tema chiave quanto controverso specialmente nel Belpaese, dove le oscillazioni tra un estremo e l'altro sono forti, come si racconta nel mio "pezzullo" che trovate nella sezione Istituzioni e sicurezza

Della sicurezza ambientale e climatica si parlerà più diffusamente in Crimea alla 

Koktebel - Crimea, Ukraine - September 23–28, 2013

Si parlerà anche degli effetti del clima cosmico sulla salute umana che sembrano essere mediati, oltre che da energie forti (vedi la radiazione solare che brucia la pelle al mare) anche da forze deboli, quelle che erano state al centro delle ricerche di Giorgio Piccardi e di Jacques Benveniste, spinti ai margini della ricerca scientifica nella vecchia Europa, mentre nell'Est sono rimasti "numero uno" della scienza, al centro delle ricerche di base e applicate.

Un tema su cui riflettere mentre, sul fronte biologico e nella stessa fisica di base e applicata, le grandi Università che hanno dettato legge mostrano pericolosamente la corda, vedasi il 400° (e passa) posto della Sapienza nel mondo, che si auspica possa essere risollevato a breve.

Alla Sapienza potrebbe ritornare COHERENCE 2013/3 dopo l'ultimo seminario sulle LENR del 15 luglio Nuovo «corso» per la Fusione fredda

In questa occasione, a metà ottobre a Roma (data e luogo da destinarsi), Christos Stremmenos farà un ampio report sugli ultimi anni di Sergio Focardi con il salto di qualità dai watt ai Kw nei piccoli reattori a FF/LENR di Bologna.

Da Torino interverrà Alberto Carpinteri, con gli ultimi sviluppi sperimentali mostrati anche dal vivo il 27 maggio e con gli ultimi sviluppi teorici che saranno presentati da Yogendra Srivastava (che con Allan Widom e colleghi ha pubblicato alcuni articoli che dimostrano che al Politecnico Carpinteri e i suoi hanno fatto un grande e innovativo lavoro).

Un augurio ai nuovi senatori a vita e in particolare a Carlo Rubbia, che con la sua saggezza e scienza possa illuminare la via della Scienza nel nostro Paese.

Cari saluti
Vincenzo Valenzi

22passi.blogspot.com: post n. 2179 (-43)
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